PRIMI IN CLASSIFICA


L’intervento dei nonni per curare e seguire i nipotini ammalati si è prolungato tre giorni, poi gli altri nonni hanno richiesto con decisione di effettuare un ricambio, perché si sa, un nonno ha sempre paura di essere dimenticato.

L’anziano si chiede “ Oggi non mi hanno chiamato, si saranno dimenticati di me ?

I nipotini se non mi vedono almeno due volte alla settimana potrebbero pensare di poter vivere senza noi nonni.

Se chiamano gli altri e non noi, significa che non ci vogliono più bene?

Siamo forse retrocessi in categoria B, come nei gironi dei campionati?”

L’angoscia di molti nonni è proprio quella del declassamento e la perdita della categoria A, i primi in classifica, quella che garantisce lo scudetto.

Parlo evidentemente dei casi in cui ci sono due coppie di nonni disponibili, il che non sempre accade, è senz’altro un’eventualità fortunata per le coppie di giovani sposi, ma richiede loro una notevole dose di pazienza e di diplomazia.

Nonno Talpone ritiene di essere immune da questo morbo, lui afferma che accetta senza discutere anche la categoria B, garantisce che la cosa importante è divertirsi con i nipotini quando può e ogni volta che è richiesto.

Ma forse non è credibile nemmeno questa sua affermazione, come molte altre di quello che lui pensa e afferma, chi può indagare nelle profondità dei sentimenti del cervello umano, che quando invecchia certe volte fa emergere sorprese impreviste e incredibili.

Comunque lunedì scorso era lo Scoiattolino ad esse colpito da tosse e febbre, il giorno seguente si era ammalato anche il secondo, il capelluto Polipetto ( vulgo la Piovretta ) con un febbrone da cavallo e vomito.

Quindi terzo giorno di intervento nonnesco, la serie B, con il difficile e faticoso compito di interessare e far giocare i piccoli affetti da attacchi di febbre e malessere generale.

Loro poverini richiedevano continue coccole, attenzioni, pazienza e spirito d’inventiva.

Alla fine, la sera prima di uscire per ritornare a casa nostra il Polipetto ha voluto stringere al collo nonno Talpone e baciandolo ha balbettato “ Nonno, tu .. tu .. sei il primo !”

Incredulo, quasi sveniva dall’emozione quel vecchio pirata dell’isola che non c’è, l’ha stretto ancor più forte a sé.

Il piccolo, respirando dopo il quasi soffocamento ha proseguito “ Ma … ma… la pr…prima è nonna Istrice !”

Abbozzo di sorriso, pazienza.

Ma il Polipetto non aveva ancora finito “ Pe…però … la …prima è mamma !”

Va bene, è anche giusto così.

Un grosso respiro e il bimbo conclude in fretta “ Sa… sai … il pri… primo è papà !”

Siamo felici di annunciare che è emerso un nuovo esperto diplomatico, l’ultimo erede della famiglia dei primi di Milano, quello che gestirà le future eventuali contese.

SONO SEMPRE INVITATI


“ Pronto papà, come stai?”

Giorni fa ha chiamato il figlio promettente avvocato, nonno Talpone è sempre felice di sentirlo e per un attimo ha sperato che gli avesse telefonato per essere invitato a pranzo con moglie e nipotini.

Invece no, era una chiacchierata generica di saluto e il nonno alla fine osa chiedere se per caso ci si può incontrare.

“ No – ha risposto lui – siamo impegnati con gli amici per il fine settimana, stamattina c’era lo Scoiattolino che voleva venire da voi, ma gli ho spiegato che non poteva perché non era stato invitato, non si può andare dai nonni se non sei stato chiamato appositamente, così si è convinto e, tutto abbacchiato, è andato all’asilo”.

“ Cosa hai fatto ! – ha tuonato nonno Talpone – io li voglio sempre i miei nipotini, la mia casa è aperta a loro e a tutti i bambini, ci mancherebbe altro. Ma come si fa a fare certe  affermazioni ? Fai perdere la fiducia nei nonni ! Che mondo !”

Era proprio furente, dopo la telefonata a cominciato a bofonchiare “ Lo diseredo, gli sbarro la porta di casa !”, nonna Istrice ha cercato di calmarlo, ci si spiegherà in seguito, non bisogna drammatizzare, i figli sono fatti così, bisogna sopportare.

