PRIMA O POI


La linea c’è, ora è scomparsa, forse ritorna.

Bello stare in cima alla collina tra i boschi, con il segnale di internet e del telefono che gioca a rimpiattino.

Sarò breve.

Per forza.

Per fortuna.

Difficile ridurre N.T. in stile telegrafico.

Scrivo su carta, il post arriverà prima o poi.

GRAND PA OLD MOLE


All’uscita pomeridiana dalle scuole elementari nonno Talpone, quando ne è incaricato, si presenta quasi sempre, se la memoria non colpisce, con la sua scatoletta di latta rossa a forma di cuore.
Quella per intenderci in cui è nascosto un piccolo tesoro di caramelle gommose alla frutta, di ciucci di Coca Fritz, di morbidose alla liquirizia.
Ammettiamo che questa abitudine è un patetico ripetersi di un gioco di magia che non dovrebbe funzionare più, quando nella sua tasca interna avveniva un rapido scambio e lui mostrava ai nipotini una scatoletta ora vuota ora colma di dolciumi.
Forse gli igienisti direbbero che le caramelle fanno male allo stomaco e che provocano le carie ai denti.
Ma lui viene dal tempo di guerra e dai suoi grami anni seguenti, quando una caramella era ancora un bene e un prezioso regalo.
I suoi nipotini e i loro amici, pur vivendo in tempi di maggiore abbondanza, le trovano, per ora, gradevolissime, soprattutto quando escono correndo da ben otto ore di segregazione scolastica.
Ieri pomeriggio un piccolo folletto si è aperto un varco tra il gruppo di genitori in attesa e gli è corso incontro, con il visino ancor più delicato per un feroce taglio di capelli che aveva subito, muto ma con una richiesta supplichevole e birichina nel suo sguardo.
Loro due , come forse ho già detto, si comportano come due mafiosi siciliani, hanno velocemente conversato a occhiate e ammiccamenti, quindi il piccolo folletto ha presto ricevuto il suo dolce pizzo, oltre al supplemento per il fratello maggiore.
E’ subito sopraggiunta la sua tata americana, una ragazzona bruna con l’aria fiera e franca della prateria.
Nonno Talpone ha cavallerescamente riaperto il suo rosso scrigno e lei ha voluto accettare un ciuccio di gomma Coca Fritz.
“You too like a baby ! – ha detto il vecchio nonno.
Lei ha sorriso compiaciuta e riconoscente, aveva forse scoperto Grand Pa Old Mole .

TUTTA VITA RAGAZZO MIO


Erano appena usciti dal Teatro della Scala, la rappresentazione della Cenerentola di Rossini era stata applaudita entusiasticamente da bambini di ogni età che vi erano presenti, accompagnati dai loro parenti.
“ Adesso torniamo a casa nonno ?”
“Ma stai scherzando ? Tutta vita ragazzo mio, siamo soli, liberi e indipendenti, preferisci hamburger e patatine o un gustoso dolcino con aranciata al Motta di piazza Duomo ?”
Il piccolo aveva scelto la seconda soluzione e così, mano nella mano, tenendo ben stretta la locandina del teatro autografata da un paio di cantanti, avevano attraversato orgogliosamente la Galleria, per entrare nel famoso locale.
“ Vuoi un bondonde, con coca o aranciata ?”
“ Ma nonno, ora non dico più bondonde ma bombolone alla crema, sono grande ormai !”
Questi bambini, chissà perché, vogliono dimenticare le loro buffe e deliziose storpiature verbali dell’infanzia, che li rendevano così adorabili : il cugo, i pilati, il cocciolato, la billa.
Oh che bei tempi andati!
La giovane cassiera nel consegnare lo scontrino gli aveva detto “Ma come sei fortunato ragazzo mio ad avere ancora il nonno, il mio l’ho perso anni fa !”
Questo sfogo spontaneo aveva commosso nonno Talpone e l’aveva fatto sentire in colpa, incrinando il senso di gioia della magnifica giornata.
In seguito la ciambella zuccherata alla crema era stata divorata con gusto, la bottiglia di Coca Light con due cannucce, ormai dimezzata, si ergeva solitaria sul tavolo cosparso di briciole e fazzoletti di carta spiegazzati, lo spettacolo al di là delle vetrine continuava incessante, ma stava finendo la loro pausa felice.
“ Mi piacerebbe averne un’altra – aveva pigolato il piccolo, forse per non rompere l’incanto.
“ Ma certo caro, una, due, cinque, cento, una fabbrica di ciambelle amore mio, diamoci una botta di vita!”
Alla cassa del bar oltre ad un’altra ciambella nonno Talpone ha voluto ad ogni costo offrire alla cassiera una confezione di cioccolato a sua scelta.
“ Non può rifiutare signorina, è da parte di suo nonno, un regalino tutto per lei !”
La ragazza aveva scelto un pacchetto di Baci Perugina, ne aveva offerto uno al piccolo e aveva voluto sfiorare con un bacio la guancia del vecchio signore, che era arrossito e avrebbe voluto sprofondare sotto terra, ma aveva poi resistito coraggiosamente.
Quello in fondo era un solo bacio per procura, per ringraziare il proprio nonno, per un attimo ritornato da lei.

