UN TRANQUILLO NATALE


Alla fine abbiamo superato il punto critico.
Quello della partenza intendo, che angoscia tutte le persone sensibili, o quelle anziane se preferite.
Il problema per fortuna era già dimezzato in quanto la moglie Istrice Prussiana era stata categorica: solo lei sa preparare le valige, in questo campo come in molti altri il marito é sempre stato inaffidabile.
Cosí era rimasto solamente il suo zaino da preparare e nonno Talpone era stato almeno da due giorni ad angosciarsi su cosa metterci dentro e sopratutto cosa NON dimenticare.
Da persona previdente aveva scritto dettagliati fogliettini divisi in due colonne: cosa portare sú e cosa portare indietro.
Per il solito destino beffardo che lo perseguita i suoi foglietti, ma anche i quaderni, le agende,i taccuini tendono invariabilmente a nascondersi quando li crca.
Questo comporta nuovi elenchi e sforzi della sua debole memoria.
Alla fine aveva deciso: prima ditutto una tuta, magliette e scarpe da corsa per uno sperato illusorio allenamento alla mezza maratona.
Ma vi doveva trovar posto anche il portatile ( scordato ), i telefonini,il tablet, il phablet, lo smartphone,i vari carica batterie, i cavi di collegamento e il suo ebook reader ( dimenticato ).
Il tutto schiacciato dentro, sperando che non esplodesse davanti ai controlli dell’aeroporto.
Ma perché tutto questa tecnologia, piangeva da coccodrillo nonno Talpone.
” Bei tempi quando si usavano solo diari in marocchino rosso, penne, matite e temperino !”
Comunque sono arrivati nella casetta del Martello di dio, tra sorrisi, abbracci stritolanti, i previsti scontri verbali e sperano in un tranquillo Natale.
Natale sereno che ovviamente io e nonno Talpone auguriamo a tutti voi, forse ancora travolti dagli acquisti dell’ultima ora.

INVOLONTARI EQUIVOCI


Deve essere un mio connaturato destino quello di incorrere in continui fraintendimenti e spiacevoli equivoci del tutto involontari.
Ho appena finito di leggere il commovente racconto lungo di Ghassan Kanafani “ Uomini sotto il sole “, scritto nel lontano 1963.
La drammaticità dei fatti descritti è purtroppo quanto mai attuale, se allora erano il Kuwait e l’Iraq le mete agognate dei disperati emigranti, ora è spesso l’Italia il tragico eventuale approdo per l’accesso ad un’Europa sempre più ostile.
Le notizie radio di ieri mattina riferivano della recente ripetuta tragedia dei migranti morti nella stiva del solito rottame di nave affondato nel Mediterraneo.
Purtroppo mi sono accorto ora che sull’intestazione del mio blog è rimasta una definizione di “ migrante ”, che si riferiva al continuo trasferimento dei miei post al terzo sito web.
Mi devo scusare per aver utilizzato una così pregnante definizione per le mie sciocchezzuole di vecchio Talpone, involontario sopravvissuto in questi tempi così tragici.
Va bene, ho sputato il rospo, per usare una frase fatta, ma il dolore e la commozione che provo sono troppo forti.