Ma ieri mattina alle sette uno squillo ha svegliato dal sonno i nonni, il figlio milanese, si proprio lui, il promettente avvocato avvisa che lo Scoiattolino ha la febbre, loro devono andare al lavoro, se noi potessimo …

Come se suonasse l’allarme, ci si alza di corsa, ci si veste in fretta e si corre fuori, come pompieri chiamati ad un incendio.

Evviva, siamo stati chiamati, siamo necessari, forse essenziali.

Mentre si affanna verso l’automobile, con i borsoni delle provviste, nonno Talpone brontola “ Ah ma mi sentiranno, cosa credono, glielo devo dire, sono uomo di principi io, i permessi, gli inviti, basta, poveri piccoli.     Cara, abbiamo portato il brodino, le arance per la spremuta le compro dopo, chissà cosa manca per il pranzo, in ogni caso ho portato la mia scorta di taralli, quelli fanno sempre bene “.

LA CAVERNA DEL TESORO


I due nonni si avviano leggermente emozionati a  prendere in consegna dall’asilo i piccoli nipotini, non li vedono da 20 giorni, a loro sembra un tempo infinito.

Probabilmente anche loro hanno avuto la stessa impressione, quando ci vedono ci corrono incontro con un abbraccio frenetico, come tanti koala aggrappati agli alberi di eucalipto.

Bacetti, caramelle, domande concitate “ Come state ?  Come sono andate le vacanze ? Vi siete divertiti ?”

Domande fatte senza aspettare le risposte, forse per mascherare l’emozione.

Sembrano incongruamente divenuti più alti, abbronzati, vivaci.

Subito lo Scoiattolino accusa con voce irata “ Sono trentamila giorni che siete stati via !”.

Non importa l’esattezza del numero, per lui significa un lungo periodo di lontananza, ci fa sentire in colpa, in fondo i nonni hanno anche dei doveri.

All’uscita ci si scatena a fargli provare l’ebrezza dell’equilibrista da circo sulla ringhiera di fronte alla scuola, poi gare di corsa lungo i marciapiedi, corse con salti acrobatici laterali, lanci in aria, via di corsa a casa per la merenda.

Loro dichiarano che non vogliono uscire ai giardini, si gioca in casa.

Prima con le sedie messe a terra si costruisce un trenino, il piccolo fa da guidatore, il grande da fuochista e controllore.

Questo treno tende a deragliare spesso, ma nessuno si lamenta, poi il nonno si ricorda di avere la sua pila d’emergenza in tasca ( ansietà per le emergenze, insieme al coltellino svizzero e ai quattro telefonini ), cosi si spengono le luci e il treno può girare al buio per la casa, lunghe gallerie, deragliamenti che divertono i passeggeri, cuscini di carbone che vanno nel tender della locomotiva, vendita e distribuzione di biglietti ferroviari al modesto costo di un centesimo ( impara Mauro Moretti, che prima di diventare presidente delle FS eri sindacalista).

I piccoli vogliono mostrare i loro tesori, già, i sacchetti di monete italiane fuori corso e i penny inglesi che gli avevamo regalato prima di Natale, nonché la mappa del tesoro che si era disegnata insieme in un pomeriggio lontano e che lo Scoiattolino trae fuori con importanza da un vecchio portafoglio che tiene nel taschino.

Scovano nella libreria due lumini elettrici dalla rossa luce intermittente che hanno ricevuto in ricordo di Medjugorje, inseriscono pile e lumini in un tubo di plastica trasparente e si crea magicamente la magica caverna del tesoro.

Si proclamano guardiani ufficiali, pretendono uno statuto, che diligentemente lo Scoiattolo ricopia con segni geroglifici su un pezzettino di carta.

Ecco le regole stabilite:

– Alla mattina il guardiano capo si sveglia e apre il cofano del tesoro che casualmente   ha la forma di scatola da scarpe

– Il capo conta attentamente la quantità dei dobloni e segna l’ammontare finale

– Si fa l’ispezione per una sortita contro i vascelli spagnoli

– Il capo rinchiude le monete nella cassaforte e attiva il sistema di allarme

– Il guardiano veglia all’entrata della caverna

Ammutinamento improvviso della Piovretta che, data la mancanza di incarichi onorifici personali, restituisce i gradi e abbandona la caverna trascinandosi dietro il nonno con compiti di disegnatore, narratore di racconti e appoggio morbido per godersi per la trecentesima volta Toy Story 2, sdraiati sul divano della sala.

