GUARDA CHI SI RIVEDE !


Ammettiamolo subito: io quasi non ci speravo più, in queste ultime settimane avevo temuto che il mio amico nonno Talpone fosse evaporato nell’aria come uno sbuffo di vapore dal tegamino della mia consueta vita quotidiana, da spiritello bizzarro e monello quale si è sempre mostrato.

Invece ora, dopo una settimana passata all’isola di Ventotene in compagnia del cognato Lingua di Ferro, instancabile e logorroico sindacalista, eccolo che appare tra le piante di noci al cancello della mia casetta umbra, ove mi sono fermato per una breve tappa intermedia prima del rientro a Milano.

Non c’è più il profumo acuto di salsedine, quel mare ammaliatore, dal blu intenso e cangiante, ma questa vaga atmosfera da sogno, tra il verde sfiorito autunnale e il fruscio delle foglie ingiallite, l’ha fatto materializzare improvvisamente, come un solerte custode di una vecchia villa accorso a salutare il padrone appena arrivato dopo un lungo viaggio.

Senza darmi tempo di potergli chiedere dove si fosse nascosto, assentato come per un’improvvisa vacanza, irrispettosa e poco professionale nei riguardi dei suoi lettori, ha iniziato subito a inondarmi di racconti affabulatori, progetti, rivelazioni, associazioni di idee, osservazioni originali e folgorazioni subitanee su fatti recenti e persone appena conosciute.

Poi, mentre il cancello di ferro si apriva cigolante, come richiamati dal suo stridore  si sono precipitate dai cespugli e dagli alberi lontani le varie gatte di casa: Stellina, Hilda, Musetta, Baffetta, Merlina e Trovatella, con un coro di miagolii festosi, ma imperativi di richiesta di cibo.

Scarico i bagagli, preparo il pranzo felino, tolgo le barre di ferro dalle finestre e mentre cerco di chiamare la mia dolce metà, squilla il cellulare, è Lei, il mio amore quarantennale.

Scambi vicendevoli di notizie, la informo che, a parte un leggero ronzio, le mie orecchie sono ancora intatte dopo la dura prova subita nella settimana passata insieme al mio caro cognato sindacalista, proprio lui, Lingua di Ferro, mai ammutolito di giorno, russante la notte per le grandi bevute.

In verità vi erano state delle ore di pausa quando si nuotava insieme al mare, con maschera e boccaglio, quest’ultimo sfortunatamente da lui smarrito dopo un paio di giorni.

Sua moglie quando l’ha rivisto e abbracciato ha detto “Sei già tornato ? Sono stata  così bene quando ero sola. La casa era sempre lustra e pulita, ho cenato spesso con le amiche. Mi sono proprio riposata !”

“ Buffo vero ? – ho ridacchiato io – Comunque sono sempre una bella coppia affiatata.  Adesso sistemo un paio di cose, ma pensavo di tornare in treno domattina, ti sono mancato, vero ?”

“ Ma caro – è stata l’affettuosa risposta – ci sono tanti lavoretti da fare in campagna, sarebbe un peccato trascurarli ora che sei già lì. Chiama il tuo amico rumeno e fai preparare le buche per gli ulivi, le viti e i peschi. Tu potresti potare le piante, zappettare, verniciare gli sportelloni di legno.

Scusa adesso ti debbo lasciare, ho l’appuntamento con la parrucchiera e poi sono fuori con la mia amica Eva, è tanto in ansia per il marito.

Ciao amore, torna presto !”

18 GRADI


E’ una bellissima, chiara giornata di sole quella che si vede dalla finestra della casetta di Cambridge, dove nonno Talpone e nonna Istrice sono approdati dopo un’improvvisa deviazione di viaggio, dato che il figlio Martello di dio aveva insistentemente richiesto la presenza di mamma e papà, per avere il piacere di vederli.