FORSE DORME


L’urgenza provocata dalla vescica o dalla prostata che preme e richiede un immediato soccorso è un dato di fatto ormai consueto per gli anziani e nonno Talpone non sfugge a questa maledizione.
Alle tre o quattro del mattino questo bisogno impellente lo fa lasciare con acerbo fastidio il suo lettuccio caldo, i sogni o gli incubi interrotti e, in punta di piedi per non svegliare la moglie che riposa accanto a lui, lo fa correre in bagno, assonnato e vergognoso come quando era bambino.
Ora loro due posseggono due gatti, peloso regalo di Natale dei loro figli, o meglio i due felini li hanno presi a servizio con riconoscente condiscendenza, per cui nonno Talpone deve alzarsi con ogni cautela, estraendo da sotto il cuscino una piccola pila a stilo, cercando la strada nel buio e aprendo e chiudendo cautamente le porte della camera da letto e del bagno.
I suoi gatti infatti , se svegliati, comincerebbero subito a saltellargli intorno, miagolando con forza in tutte le loro varietà di toni, esigendo carezze e cibo.
Loro dovrebbero essere animali notturni, anche se di giorno sanno farsi ben sentire, con corse pazze, miagolii sfrenati, trascinando e rompendo ogni piccolo oggetto meritevole di divertimento e gioco.
Quando nonno Talpone ritorna cauto a letto con la sua piletta non solo trova le lenzuola gelate, forse è lui stesso completamente infreddolito, ma non riesce a riprendere il sonno interrotto.
Forse dovrebbe ricominciare con la cura preventiva delle abbondanti dosi di champagne prima di coricarsi, ma è troppo costosa per le sue finanze di pensionato e la mutua non gli rimborsa questa e altre specialità.
Così attende, sempre più nervosamente, sforzandosi di non pensare, cercando di rilassarsi e di calmarsi, rigirandosi nel letto per cercare una migliore posizione.
Niente da fare, ha provato ogni trucco, anche l’autoipnosi; in quei momenti però c’è una vocina mentale che gli riassume i fatti del giorno passato, crea varianti e storie, gli elenca eccitata situazioni curiose e imprevedibili, paradossali e divertenti.
Stanotte la vocina era molto loquace, ne ha descritte parecchie, in modo dettagliato e fluido.
Quando terminata una ne passava ad un’altra, il povero nonno cercava di ricordare la precedente, almeno un brandello, anche solo il titolo della storia.
Dopo un paio d’ore i suoi gatti si erano svegliati, con le unghie grattavano furiosamente alla porta chiusa della camera, si lamentavano, chiedevano anzi esigevano in modo perentorio coccole, attenzioni e ciotole di cibo.
Lui così si è alzato, ha indossato la pesante accappatoio di spugna, ha accontentato i micetti, è corso appena possibile al tavolo, ha afferrato carta e penna e si è trovato con il foglio bianco e la testa vuota.
Di cosa parlavano quelle storie da lui ascoltate nell’affannato dormiveglia, almeno qual’era un titolo?
Vuoto assoluto.
Nonno Talpone non ricorda più niente, zero, ha vuoto pneumatico.
Erano così belle, interessanti, le aveva trovate persino brillanti.
Di loro è rimasta solo la dolorosa mancanza.
Dunque lui si era alzato questa notte, questo è sicuro, la vescica o la prostata si erano fatte sentire come sempre, ma il suo cervello no, ora è assente, forse dorme, beato lui.

