Che bello ! Vorrei andarci anch’io, pagando la retta di qualche bambino bisognoso, sia pur nelle mie possibilità di pensionato.
Categoria: nonni
LA MEMORIA DEI NONNI
Giorni fa aveva ascoltato alla radio il Papa che in una sua omelia elogiava la figura dei nonni e la loro importanza nelle famiglie, nella società e ne era rimasto stupito.
“ Ma come, i nonni ci sono ancora ?”
Poi il 2 ottobre alla festa di matrimonio della figlia del suo amico psichiatra aveva udito il discorso della sposa, che chiedeva un brindisi alla memoria dei suoi nonni, da anni ormai defunti, affermando con voce leggermente stridula e arrocchita “ Al ricordo dei nostri cari a cui abbiamo voluto un immenso bene e da cui abbiamo ricevuto tanto amore “
Lo sposo seduto al suo fianco assentiva meditabondo con il capo, generosamente pronto a condividere in quel giorno così gioioso e lungamente atteso lo strabordante affetto della sua amata.
Nonno Talpone non comprese sino a tarda serata di quel fatidico 2 ottobre, dopo aver casualmente controllato su Google, che era ormai quasi trascorsa la festa nazionale dei nonni, ricordandosi improvvisamente che anche lui era un nonno di due gioiosi nipotini, oltre, sia pure in forma putativa, di numerosi altri piccoli amici.
“ Ne devo senz’altro parlarne di questa mia scoperta – si disse convinto – anzi ne scriverò sul mio blog, dovrei averne uno, credo.”
E’ passato qualche giorno, lo so, mi rendo conto inoltre che sono diversi mesi, forse un anno, che il suo blog, solitario sfogo di un anziano nel mare immenso della rete, agonizza in attesa di un suo risveglio.
Ma non voglio fare critiche o commenti sarcastici, nel mio intimo sono felice che lui si sia fatto vivo, sia pur svagato e lunatico come sempre, così sinceramente lo saluto con un “ Ben tornato vecchio compagno nonno Talpone !”
PISAPIA, ATTENTO !
Dopo due giorni di resistenza passiva ho dovuto cedere : nonno Talpone era arrabbiatissimo e continuava a profferire oscure minacce contro il sindaco di Milano Pisapia
“ Ma cosa ti ha combinato ? – gli ho chiesto alfine.
“ E’ una vergogna, avevo terminato le scorte dei sacchetti biodegradabili dell’umido, quelle che ci avevano consegnato insieme ad uno scatolotto marrone, perfino tutto bucato.
Sulle indicazioni fornite dal Comune per l’acquisto dei ricambi vi era un sito internet, dove ho scoperto che i nuovi sacchetti sarebbero costati 40 centesimi l’uno e questo con il costo della rimozione rifiuti che è salito del 66% negli ultimi anni.
Ma come, bisogna essere civili e virtuosi e poi ti spennano come un pollo, ma la mia pensione è sempre quella, chi sa perché?
In altre parti, come giù a Terni, i sacchetti te li regalano, qui legnate !
Ho fatto il giro dei supermercati e dei grossisti dove ho trovato prezzi più bassi, tra i 15 e i 20 centesimi.
Poi ho scoperto che il negozio sotto casa ti fornisce il sacchetto biodegradabile a 10 centesimi.
Sono sceso subito a fare acquisti con il mio solito borsone di tela, poi alla cassa ho preso una ventina di buste, sai che risparmio !
Al massimo nel compostaggio i lombrichi leggeranno la pubblicità di quel negozio mentre sgranocchiano la farina di mais che lo componeva.
Quindi basta con queste truffe, attento Pisapia !”
“ Ma che minacce, nonno Talpone, calmati, vuoi farti denunciare?”
“ Non mi importa, se va avanti così ho deciso : quando giocherò con i miei nipotini alla costruzione del castello con i Lego e i Playmobil non lo metterò più a fare il sindaco di Milano dalla torre più alta, ci salirà il pirata malese con la katana e l’uncino.”