Più tardi arriva stanca dal lavoro la mamma dei pargoletti, stupita dal silenzio e dal crepuscolo della casa.

Per fortuna il treno di sedie era già stato rimessato al posto usuale sotto il tavolo, evitando rovinose cadute alla nuova arrivata.

Si accendono tutte le luci, si mettono a posto i lumini, il tesoro dei pirati e altre attrezzature.

Il piccolo si lamenta “ Non è che adesso andate via ? Rimanete a cena, poi a dormire, domani la colazione, insomma per sempre”.

I nonni sono leggermente imbarazzati, con gentilezza pian piano li convinciamo a lasciarci andar via, con la promessa di vederci appena possibile, magari domenica a pranzo.

“ Cosa volete da mangiare ?”

“ Gnocchi al ragù “ Rispondono in coro.

“ Per secondo cosa prepariamo ?”

Un attimo di pausa di riflessione, poi gridano “ Gnocchi al ragù !”

Con questa promessa ci lasciamo, con qualche rimpianto, soddisfatti delle ore di gioia passate insieme, siamo solo nonni, dobbiamo lasciare spazio ai genitori.

Il giorno dopo quando nonno Talpone stava finendo di scrivere sul computer queste righe ha cominciato ad accusare brividi freddo alle ossa, è iniziata una febbre maligna e abbastanza alta che si è trascinata fino al ritorno dei piccoli e ora insieme ai leggeri capogiri lo tiene in uno stato leggermente confusionale.

Passerà, c’è un gran gelo ma ormai le giornate si allungano e tra poco dovrà essere primavera.

 

BIANCANEVE VA ALL’€™ASILO


I nonni, si sa, sono come i Pompieri o il Pronto Intervento.
Per le mamme e i papà che lavorano, in caso di necessità, i genitori o i suoceri, i nonni insomma, quando fortunatamente ci sono e sono disponibili, diventano il riferimento obbligato, facile e gratuito.
Inoltre i nonni attuali, quelli giunti fortunosamente in pensione, una razza in via di estinzione come i panda e le tigri siberiane, sono ben felici di correre in aiuto ed assistere gli amati nipotini.
Per esempio nonna Istrice si scioglie subito, con voce dolce panna, per correre a giocare il più a lungo possibile con i pargoletti, quelli che gli ricordano i suoi figli quando avevano la loro età, ringiovanendo subito di trent’anni, senza lifting, massaggi o percorsi benessere.
Nonno Talpone invece ha una dignità da mantenere, per cui quando ne è richiesto, lui brontola, puntualizza, solleva cavilli e condizioni.
Nel frattempo si affanna ad allacciarsi le scarpe con le stringhe che si arrotolano come vipere, cerca gli occhiali, controlla il livello della scatoletta magica delle caramelle e coca coline, per precipitarsi fuori ansimando, come appunto i pompieri chiamati in azione.
Se potesse lui disporrebbe una pertica per scivolare a terra più in fretta, azione sconsiderata, calcolando sia la sua dubbia preparazione atletica, sia il fatto incontrovertibile di abitare al terzo piano del suo vecchio fabbricato.
Ieri mattina vi era stata una chiamata in servizio urgente.
La dolce avvocato Tuttopiede usciva alle 7 per correre in stazione verso una  riunione urgente in una lontana città, il figlio promettente avvocato doveva essere fuori casa mezz’ora dopo per una riunione urgente.
Situazione ideale per nonno Talpone, lui era finalmente necessario, utile, quasi indispensabile.
Ha imposto alla moglie di rimanere a letto a dormire, si è alzato di corsa alle 6, unoyogurt veloce al caffè per darsi energia e poi fuori di corsa a piedi verso il villaggio residence di Wisteria Lane.
“ Ma quale macchina, quali mezzi pubblici, si va a piedi !”Si è detto con piglio mascolino da capitano coraggioso.

