PISAPIA E LA MADUNINA


Com’è allegra la vita del pensionato !

Basta non pensare ai soldi e ai conti da pagare e poter godere la compagnia dei bambini, nostri o quelli degli amici; il tempo scorre piacevole e veloce, per lo spettacolo non bisogna nemmeno pagare come quando si va al cinema.

Nonno Talpone e nonna Istrice sono stati ancora dai nipotini, cercando di distrarli da una furibonda battaglia a bastonate con le spade laser della saga di Guerre Stellari.

Sono nell’età in cui la lotta, gli spintoni, gli sgambetti e le mazzate hanno un richiamo irresistibile in questi maschietti solitamente tanto dolci.

Dato che sono ancora malaticci, non si possono portar fuori ai giardini per  correre e sfogarsi con i normali giochi di destrezza e di pallonate.

Finalmente riusciamo a convogliarli sui magici cubetti Lego, stranamente ora che sono grandini dispongono della serie duplo, mentre un anno fa i genitori li fornivano di quelli a pezzettini minuscoli da orefice.

L’importante è che si tengano occupati e tranquilli, Scoiattolino e Polipetto non gradiscono costruzioni complicate, solo case e torri, invariabilmente ardite e traballanti.

Per dare un tocco di novità chiediamo di costruire un palazzo per il sindaco Pisapia, spiegando che come responsabile della città si deve montare una specie di castello grande e maestoso con tutti i cubetti disponibili, dove metteremo anche gli omini degli uffici di governo.

“ Possiamo usare anche gli ometti Playmobil vestiti da cavalieri medioevali e da pellerossa ?”

“ Non proprio, prendiamo questi vestiti da poliziotti, diciamo che sono i vigili urbani, quelli che aiutano ad attraversare la strada davanti alle scuole “

“ Ah quelli che danno le multe “ precisano loro.

“ Va bene, fanno anche quello, adesso il poliziotto con il cappello più grande diventa Pisapia, mettiamo insieme una grande piattaforma, tu Scoiattolino costruisci insieme alla nonna, Polipetto riceve dal nonno i cubetti e li trasporta con il camioncino dallo scatolone al tuo cantiere”

I bambini lavorano con fervore ed attenzione, la forma è logicamente bizzarra, richiama la cattedrale di Gaudì, in cima ai pinnacoli mettono due sedili del Lego e qualche palma.

“ Perché quelle poltroncine e gli alberi ? – chiede perplesso nonno Talpone.

“ Così si può vedere il panorama dall’alto – precisa lo Scoiattolino – poi  i giardini servono per giocare sui tetti e Pisapia sta seduto con loro “.

“ Ma non credo che lui abbia il tempo di giocare, ha tanti pensieri e decisioni importanti da prendere “.

“ Allora ci metto la statuetta di Dart Fener, Pisapia lo metto tra i cattivi da combattere – afferma lui determinato e rabbioso.

Questo pare troppo a nonno Talpone, già il professore  M. gli procura continue delusioni, cerca quindi di salvare almeno il suo sindaco, inizia una trattativa serrata, alla fine si decide che si costruiranno giardini pensili sui tetti , invece di orrende mansarde, nonché delle piccole piscine per i bambini e Pisapia con i suoi vigili starà seduto tra loro a fare il capo dei buoni.

Poi combatteremo il nero Dart Fener e i suoi cattivoni, quelli che tolgono gli spazi verdi ai bambini della grande Milano.

Nonno Talpone ha promosso il sindaco al seggio in cima al palazzo comunale, una posizione un po’ scomoda, ma non preoccupatevi, in cima al Duomo manterremo sempre la nostra Madonnina.

“Stè tranquil, in sul Domm ghe sarà semper la Madunina”.

ICI PER TUTTI


Sarà forse un “ bastian cuntrari “ ( uno sempre fuori dal coro ) il nostro nonno Talpone, ma fin dall’inizio ha sempre apprezzato il Professor Monti, l’economista e docente universitario di fama internazionale che, con umiltà e determinazione, con capacità e humor, ha accettato l’incarico temporaneo di dirigere e mettere in rotta lo sconquassato barcone italiano.

