SCINTILLE NATALIZIE


Buone notizie : nonostante la crisi dei posti di lavoro, nessuna aspirante dattilografa ( figuriamoci poi con miti pretese di pagamento ) si è presentata da nonno Talpone.
Ragion per cui il sottoscritto operatore ( scioperato ? perché mai ?) manterrà il suo posto al foglio scritto con penna stilografica e alla tastiera del computer.
A spiegazione della mia pretesa neghittosità devo peraltro precisare che sono stato in Umbria al mio campicello a raccogliere le poche olive del campo ( ma il giovane olivo Antonio ne portava parecchie ) , nonché a compiere le varie manutenzioni, a subire stoicamente un incredibile numero di inviti a pranzi e cene di pantagruelica quantità, a spaccare infine rami e ceppi per un camino quanto mai famelico.
Ma non ci si ferma mai, tra pochi giorni partiremo ospiti dalla coppia Martello di dio e Tasso irlandese per un periodo probabilmente fin troppo lungo.
Sarà senz’altro un piacere garantito se la coabitazione non scatenerà scintille.
Per ora mi auguro siano pacifici fuochi natalizi, ma conoscendo i caratteri spigolosi di nonno Talpone e del suo dolce Martellino non mancheranno sorprese.
Ma in ogni famiglia, come in ogni coppia, ci vuole anche movimento, altrimenti sai che noia !

PS
Sono riuscito a censurare nonno Talpone quando aveva precedentemente scritto :
“Dattilografa volonterosa, miti pretese, bella presenza, illibata cercasi “
Sai l’Istrice allora come si sarebbe scatenata !

CIPPLIMERLO !