Avrebbe portato anche il campanellino con il manico di legno, comperato in una fiera 20 anni fa, tanto per segnalare in strada l’urgenza dell’intervento richiesto.
Le strade erano però quasi vuote e con un improvviso guizzo di lucidità aveva realizzato che qualche autoambulanza di passaggio avrebbe potuto fraintendere le sue intenzioni e portarlo in un’altra destinazione non voluta.
Arrivato trafelato nell’appartamento dei piccoli, li ha trovati tutti beatamente a fare colazione con latte e biscotti.
Nonno Talpone ha imposto al figlio di uscire subito per andare al lavoro e lasciargli libero il campo.
Nonno e nipotini tutti soli, che bellezza!
“ Piovretta mangia il tuo dolcetto, le camilline sono così buone ( falso, ma pazienza, non tutti amano i taralli al finocchietto)”
“No, non voio più, voio cartoni ‘nimati, quello coi gatti”
“Piccolo mio, vuoi diventare grande come il nonno ?”
“Si, voio grande, ma camillina no !”
“Piovretta, se vuoi diventare grande devi mangiare la Camillina. Altrimenti la Camillina mangia te ed è lei che diventa grande. Ti faccio il disegno con il biscotto che ti mangia e diventa grande lui?”
“ No, mangio io, ma poi cartoni !”
“ Vedremo, tu Scoiattolino vuoi ancora della Nutella sul pane? No, con la fetta di pane, non in bocca a cucchiaiate !”
Incitamenti e storie, pulire, spalmare, far indossare sciarpe, cappotti, cappelli.
Al momento di uscire la Piovretta si butta in terra e strilla con le lacrime agli occhi “ No, non vado alla casa dei giochi, voio a casa con nonno!”
Crisi diplomatica, per fortuna vi è solo un ribelle da convincere.
Brillante idea talponiana “ Piovretta, hai presente Biancaneve e i sette nani ? Bene usciamo fuori, voi fate i nanetti e si canta in coro.  Andiam, andiam , andiamo a lavorar, ta , ta, ta…”
Lo strattagemma funzione alla perfezione: in fila indiana nonno Talpone ( o Biancaneve ?), seguito dai due nanetti intabarrati, marcia con passo cadenzato verso l’asilo comunale cantando la strofetta magica.
All’arrivo madri assonnate e affannate, che poi devono correre al lavoro.
 Ragazze, lasciate fare a noi nonni !

ANDARE SEMPRE AVANTI


A tarda notte, per godere un week end in famiglia, arriverà da Londra il famigerato Martello di dio, sì quell’essere bisbetico, pungente, polemico, esuberante, poliedrico figlio di nonno Talpone, che sbarcherà all’aeroporto di Linate, ma per la prima volta non passerà dalla sua vecchia casa.
Questa volta non vedrà i genitori, non dormirà nella sua cameretta, ancora arredata con i suoi disegni,, le sue fotografie, il pianoforte, i suoi numerosi scatoloni di ricordi.
Il fratello promettente avvocato lo aspetterà all’uscita passeggeri e se lo porterà direttamente a casa propria.
Domattina i piccoli nipotini avranno la sorpresa di scoprire in sala il famoso zio inglese, a completa disposizione per giocare, cantare, raccontare e fare mille pazzie.
Da settimane lo aspettavano con trepidazione, chiedendo di lui due o tre volte al giorno, hanno ormai logorato il calendario con una continua, frenetica consultazione.
Il Tasso irlandese non verrà questa volta, con gran dispiacere della piovretta, che sempre l’ha cercato.
Nonno Talpone, dal fiuto fino, pensa che non sia solo amore tra zio e nipotini, ma anche una rapida prova per vedere come si vive con bambini piccoli da crescere.
Ad ogni estate per una o due settimane si è unito in vacanza con nipotini e nonni per sperimentare la convivenza con i nipotini.
Da due anni o più, dopo una severa selezione e un apposito corso, il Martellante figliolo, sotto la burbera scorza con un cuore di ricotta fresca, assiste settimanalmente un ragazzo di dodici anni, dato troppe volte in affido a varie persone, proveniente da una famigli problematica e disastrata.
Lo segue assiduamente, gli parla come un padre o una madre vera,  gli dà affetto, comprensione, consigli, tutto quello che la vita ha negato a quel fanciullo.
Non è solo altruismo e bontà d’animo, è anche un dovere morale che si è imposto per essere sicuro in un futuro non lontano di poter coronare, dopo il matrimonio, anche il sogno di poter adottare dei figli, per avere anche lui una famiglia completa e compiuta.
Purtroppo lontano dall’Italia.
Perché qua non solo non c’è lavoro, correttezza politica e certezza del diritto, anche le famiglie devono essere rigorosamente eterosessuali, magari amorevoli, sfasciate, violente, ma secondo i codici che autorità politiche e religiose corrotte e amorali hanno da tempo stabilito.
Benvenuto Martello di dio, hai sempre fatto scelte difficili, quasi impossibili, tuo padre, parlava, consigliava, ma tu sei sempre andato avanti, maturo e consapevole, ora nonno Talpone non può che essere orgogliosamente fiero di te.