BUON FERRAGOSTO


A tutti buon Ferragosto, festa tutta italiana, quindi auguri a quelli che sono distesi al mare, a quelli che sono a passeggiare in collina e in montagna, a quelli accaldati che vagano nelle città d’arte, senza dimenticare quelli che soffrono e non hanno niente.
Invece in Umbria come al solito si pianificano minuziosamente strategie di pranzi, cene, colazioni e merende, insomma le classiche magnate fuori porta, laute e saporite, abbondanti e ipercaloriche, da leccarsi le dita grondanti di olio e grasso.
Questa è solo la vigilia, ma è già un intrecciarsi di telefonate, appuntamenti, minuiose valutazioni di menu e di prezzi.
Ma oggi è anche l’anniversario del mio piccolo primogenito, sì proprio lui, il Promettente Avvocato, ormai dirigente stimato e temuto, ma per me, vecchio nonno Talpone, solamente il mio bimbo, anche se festeggia i 42 anni ben portati e quindi lasciatemi commuovere al ricordo dei suoi primi anni, a quei magici momenti passati insieme.
Che volete, è un cuor di papà che emerge spontaneamente da questo vecchio brontolone lamentoso, che si deve accontentare ogni tanto di stringere forte i suoi nipotini per avere un ricordo tangibile di quegli anni lontani.
Diciamo poi che anche i suoi due piccoli gnometti, ormai di 7 e 9 anni, stanno crescendo con vigorosa vivacità, il loro nonno fatica a sollevarli da terra, a gareggiare nelle corse con loro e tra non molto entreranno nella tumultuosa età dell’adolescenza.
Ma prima di entrare nelle pagane orge culinarie di Ferragosto permettetemi ancora di cullarmi nei teneri ricordi di quando mi scoprii improvvisamente papà, che magnifico titolo accademico !

UN CASALINGO QUASI PERFETTO


” Non ti arrabbiare, sono solo dei balabiott quelli delle tute nere, già nere come le camice nere dei fascisti – mi dice nonno Talpone – oggi mi sento felice e soddisfatto ! ”

Mi chedo perché il nonnetto ombra abbia sempre qualcosa da raccontare, comunque mi siedo, ascolto e trascrivo.

” Come vedi i piatti sporchi, i bicchieri e le padelle si accumulano nel lavello, ma c’è ancora una scorta prima del consueto lavaggio a mano.  La lavastoviglie è lì a fianco, ma sono un tradizionalista anarchico, il lavaggio a mano con una spugna calda e le bollicine mi dà un senso di euforia, serenità e quasi una gioia sensuale ( sic! ).

Quello che invece scarseggia è il ricambio della biancheria.

Ho telefonato alla moglie lontana per i soliti saluti e scambi di pettegolezzi, poi come per caso le ho chiesto consiglio.

” Lascia tutto lì, ci penserò io quando vengo. Come? Sei proprio senza biancheria? Allora mettila nella lavatrice. Mi raccomando dividi i capi chiari da quelli scuri. Poi schiaccia il tasto con sopra l’etichetta n.1 che vi ho incollato , poi il tasto 2 e quello n.3. Chiaro, no? Pulisci i fili della biancheria prima di stendere i panni. Allora ripeto : dividi …”

” Basta ho capito, non ripetere, non sono un bambino, come vanno i gatti?”

Questa è una mossa strategica – mi dice sornione nonno Talpone – parlare di felini con l’amore mio blocca ogni ciclo didattico di consigli, critiche e raccomandazioni.

” Loro stanno benissimo. Ho provato a farli dormire in camera da letto su un lenzuolo dov’ é il tuo posto. Non si sono mossi tutta la notte quegli amorini, non hanno nemmeno russato. Una meraviglia !”

Ecco, basta che ti allontani un attimo e sei subito sostituito !

Non c’è più ordine né religione !

Comunque a telefonata terminata svuoto il cesto colmo della biancheria e inizio la cernita.

Ma il marrone va considerato chiaro o scuro?

La camicia a righe scozzesi dove va ?

Comunque riempito l’oblò, aggiungo del detersivo. Quanto, avevo chiesto, ma lei ” a occhio ” che per uno con la cataratta risulta leggermente confuso come quantità.

Chiudo tutto e poi ?

Ah già, la combinazione numerica.

Dunque, sembrava semplice, cominciava con 1 mi pare, ecco premo il tasto e non succede niente.

Allora premo il 2, poi il 3, che è semi cancellato e devo cercare gli occhiali in cucina.

Premo sempre più decisamente, ma non succede niente.

Perché succedono tutte a me ?

Resisto alla tentazione di chiamare la moglie, in fondo noi mariti di lungo corso abbiamo ancora un certo orgoglio.

Ripeto la sequenza magica, apro e chiudo lo sportello, alla fine dó un calcio alla lavatrice, come è noto a volte serve e poi scarica i nervi.

Infatti grazie al colpo vedo muoversi un filo con la spina.

Semplice, era staccata la corrente.