3 dicembre 2015
CIPPLIMERLO
Uno deve uscire nel freddo decembrino, lasciando il teporino di casa, i suoi due gatti acciambellati sul letto e mentre scende le scale sente le anche che gli strappano continui morsi dolorosi, sarà la sciatica, la coxartrosi, l’umidità della stagione, non riesce a capire.
Il suo giornalaio fa scorrere il vetro del suo finestrino per ritirare le monete dei quotidiani, un breve saluto e via.
Stringendo la borsa della spesa, quella grande di tela plastificata, evitiamo gli sprechi, ecco ora, sul suo percorso verso il supermercato, la bancarella dei libri usati, vicino a quella della coppia di cinesi che vendono vestitini e camicette sintetiche a poco prezzo.
Il passaggio tra loro e la casa è stretto e la gente vi si infila in fretta con l’occhio vacuo, passa anche qualche ciclista che fende la folla come un rompighiaccio arrogante.
Qui se uno rallenta il passo è solo per chiedere le indicazioni di un indirizzo.
L’uomo dei libri gira intorno alla sua esposizione con passo pesante da montanaro, quale è in effetti, non sembra notare il freddo, ha gli scarponi pesanti, giaccone imbottito, berretto di lana e curiosi guantoni con una taschina da cui fare uscire le dita al bisogno.
“ Freddo boia vero ?- azzarda nonno Talpone con un sorriso complice.
“ Ma no, anzi in montagna non gela, i ghiacciai si sciolgono, è un disastro, ci saranno almeno dieci gradi in più. Poi in città dovrebbe piovere, non vede lo smog ? Polvere sottili, si crepa tutti, mondo boia !”
Il tono è rabbioso più che lamentevole, ma chi lo conosce bene sa che è solo un burbero.
Nonno Talpone si ferma, ancorato alla bancherella per non farsi trascinare dai frettolosi, scruta i dorsi dei libri, li annusa, li riconosce e li cataloga.
Vecchi editori ormai scomparsi, i romanzi e i saggi di cui ha una copia in casa, i grandi volumi d’arte, ogni libretto o volume ha una propria storia, è come rivedere dei vecchi amici.
“ Allora come va ? Tutto bene ? – chiede il sacro custode del sapere aprendo un sorriso fanciullesco insospettato.
Così loro iniziano a parlare del tempo, della situazione politica, dei libri esposti, di quelli letti o cercati.
Ormai si conoscono da anni, anzi quella superstite bancarella la frequentava quando era gestita dal padre, già, erano molti anni fa, trenta, quaranta, forse più di cinquanta anni fa.
Eh già, allora invece dei cinesi il banchetto a fianco era presieduto da un distinto signore napoletano, con aristocratici baffetti alla Amedeo Nazzari, che esponeva con cura i suoi specchietti, pinzette, lamette e pennelli da barba.
“ Già tempi lontani caro ragazzo !- sospira il Talpone, perso nei ricordi.
“ Veramente ho 47 anni – risponde l’altro leggermente risentito.
“ E allora? Sei nato in tempo di guerra tu ? Ricordo bene il tuo papà, allora negli anni cinquanta si trovavano ancora dei bei libri, del ‘700 e dell’800 a poche lire, mi bastava la mancetta settimanale. Ora dove sono quei libretti curiosi e preziosi ? Alle aste ! Che tempi!”
L’argomento della guerra porta il ragazzo della bancarella ai ricordi di suo nonno che aveva partecipato alla grande guerra, della famiglia scappata con un cesto di biancheria dalle case distrutte, del ritorno alla fine tra i ruderi e i rottami delle bombe.
Un paese di recuperanti, come quelli descritti calorosamente da Rigoni Stern.
Dalla tasca di Talpone squilla la suoneria del cellulare, è la sua Istrice che chiede dove sia, sono quasi le due, deve buttare la pasta?
Accidenti sono ore che parlano al freddo, bisogna scappare via, ma prima chiede “ Hai fatto affari oggi ?”
“ Non si vende niente, anche gli altri dicono così, vita grama, dov’è questa ripresa mondo boia?”
Nonno Talpone allora afferra due volumi che aveva già lungamente osservato, una bella biografia di Ludwig, l’ultimo re di Baviera, e una raccolta di saggi di Pietro Citati.
Non dovrebbe, la sua casa, la cantina, il solaio, un box sono colmi di libri inscatolati, in continua rotazione su e giù per le scale.
Pazienza, faremo posto anche per loro.
“ Le faccio uno sconto – propone il giovane montanaro dal volto vitreo e gelato.
“ No, oggi no, prezzo pieno, il primo cliente porta fortuna – esclama categorico nonno Talpone.
Con i libri infilati nel borsone della spesa arranca verso casa, maledetta anca destra, anche le spalle sono rattrappite dal freddo.
“ Ma è un affare – gongola dentro sé – pochi euro per ore di chiaccherate piacevoli e in più due libri interessanti. Altro che psicanalisti, psicologi, medicine e dottori. Cipplimerlo ! Sono furbo io !”

PS
Cercasi dattilografa volonterosa, miti pretese, per sostituire scioperato operatore.

CAPITANI CORAGGIOSI


“Una tempesta in un bicchiere d’acqua “ questo è il termine usuale per definire avvenimenti o pensieri che appaiono drammatici al momento, ma che poi si sgonfiano come palloncini e si riducono a quei fatti o idee di scarsa rilevanza che punteggiano la vita quotidiana di ogni donna o uomo.
Se ci sono alcuni navigatori o capitani coraggiosi che affrontano con animo fermo eventi drammatici, non dobbiamo dimenticare l’infinito numero di persone che si confondono per l’agitazione del proprio bicchiere d’acqua e nonno Talpone appartiene senza dubbio a questa categoria.
Ieri insieme al sole è ritornata la sua Istriciotta, reduce dal ruolo di infermiera presso il povero Martello Inglese.
In un attimo ha risolto ogni suo problema:
“ Un ginocchio dolorante?
Prendi una capsula di Airtal ogni 12 ore, riposati e ogni dolore passerà.”
“ Durante questa pausa hai ripreso qualche chilo?
A me piaci lo stesso, sei alto e non si nota.”
“ Il tablet non funziona?
Usa il mio e quando torni a Milano lo farai riparare.”
Risolte con serena praticità le angosce del marito, la fatina bianca ha aperto la valigia e gli ha offerto una serie di regali: un pacco di sei morbide Moleskine per poter scrivere, tre confezioni di cibo indiano e un paio di barattoli Strong English Breakfast e Earl Grey.
A questo punto nonno Talpone si è messo a fare le fusa, unendosi al ronfare sordo di Coccolone e di Adelina, i due gatti di casa, mentre i sette selvatici fuori dalla porta miagolavano in coro.
Mamma è tornata!