TRISTEZZE E REGALI


Uno è un tipo tranquillo, sensibile, affettuoso, vuole anche scambiare parole tenere con la donna con cui convive da più di 42 anni, ma sfortunatamente anche dopo questo lungo periodo ci sono sfasamenti affettivi, per cui una parola dolce viene ricambiata con una battuta sferzante e infastidita.
Allora il mondo gli crolla addosso improvvisamente con un silenzio tragico e definitivo, non ci saranno mai più tenerezze, incamera il knock out, se lo farà passare con le buone o le cattive, talvolta  si chiede perché Madre Natura ha creato le zanzare, per non parlare delle istrici.
Niente paura, non divorzierà per questo nonno Talpone, si sarebbe già separato almeno 220 volte, secondo un calcolo per difetto.
Vi potete immaginare che fatica risposarsi poi da innamorati altrettante volte, a scadenza variabile dai due ai quindici giorni dopo lo scambio di acide parole.
Se si litigasse per qualcosa di grave o importante, tipo scappatelle sentimentali del partner, mancanza di denaro, divergenze politiche o sportive, educazione dei figli, scelta del luogo di vacanza.
No, in genere uno dice una cosa, l’altro ne capisce un’altra, poi, avendo la stessa opinione sul fatto in questione, si comincia a litigare furiosamente.
Talpone inoltre tende ad essere tenero e amoroso anche nei ricordi dei bei tempi andati, ma l’Istrice a questo punto solleva le sue punte acuminate e le lancia con fredda disinvoltura.
Quindi il tenerone intristisce, sente che il mondo intero lo odia e lo disprezza e va in crisi nera.
Oggi, dopo il solito ciclo riabilitativo della mano, torsioni e piegamenti delle falangi con prese micidiali da Aikido, Talpone è andato a ritirare i nipotini all’asilo e subito si è sciolto come un pezzo di burro in padella.
Loro sono felici, il nonno ancor di più.
Alla sera torna a casa il figlio, il promettente avvocato, gioca anche lui, poi chiede al padre come stia.
“Maluccio- sbotta il mugugnone- mi sento stanco, proprio uno schifo “.
A cena l’avvocato annuncia alla tavolata “ Il nonno è un po’ giù, gli faremo un bel regalo per il suo compleanno a dicembre, anzi l’ho già acquistato. Non so se regalarlo a Talpino Sciattolino o a nonno Talpone “.
“ Che bello – pensa il nostro – vuoi vedere che avrò finalmente anch’io un bel galeone dei pirati per giocare insieme al mio capitano Barba Scoiattolo e al mozzo scelto Piovretta ? “.

PIRATA FIFONE


Hanno da poco telefonato a nonno Talpone che domani lo ricoverano e lo operano in day hospital.
Sono tre giorni che la sua Istrice è in Sardegna per lezioni e conferenze.
La casa gli sembra buia e vuota.
I “goccetti “ non servono per niente.
Sarà cretino, ma lui ha un po’ paura.
Oggi pomeriggio ha ritirato i nipotini all’asilo.
Sono stati gentilissimi e premurosi con lui, chiedendo lievemente preoccupati cosa avesse alla mano.
“ Niente, devo fare un trapianto di un uncino “
A casa loro ha preparato biscotti, succo d’arancia, toast con la marmellata di limone, opera d’arte di nonna Papera.
Ha letto un paio di volte il libro dei pirati, poi ognuno ha disegnato e colorato diverse mappe del tesoro nascosto in un’isola dei Caraibi.
Lo Scoiattolino gli ha confidato che con il suo amico del cuore, l’ingegnoso Hobbit M, stanno da tempo progettando una fuga dall’asilo per cercare un tesoro e diventare ricchissimi.
Purtroppo non li fanno uscire dall’edificio ( per fortuna !).
Nonno Talpone ha chiesto di essere arruolato nella loro ciurma in qualità di cambusiere, sempre disponibile a preparare panini, fette con la marmellata, caramelle e a servire calici di coca cola decaffeinata e rum.
E’ stato assoldato con giuramento solenne.
Lui si fida dei suoi capitani, domani avrà un pochino meno paura.
Non ha da vergognarsene, in fondo lui è solo il pirata cambusiere fifone.