Con l’occasione naturalmente nonna Istrice ha avuto l’insperata possibilità di mostrare le sue capacità di lavare piatti e pentole sporche nel lavello, di cucinare saporiti manicaretti di pesce per gli affamati residenti, di scaricare provviste di vino, olio, prosciutto, parmigiano e altre prelibatezze per circa 20 kg di cibarie.

Perché i nonni sono sempre giovani, anche se hanno il mal di schiena, i dolori artritici e altre amenità, brontolii talponeschi compresi.

Anzi, dato che recentemente non hanno potuto praticare la palestra e la piscina per la quinta età, quella dei quasi scoppiati, il buon Martello ha fatto loro organizzare e preparare gli scatoloni per il suo trasloco, che avverrà entro fine settimana.

Così sabato e domenica, appena dopo il loro arrivo, hanno potuto trastullarsi e  farsi passare il magone per l’assenza dei nipotini, ma, per la verità, sono stati in seguito  ringraziati calorosamente.

Anche perché hanno portato finalmente il sole in Inghilterra, dopo mesi di piogge continue.

In Lombardia, senza di loro, è arrivato invece il maltempo, ma forse questo era gradito dai residenti, oppressi da tempo da una calura infernale.

Bene, ora hanno una pausa dalla sorella di Cambridge.

Senza nipotini urlanti ( sigh ! mi mancano! ), senza scatoloni da trasloco, senza afa e sudore.

Perché qua c’è il sole, ma nell’arco dei 20 gradi, che farà impazzire di gioia gli inglesi, ma per noi è primavera.

Sul lungomare di Brighton, con golfino e giacca a vento, nonno Talpone e nonna Istrice hanno rimirato stupiti bambini e adulti che si tuffavano allegramente nel mare scuro e gelido.

“ Ma quale gelido ! – precisava il Martello  in una pausa di passeggiata pre-lavori di impacchettamento –  ci saranno 18 gradi !”

A quel pensiero i due vecchietti avevano avuto un brivido lungo la schiena e avevano pensato se era il caso di indossare un altro golfino.

RITORNO IN ITAGLIA


E’ stata senz’altro un’esperienza anomala, difficile da interpretare, questo rapido viaggio a Parigi di nonno Talpone e sua moglie.

Erano abitati a periodi, anche lunghi, passati in Umbria o in Inghilterra, ove risiedono i parenti, alle vacanze con i nipotini al mare.

Qualche anniversario di matrimonio in capitali estere con viaggi organizzati, ma questo breve assaggio di uscita in libertà l’ha prima impaurito come al solito, poi l’ha stupito e reso perplesso.

La Parigi dai grandi spazi, dal senso gioioso e moderno di godere la vita l’ha riportato indietro di 50 anni, all’epoca della sua prima fuga solitaria da Milano, dalla routine di un lavoro sicuro, dal senso di benessere borghese che gli era stato imposto.

Ancora 30 anni fa vi era ritornato in treno con la giovane famiglia, lo sbarco alla gare de Lyon, le lunghe frenetiche camminate tra giardini e musei, trasportando spesso il figlio più piccolo sulle spalle, ove si addormentava, ignaro di quei boulevard meravigliosi e senza fine.

Ora nonno Talpone si è stupito della lunghezza di quei percorsi, dell’energia che disponeva nel visitare e ammirare tutto il possibile.

Ora, sotto la pioggia continua di questa strana vacanza, risente della fatica, dei dolori alla schiena e al ginocchio, irritato per la sua fragilità e gli rode la nostalgia dei nipotini lontani.

Poi, passati un paio di giorni, l’ha rianimato la scoperta della gioia di vivere dei parigini, il piacere dei bistrò ove bere, mangiare, leggere senza problemi e con poca spesa, gli incontri multiculturali possibili, la gentilezza, la pulizia, l’ordine e la funzionalità.

Come vorrebbe avere la forza di accompagnare lo Scoiattolino e il Polipetto alla scoperta di questo mondo.