LO CHEF CONSIGLIA


Sono giorni che mi ossessiona con la ripetuta richiesta di pubblicare una sua innovativa ricetta culinaria, così almeno lui la definisce, mi chiedo “ Ma perché uno non può vivere la sua ipotetica tranquilla vita da pensionato ?”
“ E chi ti dice che un anziano sia tranquillo – sbotta subito lui, il famigerato nonno Talpone – per mia esperienza e secondo quanto segretamente ammettono i coetanei che frequento non c’è periodo della nostra vita così internamente agitato, forse paragonabile a quello della pubertà, sarà anche dovuto alla consapevole vicinanza alla morte e al fatto di avere solo ricordi e nessuna prospettiva decente.
Ma dobbiamo tenere tutto dentro di noi, altrimenti ci chiamano lagnosi, monotoni, ripetitivi e insopportabili.
Così dobbiamo nascondere tutte le nostre paure e angosce, dobbiamo ridere spruzzare intorno giovialità e saggezza.
Magari fare i buffoni, mai i piagnoni !”
Non mi aspettavo tanta amarezza, così lo prego subito di dettarmi il suo pezzo, sperando che non sia di umore tetro, gli eventuali lettori vogliono rilassarsi e sorridere, di vecchi scemi ne hanno già abbastanza.
“ Dunque, come ti ripetevo da giorni – inizia rabbonito nonno Talpone – ho avuto una tale quantità di richieste della ricetta del mio “ Sugo bel sorriso “ da parte della decina di miei fedeli lettori, peraltro in continuo e crescente declino, da essere costretto a svelare questo mio prezioso segreto culinario.
E’ un sugo di pomodoro multiforme e gustoso, che riesce ad insaporire e arricchire ogni piatto di riso o di pasta che vorrete assaporare.
La preparazione è invero semplice e veloce, alla portata anche dei meno esperti.
INGREDIENTI
Un barattolo di vetro, tipo Bormioli, contenente del buon pomodoro, meglio se di preparazione casareccia come quello lasciatomi dalla moglie, alla peggio ci si può contentare anche di un contenitore di pomodoro industriale.
TEMPI DI PREPARAZIONE
Secondo l’occasione e le condizioni trovate.
PROCEDIMENTO
Personalmente, dopo aver bruciato il sugo e il pentolino dove stava cuocendo, buttato via il tutto e arieggiata la casa dal fumo nero che la invadeva, sono corso da mia cognata, la benemerita Paperoga di Terni, ma nel vostro caso è doveroso recarvi da una parente, un’amica, una conoscente molto brava in cucina, presentarvi con aria disfatta e lacrimosa e, sorridendo umili e gentili, porgere loro il vostro barattolo di vetro con il pomodoro a pezzi, come il vostro doloroso aspetto.
Il risultato dovrebbe essere remunerativo e confortante : dopo un paio d’ore, magari dopo aver consumato un lauto pranzo se vi siete presentati ad un’ora opportuna, si può ritornare a casa con il vostro barattolo ricolmo di ottimo sugo fumante da utilizzare per i vostri pasti solitari.
Occorre aver sempre fede nel prossimo – conclude nonno Talpone in tono inspirato e profetico – e ricordatevi un’opportuna rotazione dei benefattori a cui volete rivolgervi !”