SENZA ARTIGLIO


Si ricomincia tutto daccapo.
Stamattina nonno Talpone ha fatto le sue cinque ore di attesa in un altro ospedale, abitudine divenuta quasi giornaliera, per far esaminare la sua mano ingessata da un chirurgo ortopedico.
La diagnosi è disperante: la frattura multipla scomposta non si è saldata bene, è necessario rompere tutto e intervenire chirurgicamente all’interno della mano con tubicini, spero di metallo.
Non è tanto per il dolore, oso pensare che useranno l’anestesia locale, ma la conseguenza è che si prospettano ulteriori trenta giorni di immobilità dell’arto, che impediscono al buon Talpone di andare al corso di nuoto libero e in palestra ( quella della terza e quarta età ), ambedue già pagate, lasciandolo ozioso e corrucciato a brontolare dentro la sua tana.
I soliti maligni d’oltremanica osserveranno che questa era la sua speranza segreta, quella di oziare, brontolare e non fare attività sportiva.
Sbagliano grossolanamente, non c’è come non poter fare una cosa, che questa diventa vogliosamente desiderabile.
Come non bastasse, il giovane chirurgo ha tolto il tutore di ferro dalla mano e fatto ridurre la fasciatura, vista la prossima operazione e lo stato scomposto della frattura.
Timidamente nonno Talpone ha chiesto se era possibile rimettergli il supporto metallico, magari accentuandone l’estremità ad uncino, tanto per far contenti i suoi nipotini quando giocano a Peter Pan e Capitan Uncino.
Il giovane chirurgo, evidentemente non ancora padre di famiglia, l’ha guardato stupito e gli ha chiesto se per caso soffrisse anche di mal di testa o di lievi allucinazioni, consigliando una visita dal neurologo psichiatra dell’ospedale.
Talpone allora ha sorriso di compatimento, poverino, non conosceva ancora i godimenti dei fantastici giochi che si possono improvvisare con i bambini. 

DOMENICA DI FESTA


La mano fasciata  gli duole ancora, i denti sono un sottofondo di tormento, però nonno Talpone ha vissuto un bellissimo fine settimana.
Il nipote Scoiattolino ha finalmente avuto il permesso dei genitori di potersi fermare a dormire dai nonni, con sua e nostra grande felicità.
Spiace per il fratellino Piovra, impegnato in una festa con le sue amichette, quelle che amano spupazzarselo come un bambolotto, il prossimo turno sarà il suo.
Nonna Papera ( versione melensa per i nipotini della famigerata Istrice Prussiana ), come al solito, uscita da un convegno, ha svuotato il supermercato, preparato e cotto pietanze bastanti ad un condominio, coinvolto il piccolo nei segreti della cucina umbra e finalmente a fine serata ha diviso innumerevoli storie e lettone con lui.
Nonno Talpone era in seconda fila, dormendo nel lettuccio degli ospiti, ma poi al mattino è stato invitato in esclusiva a partecipare al gioco del papà che va al lavoro in ufficio, telefona, scrive istanze, resoconti, memorie, con una dovuta serietà e partecipazione.
Finalmente terminato il gioco-lavoro a tarda mattinata sono usciti insieme per acquistare i giornali e i giochini all’edicola davanti casa.
Con gioiosa determinazione hanno fatto le gare di corsa ( non so come, vince sempre il piccolo, accidenti !), saltato sulle lastre bianche e marroni del piazzale, senza mai toccare le giunzioni.
Forse qualcuno avrà deriso il nonno spilungone, con il braccio avvolto nella fascia rossa al collo, che saltellava e faceva giravolte insieme al suo Scoiattolino.
Vi assicuro, che felicità !
Altro che Serenase, Aulin e grappini, Talpone era pronto anche a fare le capriole se  glielo avessero chiesto.
 

