UNCLE FAIL AGENCY


Brigitte Bardot ventenne o Marisa Allasio ?
Stefania Sandrelli, anche matura, o Claudia Cardinale ?
Modelle brasiliane o muscolosi culturisti ?
Che scelta ardua quella di abbellire questo blog, arduo anche il copia – incolla.
Uno ci beve sopra e le ore scorrono via troppo in fretta.
E poi gli affari di zio Fiele, i suoi impegni di lavoro, ci sarà quella parte al Teatro Nuovo o al Teatro San Domingo che gli avevano fatto sperare ?
Per quanto riguarda gli investimenti fruttuosi purtroppo nonno Talpone sembra sordo nonostante che qua io, l’amato zio, non ci crederete, io lavoro completamente gratis.
Comunque visto che siamo sull’argomento se qualcuno avesse problemi di conservazione o miglioramento del proprio gruzzoletto io sono sempre disponibile a suggerimenti, consigli, gestione oculata di capitali.
“ Date e vi sarà dato” come dice il Vangelo.
“ Un Nome, una Garanzia” , come diceva sempre mio padre buonanima.
Perché, anche se sono sempre impegnato e ricercato, io sono una persona che si sacrifica per il prossimo.
La mia famiglia purtroppo è disgregata, Adamo ed Eva lontani, mio fratello Abele non c’è più, è mancato, sembra che l’abbiano ucciso.
No non sono stato io, lo giuro, non pensate male, lui era voluto tornare giù per ampliare il giro del mercato, ma non sono più i tempi di una volta.
La gente è diffidente, cattiva, prepotente.
O si è aggregati come ad una company , una multinazionale, o si fallisce.
Tempi duri per gli artigiani e per gli artisti.
Beati quelli che sono in pensione, loro si lamentano sempre, ma, dopo i loro 40 o 45 anni di lavoro, al primo del mese i soldini gli arrivano sempre, fortunati loro.
Per tornare ad argomenti più allegri ed interessanti sono felice di annunciarvi che ho scoperto qua vicino un’agenzia di promozione artistica per aspiranti modelle, guarda caso il proprietario è un vecchio amico mio, se volete una raccomandazione, una spintarella, chiedete pure, io vivo per l’arte e la bellezza.
Se poi siete giovanissimi io penso che sia giustissimo che coltiviate i vostri sogni di Vallette e Veline, il modo magico della televisione e del cinema vi aspetta, basta che abbiate già compiuto i 18 anni e potete venire anche da soli a firmare i contratti.
Ma c’è posto anche per le vostre mamme e le nonne, che possono voler sognare un avvenire e un futuro più roseo, il mondo appartiene alle donne, come dico sempre.
Qualcosa del genere lo affermava anche un grosso manifesto elettorale, che capeggia a tutte le fermate degli autobus di Milano:
“ Avete perso il lavoro ? Siete disoccupati ? Basta con la sinistra, votate per me, che come consigliere delegato della più grossa banca ho sempre risolto bene i miei problemi.”
Quindi abbiate fiducia, l’Agenzia Promesse Radiose è a vostra disposizione.
Zio Fiele, conosciuto anche all’estero come Uncle Fail vi ama tutti quanti e vi aspetta fiducioso.

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PIACERE, VALDEMORT


“Papà, papaaa, fammi vedere la zampa di Valdemort !”

” Grr, grr !”

” Dai su, fai il bravo, qua la zampa Valdemort !”

Sua madre ride felice fino alle lacrime, dopo oltre venti giorni insieme al figlioletto lontano é sempre in stato di adorazione giuggiolesca, a parte alcune divergenze su come preparare il ragù o l’arrosto con patate.

Nonno Talpone invece, con la mano destra gonfia e bluastra per le tre artigliate inflitte dal gatto Tobias, di proprietà del Martello di dio, quello che secondo opinione corrente dovrebbe essere anche figlio suo, si aggira per la piovigginosa Brighton con un’enorme cerotto giallastro sul dorso della mano, rinnovato giornalmente dopo disinfettanti e creme antibiotiche.

Giorni fa il suddetto Tobias è tornato a casa con l’orecchio sinistro lacerato e sanguinante, si sussurra che nonno Talpone, ma lui nega, abbia pagato un gatto killer per la vendetta.

Intanto la storia continua ogni giorno, quando lo incontra o lo presenta ad amici il figlio inglese lancia la sua ferale battuta:

” Fai vedere la zampa, dai Valdemort !”

Martellante com’è, nonno Talpone ha timore che tra poco, incontrando qualcuno, lui si trovi inconsciamente a tendere la sua zampa fasciata, mormorando:

” Piacere, Valdemort !”