PIOVE, CHE MERAVIGLIA


Appena spalancate le finestre ho scoperto che sta piovendo, con gocce fitte e continue e mi rallegra il gorgoglio dei tubi di scarico delle grondaie.

Piove e così ho la scusa per riposare, il lavoro nei campi argillosi gonfi di pioggia impedisce ogni lavoro.

La schiena, la mano destra, le spalle, quasi tutte le mie vecchie giunture non ne potevano più.

Sono stanco, non riesco nemmeno più a leggere alla sera.

Sono stanco e sono felice.

Al calduccio davanti al camino acceso mi sentirò un re.

Con la corte delle gatte sui davanzali delle finestre che mi adoreranno.

D’accordo, non come un dio, ma come il loro cuoco personale che preparerà il pranzo domenicale.

GRAND PA OLD MOLE


All’uscita pomeridiana dalle scuole elementari nonno Talpone, quando ne è incaricato, si presenta quasi sempre, se la memoria non colpisce, con la sua scatoletta di latta rossa a forma di cuore.
Quella per intenderci in cui è nascosto un piccolo tesoro di caramelle gommose alla frutta, di ciucci di Coca Fritz, di morbidose alla liquirizia.
Ammettiamo che questa abitudine è un patetico ripetersi di un gioco di magia che non dovrebbe funzionare più, quando nella sua tasca interna avveniva un rapido scambio e lui mostrava ai nipotini una scatoletta ora vuota ora colma di dolciumi.
Forse gli igienisti direbbero che le caramelle fanno male allo stomaco e che provocano le carie ai denti.
Ma lui viene dal tempo di guerra e dai suoi grami anni seguenti, quando una caramella era ancora un bene e un prezioso regalo.
I suoi nipotini e i loro amici, pur vivendo in tempi di maggiore abbondanza, le trovano, per ora, gradevolissime, soprattutto quando escono correndo da ben otto ore di segregazione scolastica.
Ieri pomeriggio un piccolo folletto si è aperto un varco tra il gruppo di genitori in attesa e gli è corso incontro, con il visino ancor più delicato per un feroce taglio di capelli che aveva subito, muto ma con una richiesta supplichevole e birichina nel suo sguardo.
Loro due , come forse ho già detto, si comportano come due mafiosi siciliani, hanno velocemente conversato a occhiate e ammiccamenti, quindi il piccolo folletto ha presto ricevuto il suo dolce pizzo, oltre al supplemento per il fratello maggiore.
E’ subito sopraggiunta la sua tata americana, una ragazzona bruna con l’aria fiera e franca della prateria.
Nonno Talpone ha cavallerescamente riaperto il suo rosso scrigno e lei ha voluto accettare un ciuccio di gomma Coca Fritz.
“You too like a baby ! – ha detto il vecchio nonno.
Lei ha sorriso compiaciuta e riconoscente, aveva forse scoperto Grand Pa Old Mole .