“ Ah, immagino che Pisapia sarà preoccupatissimo, altro che Expo, ma scusa – gli ho chiesto maliziosamente – ti sei arrabbiato per qualche decina di centesimi e due giorni fa hai comperato alla tua Istrice Ammalata uno smartphone Android bianco di centinaia di euro, come lo spieghi ?”
“ E’ differente – ha risposto lui serafico – quello era un regalo d’amore .”
VENERDI’ 13
Ieri sera, verso l’ora di cena, mentre nonno Talpone era steso nella sua poltrona davanti al camino acceso, indossando due felpe e una coperta di lana, percorso da un tremito interno irrefrenabile e battendo i denti, la moglie Istrice prussiana aveva osservato sorpresa “ Toh, oggi è venerdì 13 settembre !”
Sua sorella, la Paperoga, ceramista genialoide ma svagata, aveva aggiunto “ Ma come, non siamo in agosto ?”
Nonno Talpone era troppo coinvolto dai suoi spasimi di gelo interno, come se stesse appollaiato in mutande sopra una banchina di ghiaccio al Polo Nord, per poter formulare una qualsiasi previsione di calendario, salvo la certezza che era per quella concomitanza di date e giorni infausti che si trovava in quello stato.
Il giorno prima era stato sorpreso da gemiti e miagolii atterriti delle sue gatte, precipitatosi fuori avevo scoperto che tre grossi cani erano scesi dal monte come una masnada di mongoli per creare scompiglio e terrore nel piazzale davanti casa.
Li aveva cacciati indietro, urlando grida e insulti, preso da una rabbia irrefrenabile, colto dal pensiero che forse erano stati loro gli assassini della sua gatta e dei micini.
Li aveva inseguiti fino al muro che delimita il terrapieno a monte, che i cani avevano scavalcato frettolosamente.
Quel muro aveva ancora i tubi di ferro a cui fissare la recinzione dell’uliveto del vicino, ormai da tempo defunto prima di poter completare l’opera.
Ieri mattina nonno Talpone aveva quindi acquistato 60 metri di rete e, con l’aiuto del suo amico rumeno Giorgiu, aveva iniziato a fissarla.
Al terzo palo, mentre era intento a tendere la maglia metallica, aveva sentito delle improvvise scosse elettriche, mentre alcune vespe lo circondavano pungendolo e altre ancora uscivano dal nido interno al palo.
Era subito fuggito via, ritornando con un apposito spray per liquidarle e completare cautamente tutta la recinzione.
Dopo quattro ore era stato colto da un tremito continuo e una sensazione di freddo che gli faceva battere i denti.
Ecco il suo venerdì 13, ma era anche il settimo compleanno del nipotino, lo squillante Scoiattolino, se ne stavano scordando.
A
Gli avevano subito telefonato e intonato in coro il canto di auguri, poi il nonno gli aveva chiesto:
“ Cosa hai avuto di regalo ?”
“ Il libro dei Guiness dei primati , lo desideravo tanto – aveva cinguettato lui felice.
“ E noi cosa possiamo portarti in regalo quando torniamo ?”
“ Non so, mm … mm…
“ Senti, magari pensavo ad un libro dei maghi, ti interessa ?”
“ No nonno, ce l’ho già, forse delle ricette sulle pozioni magiche, ti ricordi quando da voi in Umbria versavo nei bidoni pieni d’acqua i sassi, le foglie, i fiori e tutte le verdure che trovavo per fare la pozione magica, quella per diventare grande? Ecco, vorrei avere gli ingredienti precisi, ci pensi tu nonno ?”
“ Va bene, te lo prometto, consulterò i miei libri e scriverò un libro di ricette. “
Così, mentre si metteva subito a letto, con due coperte, il piumone invernale e la bolla dell’acqua calda, aveva qualcosa a cui aggrapparsi intensamente, battendo i denti e scosso da brividi inconsulti.
“ Forse l’Artemisia, l’ Achillea, la Celidonia, brr… brr …
Anche la Valeriana, il Finocchio Pazzo, del Timo, brr … brr …
Poi le bacche di Ginepro, la Lingua di vipera, la Verbena, brr .. brr…”
STANNO ARRIVANDO
Ecco, stamattina alle sei sento lo scampanellio del mio cellulare Android, scosto il rimasuglio del lenzuolo che mi ha lasciato lo Scoiattolino e, afferrati gli occhiali in modo maldestro, cerco di sbirciare quale tipo di messaggio sia arrivato.