Da pensionato del ceto medio piccolo nonno Talpone ha subito e subirà salassi non indifferenti, ma notevole è la sua soddisfazione di essere finalmente ritornato, come cittadino italiano, ad una dignità di livello europeo e non da terzo mondo bunga-bunga.

Bisogna anche ringraziare l’altro signore della nostra politica, il “ Nonno Giorgio “ Napolitano, quello che pur nei limiti del suo mandato presidenziale ha fatto il possibile per evitarci una catastrofe.

Detto questo nonno Talpone, che non vuole dare lezioni di politica a nessuno, deve segnalare ai suoi lettori che stamane, letti i giornali, se l’è presa con il suo stimato Professore.

Ma come, proprio adesso che il nostro eroe, da baldo vecchietto, con una delle sue geniali ed effimere trovate, stava preparando una dettagliata proposta da sottoporre alla prossima assemblea condominiale per destinare il vuoto locale della portineria ad uso cappella di culto, quale ancora non si sa, ma da deliberare con apposito democratico voto, esentando ipso facto dal pagamento dell’ICI tutti gli abitanti del palazzo.

Stamattina invece il Professore dichiara che il Governo farà pagare questa tassa a tutti gli edifici non esclusivamente destinati al culto.

Sarà anche vero che in questo modo la Comunità Europea non ci infliggerà l’ennesima multa milionaria, che la povera Chiesa dovrà sborsare qualcosa per i suoi alberghi, ristoranti, palazzi ad uso uffici, non è per non pagare le tasse, ma ora nonno Talpone non potrà più essere osannato dai condomini come padre salvatore del vecchio caseggiato in cui abita da 70 anni, perderà anche una eventuale, possibile futura targa  ricordo ad memoriam.

E no caro Professore, questo scherzo  non glielo dovevi proprio fare.

UNA MORBIDA POLTRONA


Ho l’impressione che nonno Talpone non abbia molto gradito il resoconto del suo ultimo fallimento, questa volta nel campo culinario, in cui si era creato tante effimere illusioni.

Sarà anche per il fatto che ieri lo ha improvvisamente assalito un nuovo feroce attacco di labirintite, che lo fa beccheggiare come un vecchio battello nella tempesta.

Lui confida amaramente che è come muoversi durante una sonora sbronza, senza nemmeno il piacere di aver bevuto del buon vino.

Ma nelle bufere possono capitare anche momenti di pausa solari.

L’altro giorno a casa dei nipotini ha assistito la moglie, novella Nonna Papera, che insegnava ai bimbi come rullare la pasta con piccoli mattarelli per fare la sfoglia e tagliare i maltagliati, che sarebbero in seguito serviti per cena ai loro genitori.

Una parte complessa è arrotolare per bene le striscioline di pasta per creare i ricciolini da far essiccare.

Stando a fianco del più piccolo, l’irrequieto Polipetto, nonno Talpone, ridotto alla usuale figura di comprimario, lo aiutava a rullare la sfoglia e ad arrotolare le sue fantasiose creazioni.

Ben presto il piccolo si è stancato e ha trascinato il nonno in sala per vedere un cartone animato.

“ Ma non giochiamo insieme ?   Non disegniamo qualche dinosauro, un vascello pirata o una nuova mappa del tesoro ?”

Niente da fare, Polipetto era stanco, ha scelto una Toy Story e si è accucciato vicino a Talpone sul divano, per poi chiedere con voce lamentosa “ Nonno mi coccoli ?”

Mai invito fu più gradito, cosa conta mai la gloria culinaria ?

Il piccolo gli si è rannicchiato in grembo, avvolto e stretto delicatamente dalle sue braccia protettive.

Poco dopo Polipetto si gira di fianco, tasta con la sua manina la comoda poltrona e afferma soddisfatto “ Proprio morbida ! “

 

PERCHE’ CHIAMARSI NONNI


E’ finalmente caduta la neve a Milano, siamo tornati a casa da poco con una scarsa visibilità, con l’auto coperta di un tappeto soffice e biancastro, fa molto freddo, nonno Talpone con un moto di stizza involontaria si chiede ancora una volta perché deve farsi sempre chiamare “ nonno “, già la sua salute in questo periodo è stata messa a dura prova, ci manca questa parola “ nonno ”, che gli pare pesare come un ulteriore macigno sulle sue spalle di preteso giovin signore con un’insopprimibile voglia di fare, conoscere, sperare, ricercare le cose curiose di questo stranissimo mondo.