Che genio !

Riparto con i numeri, ormai li so a memoria, vedo accendersi delle lucine rosse, poi sento uno scroscio d’acqua interno, tutto funziona !

Ritorno in cucina, stendo la tovaglia, apparecchio e metto in microonde il piatto di ciriole al sugo preparato ieri.

Che sugo quello del ” bel sorriso “, una vera specialità.

Pasta, vino, mortadella con pane e mi sento un pascià.

In poltrona inizio a rileggere un libro sulle crociate e mi addormento.

Alle quattro, ora del tè, mi sveglio, preparo la bevanda, ispezionò la lavatrice e vedo che tutto è spento.

Non solo, ma tutti i tessuti sono umidi e puliti !

Con una vasca di plastica ricolma e gocciolante esco in giardino e stendo ordinatamente gli indumenti.

Quando ho finito mi allontano e guardo soddisfatto la mia opera.

Ho pulito tutto, li conto e riconto,  7 camice, 10 mutande, 5 maglie 8 calzini di ogni forma e colore.

Mi sento così soddisfatto che, pensando alle mie abilita casalinghe, non ho potuto trattenermi dall’ esclamare :

” Sei così bravo che quasi quasi ti sposerei !”

W PISAPIA


Non bisogna sempre disperare.

Questa mattina ho sentito al telefono il mio piccolo nipote, il Polipetto.

Tutto orgoglioso ha detto che aveva già letto due pagine del libro ” L’isola del tesoro ” che aveva ricevuto il giorno prima.

Per essere in prima elementare la cosa mi fa ben sperare per l’utilizzo in futuro della mia biblioteca.

Ha poi aggiunto che con papà, mamma, fratellino e nonna andrà in centro a Milano per la manifestazione organizzata dal sindaco Pisapia.

Bene! Riappropriamoci delle strade. Isoliamo gli idioti violenti ! Reagire sempre !

Sono ancora lontano, ma con l’animo sfileró con voi in mezzo al noster bel Milan.

TEMPI AMARI


Mai più avrei pensato, dopo aver descritto i miei ricordi del 1970, di rivedere su foto e video le facce mascherate di quelle bande di idioti violenti che spaccano le vetrine e incendiano le auto in sosta.

Ma più drammatiche per me sono le immagini dei teppisti che verniciando i portoni e rompono tutto attorniati da nugoli di fotografi che da vicino li immortalano come divi.

E che dire di quelli che tranquillamente procedono in corteo con a lato quelle bestie scatenate e loro indifferenti, come andassero ad una passeggiata o a fare shopping.

C’ é poi la ragazzina stupida che si fa il selfie davanti ad un’auto rovesciata e incendiata.

Quelle immagini fanno il paio con quelle del padre che, con a fianco il figlio di 10 anni, cerca di spaccare i vetri del pullman dei tifosi avversari.

Violenza stupida, gratuita, idiozia pura.

Un questore dice che in fondo è andata bene, non ci sono stati dei morti.

I poveracci che hanno visto o rovinati i loro beni si contentino.

Hanno avuto salva la vita dopotutto.

Sono nato in un tempo di guerra e di dittatura, non vorrei rivedere un altro periodo di odio, violenza, indifferenza, meschinità ipocrita prima di morire.

SUGGERIMENTI


Siamo alle solite, c’è il sole caldo e ci si butta fuori pieno di buona volontà e illusoria aspirazione ad eseguire tutti i lavori nel campo: zappare le viti e gli ulivi, potare i rami, concimare alle radici,sistemare il giardino combattendo le erbacce infestanti, eseguire le numerose riparazioni,nella casa di campagna che frequenti una volta al mese.

Ma ormai ci si stanca ben presto, le mani si riempiono di vesciche e di piccoli tagli, le braccia e le gambe subiscono fitte dolorose e la schiena sembra piegata in due.

Si spera nella pioggia e in un bel temporale, ecco questo arriva, ma il sollievo dura poco, l’oscurità, l’umidità e il freddo portano malinconia e sofferenza.