UN TRANQUILLO NATALE


Alla fine abbiamo superato il punto critico.
Quello della partenza intendo, che angoscia tutte le persone sensibili, o quelle anziane se preferite.
Il problema per fortuna era già dimezzato in quanto la moglie Istrice Prussiana era stata categorica: solo lei sa preparare le valige, in questo campo come in molti altri il marito é sempre stato inaffidabile.
Cosí era rimasto solamente il suo zaino da preparare e nonno Talpone era stato almeno da due giorni ad angosciarsi su cosa metterci dentro e sopratutto cosa NON dimenticare.
Da persona previdente aveva scritto dettagliati fogliettini divisi in due colonne: cosa portare sú e cosa portare indietro.
Per il solito destino beffardo che lo perseguita i suoi foglietti, ma anche i quaderni, le agende,i taccuini tendono invariabilmente a nascondersi quando li crca.
Questo comporta nuovi elenchi e sforzi della sua debole memoria.
Alla fine aveva deciso: prima ditutto una tuta, magliette e scarpe da corsa per uno sperato illusorio allenamento alla mezza maratona.
Ma vi doveva trovar posto anche il portatile ( scordato ), i telefonini,il tablet, il phablet, lo smartphone,i vari carica batterie, i cavi di collegamento e il suo ebook reader ( dimenticato ).
Il tutto schiacciato dentro, sperando che non esplodesse davanti ai controlli dell’aeroporto.
Ma perché tutto questa tecnologia, piangeva da coccodrillo nonno Talpone.
” Bei tempi quando si usavano solo diari in marocchino rosso, penne, matite e temperino !”
Comunque sono arrivati nella casetta del Martello di dio, tra sorrisi, abbracci stritolanti, i previsti scontri verbali e sperano in un tranquillo Natale.
Natale sereno che ovviamente io e nonno Talpone auguriamo a tutti voi, forse ancora travolti dagli acquisti dell’ultima ora.

SETTE PIU’ DUE


Ti svegli in una mattina come le altre, dalla finestra scorgi un sole offuscato dallo smog, dalla strada salgono i soliti rumori di una città congestionata dal traffico, i gatti pretendono la loro colazione per poter poi dormire, loro che ti hanno svegliato con miagolii incessanti, strofinamenti, ronde ravvicinate e qualche amorevole zampata.
Aspetti che qualche umano ti dica qualcosa oggi, forse ti sei arrovellato con questo pensiero assillante dalla sera prima, in fondo capita una sola volta all’anno, per fortuna,ma non accade niente, tua moglie ti chiede con noncuranza i soldi per il parrucchiere, svuoti subito il portafoglio, in fondo che importa ?
Fai colazione e aspetti.
Niente, silenzio ovunque.
Poi alle dieci ti arriva una telefonata dalla cognata Paperoga, ti fa gli auguri, chiede quanti anni hai da oggi e si stupisce:
“ Così tanti ?”
Quando ti passa il cognato e lui ti chiede se già hai necessità di un catetere.
Finalmente la sensazione di gelo si scioglie, la moglie si ricorda anche lei, più tardi anche quei pochi amici che ti rimangono si uniscono negli auguri e nei hai bisogno per superare la barriera della ricorrenza.
A pranzo arriva la famiglia del figlio milanese con pacchi di regali e i nipotini cinguettanti, frenetici.
“ Nonno dove sono gli altri regali di Babbo Natale ? li apriamo subito ?”
“ Bambini ! Prima fate gli auguri al nonno, è il suo compleanno !”
“ Sì, ma li apriamo i regali, dai li apriamo ?”
E’ la celebrazione anticipata di Natale oggi e il compleanno unito di nonno e della smagliante mamma Tuttopiede, in seguito saremo separati per le feste.
Il nonno sorride paziente, oggi si è messa una camicia nuova e un farfallino amaranto che aveva indossato solo per il matrimonio del suo Martello di dio alcuni anni fa, si commuove e li scusa.
Li capisce bene perché se la matematica è una scienza esatta sette più due fa nove.
Con quell’età ipotetica di nove anni lui si sente decisamente dalla parte dei bambini.

SCINTILLE NATALIZIE


Buone notizie : nonostante la crisi dei posti di lavoro, nessuna aspirante dattilografa ( figuriamoci poi con miti pretese di pagamento ) si è presentata da nonno Talpone.
Ragion per cui il sottoscritto operatore ( scioperato ? perché mai ?) manterrà il suo posto al foglio scritto con penna stilografica e alla tastiera del computer.
A spiegazione della mia pretesa neghittosità devo peraltro precisare che sono stato in Umbria al mio campicello a raccogliere le poche olive del campo ( ma il giovane olivo Antonio ne portava parecchie ) , nonché a compiere le varie manutenzioni, a subire stoicamente un incredibile numero di inviti a pranzi e cene di pantagruelica quantità, a spaccare infine rami e ceppi per un camino quanto mai famelico.
Ma non ci si ferma mai, tra pochi giorni partiremo ospiti dalla coppia Martello di dio e Tasso irlandese per un periodo probabilmente fin troppo lungo.
Sarà senz’altro un piacere garantito se la coabitazione non scatenerà scintille.
Per ora mi auguro siano pacifici fuochi natalizi, ma conoscendo i caratteri spigolosi di nonno Talpone e del suo dolce Martellino non mancheranno sorprese.
Ma in ogni famiglia, come in ogni coppia, ci vuole anche movimento, altrimenti sai che noia !