Ecco, ho citato ben tre volte quella parola che non volevo nominare, quella che stasera mi opprime leggermente.

Mi telefona il figlio brillante avvocato, chiede notizie dei nipotini che abbiamo lasciato mezz’ora fa nelle mani affettuose della loro mamma, non appena ritornata dal lavoro.

Già, anche oggi ci siamo goduti i piccoli ammalati, questi si scambiano i vari ceppi di influenza come fossero figurine da collezione.

Ci lamentavamo di non vederli più spesso ed ecco, grazie alle varie forme influenzali, ora è la seconda settimana che tra tosse, febbriciattole, doloretti al pancino possiamo stare insieme e giocare tutto il giorno, a casa nostra o nel loro appartamento.

E’ incredibile quanti passatempi nuovi si possono inventare insieme, quante recite improvvisate abbiamo organizzato, una commedia dell’arte puerile e primitiva, forse come era stata creata alla sua nascita nei tempi lontani.

Poi, quando ci si deve purtroppo lasciare, sorge qualche lamento e lacrimuccia, il piccolo Polipo l’altro giorno ha cercato perfino di nascondersi dietro le tende, sperando di essere dimenticato nella stanza dei giochi dei nonni.

Ci si abbraccia, bacetti e saluti “ A domani nonno Talpone”.

Chissà perché, quando è pronunciato dai nipotini, quel nome così impegnativo mi fa ringiovanire di sessant’anni.

PRIMI IN CLASSIFICA


L’intervento dei nonni per curare e seguire i nipotini ammalati si è prolungato tre giorni, poi gli altri nonni hanno richiesto con decisione di effettuare un ricambio, perché si sa, un nonno ha sempre paura di essere dimenticato.

L’anziano si chiede “ Oggi non mi hanno chiamato, si saranno dimenticati di me ?

I nipotini se non mi vedono almeno due volte alla settimana potrebbero pensare di poter vivere senza noi nonni.

Se chiamano gli altri e non noi, significa che non ci vogliono più bene?

Siamo forse retrocessi in categoria B, come nei gironi dei campionati?”

L’angoscia di molti nonni è proprio quella del declassamento e la perdita della categoria A, i primi in classifica, quella che garantisce lo scudetto.

Parlo evidentemente dei casi in cui ci sono due coppie di nonni disponibili, il che non sempre accade, è senz’altro un’eventualità fortunata per le coppie di giovani sposi, ma richiede loro una notevole dose di pazienza e di diplomazia.

Nonno Talpone ritiene di essere immune da questo morbo, lui afferma che accetta senza discutere anche la categoria B, garantisce che la cosa importante è divertirsi con i nipotini quando può e ogni volta che è richiesto.

Ma forse non è credibile nemmeno questa sua affermazione, come molte altre di quello che lui pensa e afferma, chi può indagare nelle profondità dei sentimenti del cervello umano, che quando invecchia certe volte fa emergere sorprese impreviste e incredibili.

Comunque lunedì scorso era lo Scoiattolino ad esse colpito da tosse e febbre, il giorno seguente si era ammalato anche il secondo, il capelluto Polipetto ( vulgo la Piovretta ) con un febbrone da cavallo e vomito.

Quindi terzo giorno di intervento nonnesco, la serie B, con il difficile e faticoso compito di interessare e far giocare i piccoli affetti da attacchi di febbre e malessere generale.

Loro poverini richiedevano continue coccole, attenzioni, pazienza e spirito d’inventiva.

Alla fine, la sera prima di uscire per ritornare a casa nostra il Polipetto ha voluto stringere al collo nonno Talpone e baciandolo ha balbettato “ Nonno, tu .. tu .. sei il primo !”

Incredulo, quasi sveniva dall’emozione quel vecchio pirata dell’isola che non c’è, l’ha stretto ancor più forte a sé.

Il piccolo, respirando dopo il quasi soffocamento ha proseguito “ Ma … ma… la pr…prima è nonna Istrice !”

Abbozzo di sorriso, pazienza.

Ma il Polipetto non aveva ancora finito “ Pe…però … la …prima è mamma !”

Va bene, è anche giusto così.