E` un SMS di mio figlio, il promettente avvocato, che comunica di essere appena sbarcato a Dover, con la cinguettante mamma dei due pargoletti con i quali conviviamo da qualche tempo.
Erano partiti da Milano ieri pomeriggio, devono aver viaggiato giorno e notte senza soste.
Da una parte mi commuove la loro ansia di rivedere quanto prima i loro figli dopo quindici giorni di assenza, per quanto puntualizzati da numerose telefonate quotidiane ” Come stanno? Tutto bene? Non danno fastidio? Mangiano? Come si trovano al Summer Camp? “
Dall’altra significa che la dolce convivenza con i miei nipotini sta per finire.
Guardo perplesso e con trepida attenzione l’angioletto che dorme al mio fianco, arrotolato nelle lenzuola e coperte come il suo amato Hot Dog, ignaro dei continui calcetti che ha rifilato al nonno durante la notte, inconsapevole anche delle scroscianti risate che ha emesso durante i suoi sogni.
Mi ridistendo ad occhi aperti, non ho piu’ sonno, aspetto, tra circa un’ora lui si risvegliera’, stiracchiandosi e gorgogliando soddisfatto qualche incomprensibile parola.
Io fingero’ di dormire, magari imitando un sonoro russare.
Lui allora mi strappera’ via il lenzuolo rimasto, poi il cuscino, strillando felice ” Sveglia nonno!”
Ecco, con questi scherzi gioiosi inizia di solito la nostra giornata di nonno e nipote.
Intanto mi godo questi momenti di attesa, come fossi anch’io un suo compagno di giochi.
NON CAPISCO
Siamo tornati da Atene da quasi tre giorni,finalmente ci siamo potuti collegare ad internet, leggere notizie, vedere le mail, comunicare, scrivere.
Sulle colline umbre la faccenda è stata come al solito molto più complicata e problematica, nell’Isola di Scarpantos in Grecia, abitando in abitazioni private, la cosa era stata impossibile, vi erano miriadi di negozietti di souvenir, minimarket, taverne, noleggi di auto e di mostruosi moto a quattro ruote, ma niente internet cafè.
Poco male direte voi, ma la rete dà dipendenza, non è un segreto.
Senza arrivare ad eccessi pericolosi devo ammettere che non riesco a fare a meno dell’utilità di avere notizie e filmati da tutto il mondo, diventato villaggio globale.
Forse non capiterà solo ad un anziano come me di trovare, dopo una breve assenza da casa, la propria cassetta della posta stracolma di lettere e pieghevoli vari, scoprendo poi, anzi avendo sempre la stessa triste conferma, che vi erano cinque comunicazioni bancarie, alcune burocraticamente inutili, oltre a una massa di bollettini e fatture, richieste di oboli per beneficienza, offerte di finanziamento e prestiti, volantini di ristoranti cinesi, pizzerie a domicilio, agenzie immobiliari che vogliono vendere la tua casa, offerte di muratori, imbianchini, ditte di traslochi.
Sul mio computer ho trovato invece quarantadue mail e ottantasette spam.
In tutto solo tre comunicazioni di un certo interesse.
Quando ho consultato la mia agenda ho realizzato che potevo fare solo una telefonata, quella al mio vecchio amico psichiatra in pensione, peraltro assente, gli altri erano via o deceduti.
Ho letto anche i vari blog che seguo e scorrendo nel sito di nonno Talpone, settore statistiche, mi ha stupito che in un mese di improvvisa e scortese latitanza non preannunciata, vi erano state costantemente una ventina di visite giornaliere, ieri addirittura con una punta di cinquanta .
Devo ammettere che mi sento confuso e compiaciuto, forse sono considerato più come nonno virtuale che come anziano fisicamente presente nella realtà quotidiana. Non capisco.
Sono forse solo un nome, una serie di piccole annotazioni di un piccolo blog della terza età e non un solitario vecchietto, magari leggermente originale e bipolare, che a corrente alternata passa dai lamentosi mugugni all’ironica visione capovolta della realtà?