PICCOLE SODDISFAZIONI


“ Scusa se ti disturbo, te ne ricordi, vero?
La scadenza, quella per cui ti arriva ormai una mail al giorno e che tu cestini con noncuranza tra lo spam.
Lo so che sei impegnato con i lavori di ripristino di porte, infissi e recinzioni, ma poi è risultato che non ti hanno rubato niente questa volta, non voglio dire che vista la vetustà degli oggetti stipati nei tuoi locali, ecco, proprio in discarica no, saranno anche ricordi bellissimi, però …
No, non ti inquietare, ti capisco, anzi ti ammiro, sei un tipo diciamo romantico …
Ma il mio nome, si , il nonno Talpone, scade a fine dicembre, in fondo devi pagare solo 26$ per mantenere la registrazione su internet.
Pensa in che mani potrei capitare altrimenti …
Ne va il tuo, il nostro buon nome …
Sorridi ?
Cosa vuol dire … forse si ?”
E’ una piccola soddisfazione, forse leggermente sadica, il tenere in stato di turbamento la propria coscienza, quella che ti sta alle spalle in ogni momento, ti suggerisce, ti ordina, ti consiglia.
Cosa dite miei fedeli dieci lettori, pensate che debba rinnovare la registrazione di nonno Talpone.com ?

OZIO FINITO ?


Ero così comodo, rilassato, imbozzolato nella mia pigrizia appiccicosa, quasi fossi una salsiccia annegata nel lardo fuso di un barattolo di vetro, grassa, morbida, che trattiene in sé i suoi aromi profumati.
Certo vi era ogni tanto una venatura di noia, un’increspatura di melanconica depressione; anche un certo personaggio più volte al giorno bussava al mio vetro, ovviamente il solito querulo Nonno Talpone , con le sue storie fantasiose, che dovrei trascrivere e perdere in tal modo almeno un paio d’ore del mio tempo prezioso.
Siamo sinceri : il pensionato serio non dovrebbe cedere alle lusinghe di cercare un nuovo lavoro, poiché sarebbe un controsenso, una bestemmia, visto che è pagato per lasciare definitivamente un impiego e quindi dovrebbe solamente inventarsi una nuova esistenza di fantasia e riposo.
Il pensionato serio dicevo deve limitarsi nelle sue esigenze e se proprio vuole può trovare infiniti compiti irrilevanti, alcuni piacevolissimi come frequentare e giocare con i nipotini, visitare i mercati ambulanti settimanali, curiosare tra le vie della città, riposare le proprie membra, appisolarsi con i giornali e i libri sulle ginocchia.
Inoltre dovrebbe curare le sue ore di sonno e i suoi momenti di sogni ad occhi aperti, diciamo le sue reverie poetiche.
Insomma bisogna riconoscere che personalmente sono costretto a bilanciare una moglie pensionata, ma indaffaratissima in un’incredibile vortice di attività, un figlio promettente avvocato che lavora dalle otto del mattino alle undici di sera, saltando anche il pasto, un altro figlio emigrato al nord che era sempre impegnato a creare effetti speciali dalla mattina alla sera, spesso sabato e domenica compresi.
Se ipotizziamo statisticamente che uno dovrebbe lavorare 40 ore settimanali, casalinghe lavoratrici ovviamente escluse, capirete bene i miei strenui sforzi per riuscire a garantire un risultato finale approssimativamente bilanciato.
Ora invece, forse a seguito di un infortunio al piede destro e ad una lunga convalescenza, il mio piccolo, parlo del Martello di dio inglese, sembra che abbia deciso di prendersi un anno di ritiro sabbatico, rilassandosi e godendosi la vita.
Questa eventualità mi costringerebbe statisticamente a fare qualcosa, tipo verniciare quel telaio della finestra da anni scorticato e consunto, riprendere a fare ginnastica alla palestra della tarda età, cambiare la terra ai vasi sul balcone, passare l’aspirapolvere in casa.
Per iniziare sul morbido prendo carta e penna e cerco di trascrivere questi momenti di allarmanti riflessioni sul mio blog.
Nonno Talpone già freme e mi sta tormentando per dire la sua.
Ozio finito?