Un grosso respiro e il bimbo conclude in fretta “ Sa… sai … il pri… primo è papà !”

Siamo felici di annunciare che è emerso un nuovo esperto diplomatico, l’ultimo erede della famiglia dei primi di Milano, quello che gestirà le future eventuali contese.

SONO SEMPRE INVITATI


“ Pronto papà, come stai?”

Giorni fa ha chiamato il figlio promettente avvocato, nonno Talpone è sempre felice di sentirlo e per un attimo ha sperato che gli avesse telefonato per essere invitato a pranzo con moglie e nipotini.

Invece no, era una chiacchierata generica di saluto e il nonno alla fine osa chiedere se per caso ci si può incontrare.

“ No – ha risposto lui – siamo impegnati con gli amici per il fine settimana, stamattina c’era lo Scoiattolino che voleva venire da voi, ma gli ho spiegato che non poteva perché non era stato invitato, non si può andare dai nonni se non sei stato chiamato appositamente, così si è convinto e, tutto abbacchiato, è andato all’asilo”.

“ Cosa hai fatto ! – ha tuonato nonno Talpone – io li voglio sempre i miei nipotini, la mia casa è aperta a loro e a tutti i bambini, ci mancherebbe altro. Ma come si fa a fare certe  affermazioni ? Fai perdere la fiducia nei nonni ! Che mondo !”

Era proprio furente, dopo la telefonata a cominciato a bofonchiare “ Lo diseredo, gli sbarro la porta di casa !”, nonna Istrice ha cercato di calmarlo, ci si spiegherà in seguito, non bisogna drammatizzare, i figli sono fatti così, bisogna sopportare.

Ma ieri mattina alle sette uno squillo ha svegliato dal sonno i nonni, il figlio milanese, si proprio lui, il promettente avvocato avvisa che lo Scoiattolino ha la febbre, loro devono andare al lavoro, se noi potessimo …

Come se suonasse l’allarme, ci si alza di corsa, ci si veste in fretta e si corre fuori, come pompieri chiamati ad un incendio.

Evviva, siamo stati chiamati, siamo necessari, forse essenziali.

Mentre si affanna verso l’automobile, con i borsoni delle provviste, nonno Talpone brontola “ Ah ma mi sentiranno, cosa credono, glielo devo dire, sono uomo di principi io, i permessi, gli inviti, basta, poveri piccoli.     Cara, abbiamo portato il brodino, le arance per la spremuta le compro dopo, chissà cosa manca per il pranzo, in ogni caso ho portato la mia scorta di taralli, quelli fanno sempre bene “.

LA CAVERNA DEL TESORO


I due nonni si avviano leggermente emozionati a  prendere in consegna dall’asilo i piccoli nipotini, non li vedono da 20 giorni, a loro sembra un tempo infinito.

Probabilmente anche loro hanno avuto la stessa impressione, quando ci vedono ci corrono incontro con un abbraccio frenetico, come tanti koala aggrappati agli alberi di eucalipto.

Bacetti, caramelle, domande concitate “ Come state ?  Come sono andate le vacanze ? Vi siete divertiti ?”

Domande fatte senza aspettare le risposte, forse per mascherare l’emozione.

Sembrano incongruamente divenuti più alti, abbronzati, vivaci.

Subito lo Scoiattolino accusa con voce irata “ Sono trentamila giorni che siete stati via !”.

Non importa l’esattezza del numero, per lui significa un lungo periodo di lontananza, ci fa sentire in colpa, in fondo i nonni hanno anche dei doveri.

All’uscita ci si scatena a fargli provare l’ebrezza dell’equilibrista da circo sulla ringhiera di fronte alla scuola, poi gare di corsa lungo i marciapiedi, corse con salti acrobatici laterali, lanci in aria, via di corsa a casa per la merenda.

Loro dichiarano che non vogliono uscire ai giardini, si gioca in casa.

Prima con le sedie messe a terra si costruisce un trenino, il piccolo fa da guidatore, il grande da fuochista e controllore.

Questo treno tende a deragliare spesso, ma nessuno si lamenta, poi il nonno si ricorda di avere la sua pila d’emergenza in tasca ( ansietà per le emergenze, insieme al coltellino svizzero e ai quattro telefonini ), cosi si spengono le luci e il treno può girare al buio per la casa, lunghe gallerie, deragliamenti che divertono i passeggeri, cuscini di carbone che vanno nel tender della locomotiva, vendita e distribuzione di biglietti ferroviari al modesto costo di un centesimo ( impara Mauro Moretti, che prima di diventare presidente delle FS eri sindacalista).