Ma contemporaneamente ora mi viene in mente che lunedì, dopodomani, ritorneremo in servizio permanente effettivo con i due nipotini per tutta la giornata, da martedì per due settimane in Umbria con loro, poi altre due settimane accompagnandoli in Inghilterra.
Ci aspettano giorni di giochi, attenzioni, cure, una partecipazione logorante ma fantasiosamente coinvolgente e piacevole.
Un bel tuffo nella nostra vita da nonni.
Diciamolo, mi mancava proprio.
IL VINAVIL
“ Certo che è proprio bella quella grossa valigia che ho portato da Brighton, ma guardala, fa davvero un figurone! Proprio grande a confronto della solita valigia che si usa !”
Nonno Talpone non si stanca mai di ammirare estasiato il suo baule Pierre Cardin che riposa contro una parete di casa, dove fino a poco tempo fa c’era il vecchio pianoforte, ormai trasportato in casa del Promettente Avvocato.
Personalmente non so cosa ne possa fare, lui sostiene che forse lo porterà in Grecia, nell’isoletta di Karpathos, dove passerà una vacanza di una settimana con vecchi amici.
Il problema è con cosa riempirla, a parte un paio di costumi, la cuffietta, gli occhialini, due pantaloncini e un asciugamano da spiaggia.
Basterebbe il suo solito zainetto da anziano globetrotter.
Di certo se non ci fosse il limite di peso di 20 kg per il bagaglio trasportato sull’aereo lui avrebbe pensato di infilarci la sua canoa gonfiabile, remi compresi.
Ma la moglie Prussiana vigila sempre.
Quindi lui passa spesso le serate ad accarezzare con gli occhi il suo baule firmato, ascoltando musica classica in filodiffusione e smanettando il suo ultimo giocattolo, un Tablet WiFi N10, di cui non ha ancora capito le immense funzionalità nascoste.
Quando era a Brighton l’aveva visto in mano al figlio Martellus deus e , come un bambino capriccioso, l’aveva voluto subito anche lui.
Anche se per questo potrebbe passare per un patito di tecnologia, non so perché si lamenta spesso di una certa bottiglia di Vinavil da un litro che, afferma lui, gli sarebbe stata trafugata.
Ascoltiamo dunque nonno Talpone, i nonni, si sa, tocca sopportarli con pazienza, dopo tutto ci curano i bambini, ci pagano i bollettini e le multe alla posta, riescono a fare cento piccoli lavoretti e poi in fondo durano poco.
“Dunque, come forse saprete, in Inghilterra ci sono dei luoghi magici. No, non gli studios di Harry Potter, la Torre di Londra, il British Museum, gli hangar degli aerei da guerra di Duxford, parlo di “ Poundland” e di “ 99p”.
Pensate, in ogni città ci sono degli enormi supermercati con migliaia di articoli al prezzo di 1 sterlina o di 99 pennies.
Ad esempio l’ultima volta non ho potuto fare a meno di acquistare: una spazzola da bagno di legno con rullini da massaggio, un set di riparazione per bici ( non importa se non ci salgo sopra da anni, possono sempre servire ), due pile con lucina-bussola-fischietto, un set di cacciaviti e avvita dadi, un berretto pieghevole e impermeabile con bandiera inglese, una confezione da 30 pile da orologio, due bastoncini di luce fosforescente da campeggio, un set di fanalini a luce intermittente da bicicletta, un album da 500 fogli di carta a righe, una confezione con ben 10 penne ad inchiostro liquido, una tavoletta di gomma per appiccicare al muro i poster o i disegni dei piccoli, una favolosa colla bi-componente da saldatura con annesso spatolino, un flacone di Vinavil da 1 litro.
Ci pensate, in Italia un barattolino da 100 gr. di questa colla costa almeno due euro.
Come saprete il Vinavil è assolutamente necessario per restaurare le copertine dei libri, i fogli stracciati inconsapevolmente dalle manine dei bimbi, per incollare i disegni da loro ritagliati, per fare costumini di carta.
Insomma per un nonno carta, pennarelli, una forbice, pennellino e barattolo di Vinavil sono una necessità giornaliera indispensabile.