TUTTA VITA RAGAZZO MIO


Erano appena usciti dal Teatro della Scala, la rappresentazione della Cenerentola di Rossini era stata applaudita entusiasticamente da bambini di ogni età che vi erano presenti, accompagnati dai loro parenti.
“ Adesso torniamo a casa nonno ?”
“Ma stai scherzando ? Tutta vita ragazzo mio, siamo soli, liberi e indipendenti, preferisci hamburger e patatine o un gustoso dolcino con aranciata al Motta di piazza Duomo ?”
Il piccolo aveva scelto la seconda soluzione e così, mano nella mano, tenendo ben stretta la locandina del teatro autografata da un paio di cantanti, avevano attraversato orgogliosamente la Galleria, per entrare nel famoso locale.
“ Vuoi un bondonde, con coca o aranciata ?”
“ Ma nonno, ora non dico più bondonde ma bombolone alla crema, sono grande ormai !”
Questi bambini, chissà perché, vogliono dimenticare le loro buffe e deliziose storpiature verbali dell’infanzia, che li rendevano così adorabili : il cugo, i pilati, il cocciolato, la billa.
Oh che bei tempi andati!
La giovane cassiera nel consegnare lo scontrino gli aveva detto “Ma come sei fortunato ragazzo mio ad avere ancora il nonno, il mio l’ho perso anni fa !”
Questo sfogo spontaneo aveva commosso nonno Talpone e l’aveva fatto sentire in colpa, incrinando il senso di gioia della magnifica giornata.
In seguito la ciambella zuccherata alla crema era stata divorata con gusto, la bottiglia di Coca Light con due cannucce, ormai dimezzata, si ergeva solitaria sul tavolo cosparso di briciole e fazzoletti di carta spiegazzati, lo spettacolo al di là delle vetrine continuava incessante, ma stava finendo la loro pausa felice.
“ Mi piacerebbe averne un’altra – aveva pigolato il piccolo, forse per non rompere l’incanto.
“ Ma certo caro, una, due, cinque, cento, una fabbrica di ciambelle amore mio, diamoci una botta di vita!”
Alla cassa del bar oltre ad un’altra ciambella nonno Talpone ha voluto ad ogni costo offrire alla cassiera una confezione di cioccolato a sua scelta.
“ Non può rifiutare signorina, è da parte di suo nonno, un regalino tutto per lei !”
La ragazza aveva scelto un pacchetto di Baci Perugina, ne aveva offerto uno al piccolo e aveva voluto sfiorare con un bacio la guancia del vecchio signore, che era arrossito e avrebbe voluto sprofondare sotto terra, ma aveva poi resistito coraggiosamente.
Quello in fondo era un solo bacio per procura, per ringraziare il proprio nonno, per un attimo ritornato da lei.

BUON NATALE SIATE BUONI SE POTETE


Il Natale è vicinissimo, ma le tre piccole tigri casalinghe mi tengono in uno stato di continua tensione, la batteria dell’auto è a terra, la doccia è stata rotta, non si da chi, le opinioni in famiglia variano tra la colpa di uno dei gatti e il suicidio del telefono doccia, aveva solo un anno di vita e forse era in crisi di pubertà.
E io pago, e io pago, come diceva quel comico, il conto del materassaio, del fabbro e del tecnico per lo scasso della casa in campagna, il saldo di IMU e TASI, poi ho avuto la TARI, gli ultimi regali e la multa dell’Agenzia delle Entrate.
Ah sì, resta ancora quel bonifico estero per la registrazione di Nonno Talpone.
E chi lo legge poi ?
Io, qualche membro della famiglia, degli amici.
Chi ha scritto per lui ?
Solo sei gentili signore: Luisa, Lori, Roby, Antonella, Patrizia, a cui il vecchio signore fa un leggero inchino ( la schiena è un tormento) e ringrazia di tutto cuore.
Però anche la mia tredicesima è alla fine.
E’ anche vero che vecchio brontolone e acido come mi ritrovo perdere anche il mio amico nonno e coetaneo forse è un errore.
E va bene è Natale, siamo buoni se possiamo, pagherò anche per te Nonno Talpone.
Tra pochi giorni arriverà il gelo a breve, ma le giornate si stanno allungando, siamo positivi e prepariamoci alla prossima primavera.
Auguri a tutti voi !