I piccoli vogliono mostrare i loro tesori, già, i sacchetti di monete italiane fuori corso e i penny inglesi che gli avevamo regalato prima di Natale, nonché la mappa del tesoro che si era disegnata insieme in un pomeriggio lontano e che lo Scoiattolino trae fuori con importanza da un vecchio portafoglio che tiene nel taschino.

Scovano nella libreria due lumini elettrici dalla rossa luce intermittente che hanno ricevuto in ricordo di Medjugorje, inseriscono pile e lumini in un tubo di plastica trasparente e si crea magicamente la magica caverna del tesoro.

Si proclamano guardiani ufficiali, pretendono uno statuto, che diligentemente lo Scoiattolo ricopia con segni geroglifici su un pezzettino di carta.

Ecco le regole stabilite:

– Alla mattina il guardiano capo si sveglia e apre il cofano del tesoro che casualmente   ha la forma di scatola da scarpe

– Il capo conta attentamente la quantità dei dobloni e segna l’ammontare finale

– Si fa l’ispezione per una sortita contro i vascelli spagnoli

– Il capo rinchiude le monete nella cassaforte e attiva il sistema di allarme

– Il guardiano veglia all’entrata della caverna

Ammutinamento improvviso della Piovretta che, data la mancanza di incarichi onorifici personali, restituisce i gradi e abbandona la caverna trascinandosi dietro il nonno con compiti di disegnatore, narratore di racconti e appoggio morbido per godersi per la trecentesima volta Toy Story 2, sdraiati sul divano della sala.

Più tardi arriva stanca dal lavoro la mamma dei pargoletti, stupita dal silenzio e dal crepuscolo della casa.

Per fortuna il treno di sedie era già stato rimessato al posto usuale sotto il tavolo, evitando rovinose cadute alla nuova arrivata.

Si accendono tutte le luci, si mettono a posto i lumini, il tesoro dei pirati e altre attrezzature.

Il piccolo si lamenta “ Non è che adesso andate via ? Rimanete a cena, poi a dormire, domani la colazione, insomma per sempre”.

I nonni sono leggermente imbarazzati, con gentilezza pian piano li convinciamo a lasciarci andar via, con la promessa di vederci appena possibile, magari domenica a pranzo.

“ Cosa volete da mangiare ?”

“ Gnocchi al ragù “ Rispondono in coro.

“ Per secondo cosa prepariamo ?”

Un attimo di pausa di riflessione, poi gridano “ Gnocchi al ragù !”

Con questa promessa ci lasciamo, con qualche rimpianto, soddisfatti delle ore di gioia passate insieme, siamo solo nonni, dobbiamo lasciare spazio ai genitori.

Il giorno dopo quando nonno Talpone stava finendo di scrivere sul computer queste righe ha cominciato ad accusare brividi freddo alle ossa, è iniziata una febbre maligna e abbastanza alta che si è trascinata fino al ritorno dei piccoli e ora insieme ai leggeri capogiri lo tiene in uno stato leggermente confusionale.

Passerà, c’è un gran gelo ma ormai le giornate si allungano e tra poco dovrà essere primavera.

 