A questo punto vorresti essere ancora nella grande città per stare vicino alla moglie, ai nipotini, per andare al cinema, per chiamare gli amici e fare una partita a carte o per fare due chiacchiere in compagnia di una buona bottiglia di Prosecco.

Proprio quella città da cui sei fuggito per un bisogno di pace e di immersione nella natura, giocando a fare il selvaggio.

Così ti ritrovi qui, solo e immusonito e ti rendi conto che non sai come uscirne.

Nonno Talpone si tiene lontano, quando suggerisce uno spunto o una battuta io sono troppo impegnato a fare un lavoro o mi sto arrovellando nella tristezza.

Ho l’impressione che ogni scelta sia sbagliata.

Perché siamo così bravi a dare suggerimenti agli altri e mai a noi stessi?

MICA SONO SCHIAVO IO


La giornata soleggiata, sia pure una parentesi tra una pioggia primaverile e un’altra probabilmente prevedibile, non ha fatto bene a nonno Talpone, procurandogli un’eccitazione irritabile e pungente.

“Non sono mica schiavo io ! Tutta la gente che conosco sta incollata alla televisione come fosse drogata.

La accendono alla mattina appena alzati e continuano così fino a notte inoltrata, pranzo e cena compresi.

Non importa quali siano i programmi, lo schermo deve sempre restare acceso, con voci e musica a tutto volume, al massimo fanno ginnastica con il telecomando, litigando con il coniuge per il canale da scegliere.

Dalla mezz’età sino al ricovero per anziani, eccoli lì i drogati !

Io?

Mai se sono solo, mai accesa quella scatola malefica.

Io sono per le passeggiate, i lavoretti sporadici, i buoni libri, la musica.

Beh, naturalmente devo essere informato, tengo sempre a portata di mano il portatile, il tablet, lo smartphone.

Leggo le notizie su quattro o cinque giornali in rete, mi aggiornò su Facebook, twitter, Watsappp, qualche ricerca su Google, un filmetto su YouTube, insomma quanto basta, non più di cinque o sei ore al giorno, mica sono schiavo io.

ROBA DA GATTE


Alla mattina presto quando scendo in cucina per prepararmi la colazione e apro gli sportelloni di legno mi trovo davanti un’adunata di otto gatte che mi guardano mute con i loro occhioni.

Non miagolano come i due disperati casalinghi di Milano, queste ti osservano a distanza come sfingi indecifrabili.

Ovviamente gli preparo subito tre piatti di spaghetti con carne e croccantini, ma non ringraziano, il territorio è il loro, tengono lontano topi e serpenti e questa è la paga dovuta.

Alle 11 mentre riuscivo da casa ho visto una delle due gemelle bianco maculate che mi fissava.

Sono dovuto entrare e uscire dalla porta diverse volte.

Lei era sempre lì immobile.

Alla fine i suoi grandi occhi mi hanno commosso e le ho subito preparato un piatto di cibo.

Lei si è avvicinata con calma regale, l’ha annusato, poi si è allontanata un poco e mi ha guardato ancora.

Che sciocca – ho pensato – non sa nemmeno quello che vuole.

Rientrando in casa per prendere un attrezzo ho scorto sul lavandino un barattolo di tonno con un rimasuglio di olio.

Allora ho capito, tre ore prima avevo aggiunto nella pasta l’avanzo della scatoletta.

L’ho versato nel piattino di fronte a lei, che subito ci si è avventata sopra, mentre altre gatte, sorelle o cugine spuntavano fuori dai cespugli di rosmarino.

Mi aveva adescato come un vecchio babbeo!

Giovani femmine già esperte.

Roba da gatte!

SORPRESE


Ho chiesto al promettente avvocato come aveva visto i suoi bimbi nel rapido ritorno a casa.

Tutto bene, i piccoli gli avevano regalato i loro disegni colorati per la festa del papà.

“A proposito, auguri anche a te papà !”

Poco fa mi ha telefonato anche il Martello inglese, chiamandomi affettuosamente ” il suo ciccione”.

Toh, allora non sono solo un vecchio nonno.

Quante cose mi dimentico, la vita è piena di sorprese.