ANSIE


Ansie da partenza, chissà poi perché, visto che vado solamente a visitare l’antica Persia, con il libro di Kapucinski sull’ebook, insieme a quello di Erodoto e trecento altri testi?

Perché nonnoTalpone continua a ripetermi che invece sto partendo per l’Iran, con fosche previsioni di sciagure, insinuando che la mia febbre d’influenza potrebbe essere un sintomo di ben più gravi epidemie ?

Vorrei tanto una vacanza a Varese o Alessandria, ma forse sarei ugualmente angosciato.

La cosa perfida é che per calmarmi potrò berci sopra soltanto una birra analcolica al limone.

Brrrr.

IN VIAGGIO


Dopo il pomeriggio passato con i nipotini mi erano venuti in mente un paio di soggetti interessanti da sviluppare. Inoltre avevo cominciato a scrivere una fiaba con i soliti protagonisti, i piccoli Hanid e Pamock.
Ma la mia cara Istrice aveva altri programmi, dovevo subito uscire per andare ad acquistare gli ingredienti per la polenta alla milanese.
Non importa se la cena con gli amici sarebbe avvenuta due giorni dopo.
Il suo costante imperativo categorico è “ fai le cose in anticipo “, mentre il mio è l’opposto “ c’è tempo, non bisogna mai aver fretta “.
Così ho fatto gli acquisti, svolto altre commissioni, cucinato, incontrato il mio vecchio amico psichiatra per chiarire alcuni termini sulla dissociazione mentale per regolare gli scontri con nonno Talpone e infine sono stato da lui contagiato con l’influenza.
Da due giorni mi ritrovo con mal di gola, catarro, raffreddore e cervello a bagno maria.
La polenta al sugo ha avuto successo ( grazie ancora per i tuoi antichi insegnamenti mamma ) mia moglie intanto è indaffaratissima a cucire camicioni, ampi veli scuri in previsione del nostro viaggio ormai alle porte.
In Persia, non riesco a crederci, gulp !
Scusate, mi sento vuoto, raffreddato e immerso negli incubi della partenza.
A presto, spero.

DOMANI


Domani, quando usciranno dalla scuola elementare, rivedrò finalmente i miei piccoli nipotini, lo Scoiattolino e il Polipetto, , tenendo in mano i sacchetti di ciambelle alla crema e i cornetti al cioccolato, sempre preoccupato che siano troppo affamati e denutriti.
Cercherò di non dimenticare le loro piccole borracce di acqua gassata, né i sacchetti di caramelle Coca Fritz e i confetti, infilandoli nelle tasche della giubba.
Li aspetterò impaziente fuori dalle porte, schiacciato nella ressa delle madri cicalanti e ansiose e di altri nonni come me, dondolandomi sulle gambe nervosamente, come quando si aspetta un amichetto di gioco.
Poi li abbraccerò al volo, sollevandoli in aria come se fossero degli uccellini da liberare dalle gabbie.
Li guarderò con occhi golosi e ammiranti, come se li vedessi per la prima volta.
In quel momento vorrei accompagnarli subito in qualche avventura gioiosa e mirabile, qualcosa di incredibile e sognante, a cui sarei il primo a prestar fede ingenuamente.
Perché allora fuori dalle cancellate della scuola, accostata al marciapiede, invece della mia vecchia auto, ci sarebbe un veliero dorato che beccheggiasse impaziente sull’asfalto, su cui salire a bordo tutti quanti come avventurosi bucanieri.
Ma so che mi accontenterò di portare in spalla i loro zainetti colorati, guardandoli divorare golosamente le loro merendine, accompagnandoli al vicino campetto di gioco, dove scherzeranno con gli amici della loro età.
Ormai sono cresciuti, sono dei piccoli adulti.
Purtroppo sono rimasto un bambino intrappolato in un corpo troppo grande e ormai avvizzito, ma li aspetterò comunque con paziente rassegnazione, perché quando mi vorranno chiamare o avranno bisogno di me sarò sempre a loro vicino.
In beatitudine.