BIANCANEVE VA ALL’€™ASILO


I nonni, si sa, sono come i Pompieri o il Pronto Intervento.
Per le mamme e i papà che lavorano, in caso di necessità, i genitori o i suoceri, i nonni insomma, quando fortunatamente ci sono e sono disponibili, diventano il riferimento obbligato, facile e gratuito.
Inoltre i nonni attuali, quelli giunti fortunosamente in pensione, una razza in via di estinzione come i panda e le tigri siberiane, sono ben felici di correre in aiuto ed assistere gli amati nipotini.
Per esempio nonna Istrice si scioglie subito, con voce dolce panna, per correre a giocare il più a lungo possibile con i pargoletti, quelli che gli ricordano i suoi figli quando avevano la loro età, ringiovanendo subito di trent’anni, senza lifting, massaggi o percorsi benessere.
Nonno Talpone invece ha una dignità da mantenere, per cui quando ne è richiesto, lui brontola, puntualizza, solleva cavilli e condizioni.
Nel frattempo si affanna ad allacciarsi le scarpe con le stringhe che si arrotolano come vipere, cerca gli occhiali, controlla il livello della scatoletta magica delle caramelle e coca coline, per precipitarsi fuori ansimando, come appunto i pompieri chiamati in azione.
Se potesse lui disporrebbe una pertica per scivolare a terra più in fretta, azione sconsiderata, calcolando sia la sua dubbia preparazione atletica, sia il fatto incontrovertibile di abitare al terzo piano del suo vecchio fabbricato.
Ieri mattina vi era stata una chiamata in servizio urgente.
La dolce avvocato Tuttopiede usciva alle 7 per correre in stazione verso una  riunione urgente in una lontana città, il figlio promettente avvocato doveva essere fuori casa mezz’ora dopo per una riunione urgente.
Situazione ideale per nonno Talpone, lui era finalmente necessario, utile, quasi indispensabile.
Ha imposto alla moglie di rimanere a letto a dormire, si è alzato di corsa alle 6, unoyogurt veloce al caffè per darsi energia e poi fuori di corsa a piedi verso il villaggio residence di Wisteria Lane.
“ Ma quale macchina, quali mezzi pubblici, si va a piedi !”Si è detto con piglio mascolino da capitano coraggioso.

Avrebbe portato anche il campanellino con il manico di legno, comperato in una fiera 20 anni fa, tanto per segnalare in strada l’urgenza dell’intervento richiesto.
Le strade erano però quasi vuote e con un improvviso guizzo di lucidità aveva realizzato che qualche autoambulanza di passaggio avrebbe potuto fraintendere le sue intenzioni e portarlo in un’altra destinazione non voluta.
Arrivato trafelato nell’appartamento dei piccoli, li ha trovati tutti beatamente a fare colazione con latte e biscotti.
Nonno Talpone ha imposto al figlio di uscire subito per andare al lavoro e lasciargli libero il campo.
Nonno e nipotini tutti soli, che bellezza!
“ Piovretta mangia il tuo dolcetto, le camilline sono così buone ( falso, ma pazienza, non tutti amano i taralli al finocchietto)”
“No, non voio più, voio cartoni ‘nimati, quello coi gatti”
“Piccolo mio, vuoi diventare grande come il nonno ?”
“Si, voio grande, ma camillina no !”
“Piovretta, se vuoi diventare grande devi mangiare la Camillina. Altrimenti la Camillina mangia te ed è lei che diventa grande. Ti faccio il disegno con il biscotto che ti mangia e diventa grande lui?”
“ No, mangio io, ma poi cartoni !”
“ Vedremo, tu Scoiattolino vuoi ancora della Nutella sul pane? No, con la fetta di pane, non in bocca a cucchiaiate !”
Incitamenti e storie, pulire, spalmare, far indossare sciarpe, cappotti, cappelli.
Al momento di uscire la Piovretta si butta in terra e strilla con le lacrime agli occhi “ No, non vado alla casa dei giochi, voio a casa con nonno!”
Crisi diplomatica, per fortuna vi è solo un ribelle da convincere.
Brillante idea talponiana “ Piovretta, hai presente Biancaneve e i sette nani ? Bene usciamo fuori, voi fate i nanetti e si canta in coro.  Andiam, andiam , andiamo a lavorar, ta , ta, ta…”
Lo strattagemma funzione alla perfezione: in fila indiana nonno Talpone ( o Biancaneve ?), seguito dai due nanetti intabarrati, marcia con passo cadenzato verso l’asilo comunale cantando la strofetta magica.
All’arrivo madri assonnate e affannate, che poi devono correre al lavoro.
 Ragazze, lasciate fare a noi nonni !