Ci crederete ? Al check-in dell’aeroporto una ragazza ha avuto il coraggio di sostenere che il mio bauletto Pierre Cardin era troppo pesante e quindi dovevo pagare un sovrapprezzo di 22 sterline per i chili di troppo.
No, non si riferiva al mio peso sforma, indicava la mia prestigiosa valigia firmata.
Così ho aperto il bauletto, travasando tutto il possibile nel mio zainetto e nelle varie tasche della giacca a vento.
Sembra che alla fine ci abbiano ripensato, accettando il bagaglio semi svuotato, pur di allontanarmi dalla fila.
Al controllo, le scarpe nella tasca destra sono passate, il litro di inoffensivo Vinavil in quella sinistra invece è stato sequestrato come arma letale, pensavano forse che volessi incollare i seggiolini dell’aereo ?
Ora ho la mia bella valigia, potrei mettermi dentro e farmi scarrozzare per la stanza dai bimbi, tanto ha quattro capaci rotelle gommate, ma il Vinavil non ce l’ho più, come faccio a riparare i loro giocattoli?
BRACCIO DI FERRO
Era poco prima del 25 aprile, se non sbaglio, quando un anziano signore, da tempo in pensione, si è trovato su un treno che lo doveva portare nella sua campagna umbra.
La moglie gli aveva detto “ Vai pure da solo, così non ti annoi qua in città, io ho tanto da fare, inoltre potrai vedere come stanno le nostre gatte e ti divertirai con il giardino”.
Lui si era rassegnato coscienziosamente, come al solito non aveva dormito la notte precedente per una forma di ansia congenita, eppure aveva riempito con cura maniacale il suo zainetto da ragazzo, con il solito computer portatile, una borsetta di pen card varie, qualche cellulare, tre libri cartacei, l’Ebook con 820 titoli, due taccuini per i futuri post e un sacchetto di taralli alla patata e rosmarino, insomma l’usuale kit di sopravvivenza.
Comodamente assiso nella sua poltrona di 1° classe, in offerta a 35 euro, 10 in meno del sedile di 2° del solito Intercity con sconto Carta d’Argento, era stato inizialmente stuzzicato da un buon numero di idee, alcune osservazioni brillanti, qualche spunto polemico e un paio di lontani dolci ricordi.
Ma le gentili hostess erano sempre intorno a lui, offrendo giornali, bibite, dolcini, tè e caffè, così pur con la penna in mano si era trovato a Roma in un attimo.
Arrivato poco dopo alla sua casetta tra gli ulivi, gelida per il lungo periodo di chiusura, era stato assediato da sei gatte festanti e gravide all’ultimo mese, che chiedevano imperiosamente, con cadenza oraria, ciotole di cibo, di latte, di razioni extra di carne, per non parlare delle continue coccole consolatrici.
Il giorno seguente dopo aver ammirato il magnifico prato erboso che arrivava al suo ginocchio, bianco di fiori come fosse appena nevicato, ha dovuto iniziare la consueta schermaglia con il decespugliatore per rendere praticabile un percorso tra gli ulivi, le viti e le piante da frutta.
Dopo una sola ora di lavoro era grondante di sudore, con le braccia doloranti e ancora scosse dal tremito delle vibrazioni subite.
Il giorno dopo ha resistito per un paio di ore e così nei giorni seguenti, con una conseguente stanchezza che perdurava fino all’ora del rifugio serale nel letto.
Si chiedeva speranzoso “ Pioverà domani ?” per essere sempre deluso il giorno seguente; a Milano pioggia a torrenti, a Terni sole e lavoro.
E’ tornato dopo una decina di giorni, “ adesso scrivo “ diceva convinto a sé stesso, ma il tempo è passato e lui ha spesso le mani stanche e la schiena dolorante.
Ieri a tavola incitava i nipotini “ Mangia le lenticchie … assaggia gli spinaci .. prova questo spicchio di mela che ti ho tagliato … vedrai che diventerai fortissimo. Forse riuscirai anche a battere a braccio di ferro nonno Hulk “
Loro due, ingenui e volonterosi, smettevano i capricci, ingurgitavano cucchiaiate e bocconi, provando a turno le forze acquisite e sbattendo fragorosamente sul tavolo la mano del nonno.