UNA STORIA IN DUE


storia Polipetto

“IL BAMBINO E IL GIARDINO
NEL GIARDINO NON GI VA NESSUNO BAMBINO PERCHE’ E ‘ SPORCO MA 1 UN SOLO BAMBINO LI PIACEVA UNA VOLTA LO PULIVA …”
Sul muro della cucina dei nonni il piccolo Polipetto, dopo tre mesi di prima classe elementare, ha voluto provare la sua abilità e ha improvvisato una storia, forse la sua prima prova narrativa.
L’attenzione dei bambini è mutevole come un soffio di vento di primavera, così i nonni lasceranno la parete con il suo piccolo capolavoro in attesa del ritorno del giovane scrittore in erba.
Siamo nonni, scusate la nostra emozione.
Ma nonno Talpone è troppo impaziente, come un ragazzino che non riesce ad aspettare, come proseguirà la storia del Polipetto?
Scusatelo se si è permesso di tentare una possibile e provvisoria continuazione.
“ Che squallore in quello spiazzo abbandonato vicino all’asilo : una recinzione metallica rovesciata, un triste albero scheletrico, cartacce, lattine, cartoni ed erbacce.
Ma un bambino ogni volta che vi passava davanti con il nonno ne aveva compassione, così un giorno decise di iniziare a pulirlo, una carta alla volta, una lattina da spostare nel cestino non troppo lontano.
Poi l’inverno gelò la gramigna, il vento spolverò a fondo il suolo e le piogge lo lavarono a fondo.
All’inizio della primavera il bambino era riuscito a togliere ogni brutta cosa abbandonata e l’ultimo giorno che vi entrò scoprì che vicino al solitario albero, in mezzo al prato ricoperto delle prime erbette, era spuntato un grande fiore,dalla corolla gialla come la promessa di un sole estivo.
Il bambino ne fu così felice che estrasse dalla cartella un foglio di carta che fece legare ad un palo ricoperto di ruggine, la scritta in pennarello diceva :
GIARDINO DEI BAMBINI.
Da allora nessuno osò più sporcarlo, anzi i suoi piccoli amici lo aiutarono a tenerlo pulito e iniziarono a giocarvi dentro.
Le mamme e i nonni ne furono felici e vi portarono sedie, vasi di fiori e legarono ai rami dell’albero due improvvisate altalene.
Ma un giorno da una grossa auto scese un signore collerico che iniziò a gridare
“ Tutti via, questo spazio è mio, vi devo costruire un palazzo di otto o dieci piani. E poi a cosa servono i giardini, ci sono già i marciapiedi della città per giocare “
Anche se a dire il vero questi ormai sono stati ristretti e vi parcheggiano sopra le auto.
Ma il bambino strillò forte :
“ Non è giusto, lo abbiamo pulito noi e ora vogliamo un prato per stare insieme e giocare !”
Allora tutti i suoi amici, le mamme , i nonni si unirono alla protesta, il signore collerico scappò via, la gente decise di andare dal sindaco per chiedere giustizia. Lui decise di acquistare quel terreno e vi fece istallare delle belle panchine verdi, delle aiuole fiorite, tanti alberi e giochi di ogni forma e colore.
Che bello !
Che gioia per tutti grazie al bambino generoso !”
Se questa è solo una storia di fantasia di un bambino e del suo nonno non pensate che spetta a tutti noi tramutare i sogni in realtà, per noi, per loro?

FESTA DELLA MAMMA 2014


Tanti auguri mamma Elasti !
“ Cento di questi anni ! “, come si usa dire.
Stamattina mi sono ricordato che oggi è la festa della mamma e mi sono detto che, ahimè, sono ormai 60 anni che la mia non c’è più e, forse stupidamente, la cosa mi sconcerta e mi rattrista.
Mi domando perché i miei figli, i miei nipotini e tanti altri bambini oggi possono fare gli auguri alle loro mamme e io no ?
Che vergognosa ingiustizia !
Però a dire il vero il mio intimo amico nonno Talpone, bizzarro essere virtuale, una madre, sia pure via internet, l’ha avuta da poco più di tre anni ed è stata mamma Elasti.
Quindi, con tutto il cuore :
“ Tanti auguri mamma !”
Fortunata madre di tre scatenati Hobbit e di un vecchio nonno Talpone, oggi felicissimo di avere, sia pure virtualmente, solo tre anni.