DOMENICA DI FESTA


La mano fasciata  gli duole ancora, i denti sono un sottofondo di tormento, però nonno Talpone ha vissuto un bellissimo fine settimana.
Il nipote Scoiattolino ha finalmente avuto il permesso dei genitori di potersi fermare a dormire dai nonni, con sua e nostra grande felicità.
Spiace per il fratellino Piovra, impegnato in una festa con le sue amichette, quelle che amano spupazzarselo come un bambolotto, il prossimo turno sarà il suo.
Nonna Papera ( versione melensa per i nipotini della famigerata Istrice Prussiana ), come al solito, uscita da un convegno, ha svuotato il supermercato, preparato e cotto pietanze bastanti ad un condominio, coinvolto il piccolo nei segreti della cucina umbra e finalmente a fine serata ha diviso innumerevoli storie e lettone con lui.
Nonno Talpone era in seconda fila, dormendo nel lettuccio degli ospiti, ma poi al mattino è stato invitato in esclusiva a partecipare al gioco del papà che va al lavoro in ufficio, telefona, scrive istanze, resoconti, memorie, con una dovuta serietà e partecipazione.
Finalmente terminato il gioco-lavoro a tarda mattinata sono usciti insieme per acquistare i giornali e i giochini all’edicola davanti casa.
Con gioiosa determinazione hanno fatto le gare di corsa ( non so come, vince sempre il piccolo, accidenti !), saltato sulle lastre bianche e marroni del piazzale, senza mai toccare le giunzioni.
Forse qualcuno avrà deriso il nonno spilungone, con il braccio avvolto nella fascia rossa al collo, che saltellava e faceva giravolte insieme al suo Scoiattolino.
Vi assicuro, che felicità !
Altro che Serenase, Aulin e grappini, Talpone era pronto anche a fare le capriole se  glielo avessero chiesto.
 

NONNI IN MISSIONE DI PACIFICAZIONE


L’Italia è in pace da 65 anni circa, poco meno dell’età di nonno Talpone, eppure ogni anno si sente parlare di guerre e di conflitti, ma noi siamo in pace.
Al massimo mandiamo i nostri ragazzi in missione di pace o di pacificazione e li salutiamo e onoriamo quando qualcuno, troppi purtroppo, ritorna chiuso in una bara da benedire e da seppellire in un cimitero.
Dobbiamo risparmiare sulle spese dello stato, tagliamo stipendi e posti di lavoro, ma la nostra pacificazione di guerra non si può tagliare, come se fosse una questione di onore nazionale.
La Chiesa tace prudentemente, esprime solo preoccupati voti di pace, forse ha ancora qualche fiduciario nei consigli di amministrazione delle fabbriche di armi.
Da molti mesi nonno Talpone ci ragiona sopra, non ne ha scritto ancora perché o era appena morto un nostro ragazzo o sembrava di cattivo augurio il parlarne.
Ma la soluzione lui ce l’ha da tempo e ragionevole : mandiamo in missione i nostri nonni pensionati e lasciamo a casa a lavorare e a curare figli e famiglia i nostri giovani.
Talpone si offre volontario per primo naturalmente.
Almeno cinque sono le buone ragioni :
– Se muore un uomo di 65 anni fa meno danno alla società del decesso di uno di 20-30 anni, noi la nostra vita l’abbiamo vissuta, loro no
– La pensione è sempre più misera, come camperemo tra 10-15 anni ? Facciamola finita subito in bellezza
– Perché parlare poi di morte ? I nonni hanno più esperienza e saggezza per parlare con i decani di quei posti lontani.        Dal novero degli anziani dobbiamo escludere dalla missione gli uomini politici, quelli non so se ci si può fidare a metterli fuori degli asili per regolare il traffico.
– Dato che saremo in missione di pacificazione riterrei inutile andare sul posto con le armi ( anche se Talpone sa sparare bene e senza problemi ).      Direi di portarsi dietro una copia del Corano, anche in lingua originale, una scacchiera, del buon caffè di torrefazione italiana, soprattutto tanta pazienza e comprensione.
– Per iniziare si potrebbe prestar servizio presso gli ospedali di Emergency, con umiltà e discrezione.
Ritengo che oltre ad un enorme risparmio di denaro pubblico, daremmo un’immagine migliore della nostra Italia, come novelli francescani laici, senza altro messaggio che la comprensione da uomo a uomo.
Personalmente ho sempre parlato con musulmani, anche quelli radicali, con curiosità e rispetto della loro religione e non ho trovato ostilità.
“ L’unico vero problema è che non potrei godere dei benefici del generoso succo della vite “ questo è il lamento di nonno Talpone, la sua unica preoccupazione di avventuroso missionario da comoda poltrona.