UOMINI E ANIMALI


Nonostante la mano sinistra fasciata e steccata, nonno Talpone tre giorni fa è ritornato dall’Umbria trascinando dal treno un pesante valigione a rotelle, ripieno di mele cotogne, noci e nocciole.
Viaggiando in ferrovia il rituale trasloco si riduce necessariamente ad un solo bagaglio, oltre al solito zaino di computer e telefonini, inoltre si ha il vantaggio di un solo collo da trascinare su per le scale, oltre alla possibilità di leggere, conversare o dormire nel vagone ferroviario.
Una persona ragionevole magari si chiederebbe perché trasportare 17 chili di frutta, quando se ne può comperare un chilo o due alla volta nel supermercato sotto casa.
Ma non sarebbero le sue, le sue di lui, quelle amorevolmente raccolte una ad una dalle sue piante, laggiù in fondo al campo della sua casetta umbra.
Noci e nocciole che scoiattoli e cinghiali gli contendono, oggetto di una recente disputa feroce.
Se avete pazienza nonno Talpone vi racconterà come si svolsero i fatti.
In fondo alla discesa del suo campo trent’anni fa lui aveva messo a dimora due piantine di noci e molte “ fruste “ di noccioli per creare una siepe verde verso la strada.
Con gli anni gli alberelli sono cresciuti e hanno dato frutti sempre più abbondanti.
Sono comparsi però anche i predatori : prima i graziosi ma voracissimi scoiattoli, poi i cinghiali a divorare noci e nocciole, lasciando Talpone con un palmo di naso e tanti gusci spezzati sul terreno.
Lui allora cercò di patteggiare almeno un’equa divisione dei frutti, ma senza alcun risultato.
Ma gli iniziali due gatti randagi che passavano per il suo campo, nutriti amorevolmente con abbondanti piatti di tagliatelle all’uovo, croccantini, carne e latte, decisero di fermarsi più a lungo, invitando parenti ed amici e creando una fiorente colonia di felini semiselvatici.
Ne hanno fatto le spese ramarri, lucertole, topi campagnoli, serpi e qualche incauto scoiattolo.
Per i cinghiali invece, una solida recinzione di cemento e rete di ferro, nonché qualche colpo a salve di notte ha risolto il problema delle loro razzie.
Negli ultimi anni nonno Talpone ha avuto raccolte sempre più abbondanti, ma le lamentele  della controparte dei predatori  non si potevano più contenere.
Minacciavano di rivolgersi alle associazioni animaliste locali, pertanto fu necessario avere una serie di incontri, trattative e compromessi per trovare una soluzione accettabile.
Fu deciso che nonno Talpone a fine settembre avrebbe raccolto un terzo dei frutti, poi con un breve trillo del fischietto da arbitro dei nipotini avrebbe dato via libera alla raccolta invernale degli scoiattoli, avendo ammansito i felini con una tripla dose di tagliatelle al ragù e fegatini.
Un paio di sere seguenti avrebbe lasciato aperta il cancello di ferro e con tre lunghi trilli di fischietto avrebbe invitato a banchetto i cinghiali, lasciando sul terreno anche due bacili pieni di ghiande.
Negli ultimi due anni l’accordo ha funzionato abbastanza bene, tutti erano soddisfatti, anzi molte noci rosicchiate, che si erano interrate, hanno fatto crescere dei teneri alberelli di noce, con grande gioia di nonno Talpone.
Quest’anno invece, durante una visita serale della nipotina, lei aveva purtroppo scoperto il fischietto e si era divertita ad usarlo con vari trilli, lunghi, corti, ripetuti e assordanti.
Troppo tardivo è stato l’ intervento del povero Talpone,che implorava di smettere, ormai i segnali ingannatori erano stati lanciati.
Giunsero di corsa gli scoiattoli per il banchetto, ma così pure i gatti cacciatori, infine anche la famigliola dei cinghiali.
Strilli, gemiti, lotte, fughe e striduli versi di rabbia e di morte.
Dovette intervenire con urla, torcia e la scacciacani anche nonno Talpone, su cui ricadde ovviamente la colpa del fattaccio.
Ormai l’accordo faticosamente raggiunto era rotto, tutti si incolpavano di tradimento, la bambina non la si poteva certo accusare di aver giocato con un fischietto.
Talpone è quindi ripartito con la sua scorta invernale, lasciando che la natura, con le sue leggi di astuzia e di prudenza, di prepotenza e di rassegnazione faccia il suo corso.
Ma non bisogna disperare, durante l’inverno, al suo ritorno, nonno Talpone riprenderà i contatti con gli animali, gesticolerà, sussurrerà, porterà regali a tutti.
Forse avremo un nuovo accordo ragionevole, gli animali non portano rancore e sono, nella loro natura, semplici e di buonsenso.
Non sono certo come gli uomini.