PS
Sono riuscito a censurare nonno Talpone quando aveva precedentemente scritto :
“Dattilografa volonterosa, miti pretese, bella presenza, illibata cercasi “
Sai l’Istrice allora come si sarebbe scatenata !

BUON FERRAGOSTO


A tutti buon Ferragosto, festa tutta italiana, quindi auguri a quelli che sono distesi al mare, a quelli che sono a passeggiare in collina e in montagna, a quelli accaldati che vagano nelle città d’arte, senza dimenticare quelli che soffrono e non hanno niente.
Invece in Umbria come al solito si pianificano minuziosamente strategie di pranzi, cene, colazioni e merende, insomma le classiche magnate fuori porta, laute e saporite, abbondanti e ipercaloriche, da leccarsi le dita grondanti di olio e grasso.
Questa è solo la vigilia, ma è già un intrecciarsi di telefonate, appuntamenti, minuiose valutazioni di menu e di prezzi.
Ma oggi è anche l’anniversario del mio piccolo primogenito, sì proprio lui, il Promettente Avvocato, ormai dirigente stimato e temuto, ma per me, vecchio nonno Talpone, solamente il mio bimbo, anche se festeggia i 42 anni ben portati e quindi lasciatemi commuovere al ricordo dei suoi primi anni, a quei magici momenti passati insieme.
Che volete, è un cuor di papà che emerge spontaneamente da questo vecchio brontolone lamentoso, che si deve accontentare ogni tanto di stringere forte i suoi nipotini per avere un ricordo tangibile di quegli anni lontani.
Diciamo poi che anche i suoi due piccoli gnometti, ormai di 7 e 9 anni, stanno crescendo con vigorosa vivacità, il loro nonno fatica a sollevarli da terra, a gareggiare nelle corse con loro e tra non molto entreranno nella tumultuosa età dell’adolescenza.
Ma prima di entrare nelle pagane orge culinarie di Ferragosto permettetemi ancora di cullarmi nei teneri ricordi di quando mi scoprii improvvisamente papà, che magnifico titolo accademico !

PAPA’ E’ AL LAVORO MA TORNA


Da qualche tempo il posto di lavoro è un problema preoccupante per tutti, non solo per i giovani al primo impiego o per i cinquantenni che perdono improvvisamente il loro posto creduto sicuro, ma anche per quella classe di mezzo di specializzati tra i 30 e i 40 anni che devono adattarsi alle esigenze di chi vuole la loro esperienza e la loro duttilità, ma chiede anche di muoverli in posti più o meno lontani secondo la necessità.
Spesso le esigenze sono temporanee e il loro coniuge e i figli non possono seguirlo, per motivi vari : il posto di lavoro di chi rimane, la casa di proprietà, le scuole, o il supporto famigliare necessario.
Conosco molti figli di amici che per motivi di lavoro devono spostarsi e soggiornare all’estero o in città più o meno lontane, ritornando a casa solo il fine settimana.
Qualcuno sostiene che questo mette in crisi la famiglia e ne provoca la rottura insanabile.
Personalmente vi ho pensato molto, ma non penso che sia così; se il rapporto a due è basato su amore, rispetto e fiducia non basta la lontananza a dividere la coppia.
Se adesso sembra che l’impiego vada inseguito dove c’è e alle sue condizioni, non posso scordare che anche negli opulenti anni ’70 molti colleghi venivano al lavoro a Milano pur provenendo da lontane città, condividendo tra loro un piccolo alloggio, per ritornare a casa solo il venerdì sera.
Per non parlare di quelli che da giovane vedevo partire per la Francia, il Belgio, la Germania come emigranti e ritornare ai loro paesi solo per Natale, Pasqua e Ferragosto.
Quando ero ancora bambino ricordo che mio padre, tecnico di auto di formula 1, era spesso assente per una o due settimane, ma non per questo veniva a mancare a me o a mio fratello il senso della famiglia, che è stata sempre unita e affettuosamente partecipe fino alla morte precoce di mia madre.
E’ ben vero che un vecchio proverbio, troppo spesso citato, afferma che “ l’occasione fa l’uomo ladro “.
Ma bisogna essere ladri nell’animo o non sapere che cosa sia l’amore.
Purtroppo forse quest’ultima è l’amara verità.