Forse il loro vecchio Hulk personale, pelato, con baffoni bianchi e un’ingombrante pancetta addominale, dovrebbe mangiarne anche lui di spinaci.
In fondo nonno Talpone è abbastanza ingenuo da credere lui stesso a queste magiche promesse.
RIENTRI
Come rientrare, in una giornata di pioggia, con un mal di stomaco che sembra strizzarti dentro, con la solita stanchezza svogliata, senza alcuna idea brillante ?
Sono sempre io purtroppo, un anziano pensionato che brontola, si lamenta, depresso nei giorni pari, nei giorni dispari solo abbacchiato.
Perché scrivere dunque ?
Meglio continuare a stare zitto, covare i propri nuvoloni di pioggia, latitare, fingere di essere impegnato in qualcosa di importante, di necessario, attività che impediscono per un certo periodo di avere del tempo da dedicare ad un post di nonno Talpone.
Il fatto reale è che questa latitanza mi crea un senso di colpa abbastanza insistente e fastidioso, con un ridicolo effetto di corto circuito.
Mi sento troppo stanco e depresso per scrivere una pagina delle cronache di nonno Talpone, ma se me ne allontano per troppo tempo mi sento ancora peggio, senza una valvola di sfogo ai pensieri negativi che mi ribollono dentro, senza una valida risposta alle domande che mi vengono poste sul motivo di questo silenzio.
Questo blog è nato casualmente due anni fa come tentativo autoironico di sopportare me stesso, una persona qualsiasi che si ritrova improvvisamente, come per caso, carico di anni, con un corredo di piccoli tic e manie in fase di preoccupante espansione, dei vuoti di memoria e un dilagante bagaglio di ricordi lontani, un incerto futuro a cui assoggettarsi, alla scoperta di un mondo sia interno che esterno che appare difficile da interpretare.
Nello stesso tempo con la consapevole felicità nel frequentare i bambini con il loro universo incantato e puro, che ne fa dei provvisori angeli presenti tra noi, noi adulti colpevoli spesso di non ascoltare e imparare da loro, per ritrovare una gioia e un’innocenza primitiva, che abbiamo ormai dimenticato.
Dimenticavo: questo blog è anche e soprattutto un atto d’amore verso i miei figli, l’Avvocato Sportivo e il Martello di dio, i rispettivi adorabili consorti, i due teneri nipotini, la cui presenza fa di me un nonno felice, non ultima la mia Istrice Prussiana, che non gradisce che si parli di lei, richiesta che fatico ad accogliere, dato che è parte di me stesso, la mia metà migliore, il mio amore spinoso.
Ecco, in qualche modo sono rientrato nel blog, con un atto di incosciente spudoratezza, ripetendomi forse, da anziano noioso, ma è stato un atto liberatorio.
Il vecchio amico nonno Talpone spero mi assisterà ancora, per aiutarmi nelle giornate future, come un bizzarro placebo medicinale, da assumere a piccole dosi, via internet.
SORRISI
Stazione ferroviaria Cumana, chiedo in biglietteria quale sia il treno per andare a Cuma per visitare i siti archeologici. L’addetto gentilissimo chiede ai suoi colleghi ferrovieri presenti, poi telefona addirittura alla sede centrale.
” Gaeta’ che ce sta pe anna’ a Cuma? Niente? Ah…”
“Scusate signo’ – mi riferisce comounto – Vede ci stiamo organizzando.”
Sulla banchina, in attesa del treno per Pozzuoli, mi complimento con l’ addetta alle pulizie, una signora di mezz’eta’, viso alla Tina Pica, grembiulone gualcito e sigaretta pendula dalle labbra.
” Che bel sole, mi piace Napoli, voi tenete sempre il sorriso, non come da noi a Milano”
“Ma che ce ne facciamo del sorriso, qua stiamo disperati, non c’e’ lavoro. Io lo tengo qua ma sono quattro mesi che non mi pagano lo stipendio.meglio stare tristi e senza sole, ma con i soldi per campa’ “