PS
Nonno Talpone, con cui ancora non ci parliamo, mi sta guardando sopra le spalle e ha borbottato diversi grugniti di approvazione.

IN GUARDIA DAGLI ANZIANI


E’ stata una mia curiosità, forse impertinente, ma nel dormiveglia del mattino non ho saputo resistere ed ho chiesto in modo perentorio a nonno Talpone cosa avesse combinato in questo suo lungo periodo di assenza.
Lui si è mostrato infastidito da questa mia domanda così diretta e brutale, si sa che con gli anziani occorre avere gentilezza e buone maniere, lui poi è un personaggio contradditorio, evanescente, permaloso e logorroico, ma talvolta silenziosamente perso in altri mondi nebulosi e lontani.
“ Mi sembra di aver viaggiato, visitato posti nuovi ed interessanti, Creta, la Francia, in particolare la Bretagna, l’ Inghilterra, l’Alsazia … Viaggiare è molto bello, direi fantastico nelle sue previsioni, talvolta deluse, ma permette di scoprire luoghi incredibili, di incontrare persone interessanti, curiose ed amabili, di cui non avresti mai sospettato l’esistenza e la sensazione del tempo si dilata, non so come mai …”
“ Avrai dei bei ricordi quindi – mi sono azzardato a commentare, sperando in qualche episodio divertente.
“ Per carità, di ricordi alla mia età ne ho fin troppi – ha voluto puntualizzare nonno Talpone, quasi infastidito – anzi quelli dei miei primi anni di vita, diciamo fino ai vent’anni, mi assalgono tumultuosamente in ogni momento.
E’ vero anche che non ricordo più cosa ho fatto negli anni più recenti, me ne stupisco io stesso, a dire la verità talvolta mi sembrano inventati, anzi forse lo sono.
Molti di quelli che frequento sono ormai vecchi e la loro memoria devo dire che non è più quella di una volta, poverini.
Che dire poi del gioco reciproco a rimpiattino “ ti ricordi ?” in cui l’altro anziano ti guarda sospettoso e allibito, per poi spesso ammettere che quel fatto gli torna del tutto nuovo e che ti stai sbagliando, confondendolo con un’altra persona; ormai è diventato quotidiano e abituale.
Con i giovani poi, cioè con persone che hanno almeno vent’anni meno di te, i discorsi e i commenti che stai facendo hanno presto una subita fine con una imbarazzata precisazione di questi ragazzi “ veramente io allora non ero ancora nato “
E allora con chi parlare, bambini a parte?
Forse per questo anche nel matrimonio di coppie ormai anziane, come quello con la mia dolce Istrice Prussiana, non si parla molto.
Quando uno apre la bocca l’altro quasi sempre sa già cosa dirà.
Addirittura conosce anche la propria risposta e il commento che il coniuge farà.
Altro che comunicazione con ammiccamenti alla siciliana, come annotava Sciascia, siamo ormai alla presenza di una gemellare conoscenza di due personalità distinte.
Così ci siamo ridotti: ora mia moglie parla da sola a voce alta quando si muove indaffarata nella sua cucina e io parla con te che non esisti.”
“ Veramente quello in carne ed ossa, sia pure con abbondanza di carne, sono io – ho risposto piuttosto piccato – non tu linguacciuto nonno Talpone, manteniamo le distanze. “
“ Sei il solito maleducato. Vai al diavolo!”
“ Permaloso vecchiaccio ! – ho urlato a questo punto completamente fuori dai gangheri e ho gettato la mia stilografica sulla scrivania.
Non può proprio parlare con questi anziani, è pazzesco.
Ed è solo per mettervi in guardia da loro che ora trascrivo sul computer questa inutile conversazione.