Poi è venuto il momento della partenza e all’uscita dell’aeroporto della Malpensa, mentre attraversava tranquillamente le strisce pedonali, nonno Talpone  stava per essere investito da un autobus pubblico, l’autista guidava veloce salutando un collega e guardando dall’altra parte.

Si era tornati in Itaglia.

SEPARAZIONI E MALATTIE


Il piccolo Scoiattolino ha da giorni una tosse insistente e logorante, qualche linea di febbre, forse di origine virale, ma è stato felice di stare a casa con i nonni.

Il fratellino Polipetto, invidioso della sua posizione privilegiata, si è rifiutato di andare all’asilo e , data la sua fermezza di origine martellesca ( che dio assista i suoi poveri genitori ), naturalmente ha vinto sempre.

Anche nonno Talpone da giorni soffre di mal di stomaco, continua l’uso di antibiotici, Buscopan, patate bollite e acqua, ma quando si trovava in compagnia dei nipotini si è sempre divertito in modo fanciullesco.

Giocare una giornata intera è un privilegio, faticoso magari, ma sempre meglio degli sforzi muscolari in piscina o in palestra.

Oltretutto è gratuito.

Non poter uscire di casa naturalmente può essere limitante, ma non ci si è mai annoiati.

I loro bellissimi galeoni dei pirati, i Lego di Harry Potter con relativo castello e trenino, il Jumbo gigante cabinato con passeggeri sono giocattoli estremamente costosi e affascinanti da ammirare, ma sembrano servire più ai padri che ai figli.

Nonno Talpone ricorda perfettamente che il figlio promettente avvocato aveva acquistato per il piccolo, quando questi aveva meno di due anni, un’autopista da formula uno, una mini ferrovia elettrica, una gru gigante e un’auto telecomandata, che in realtà lui usava spudoratamente con i suoi amici trentacinquenni.

A noi piccoli bastano una decina di cuscini, un paio di spade di plastica, qualche sedia, due coperte, scatole di cartone, spiccioli di monete oltre a qualche altro oggetto casalingo per improvvisare decine di giochi fantasiosi e scatenati.

Il treno di sedie che percorre la prateria degli indiani, la tenda dove ripararsi sotto la tempesta, la scatola del tesoro nascosto, l’assalto al vascello spagnolo, il duello tra Peter Pan e Capitan Uncino, la cucina del ristorante, le bastonate sul nonno e relativi bernoccoli su cui lanciarsi a tuffo, le battaglie a cavallo, il palazzo del sindaco Pisapia, la guerra sulle astronavi che lanciano missili cuscini.

Tutto o quasi messo a posto prima del ritorno a casa di mamma.

Ma alla sera arriva l’ora della partenza, ci si lascia sempre con un po’ di magone.

Ma suvvia bisogna confessarlo : domani nonno Talpone e consorte voleranno a Parigi per una vacanza di quattro giorni, gentilmente offerta come regalo dal figlio avvocato.

I due piccoli con i genitori quasi nello stesso periodo voleranno a Brighton dallo zio Martello di dio.

Non so se vi siano persone che, con una certa dietrologia, potrebbero supporre una losca manovra di separazione tra nonni e nipoti.

Con altrettanta malignità si potrebbe anche sostenere che il mal di stomaco dell’anziano e la tosse parossistica del giovanissimo Scoiattolino possano essere di origine psicosomatica.

Ma noi non vogliamo cadere in simili pettegolezzi, i due malati restano con i loro dolori, quale che sia la loro origine, quando si ritroveranno saranno senz’altro guariti e felici.

ANCHE GLI OPERAI TI PORTANO IN PARADISO


Era proprio bravo nonno Talpone, appena diventato maggiorenne, a pontificare su come superare le piccole contrarietà quotidiane, come guardare la vita con occhi diversi.

Era tornato a casa spompato dalle sole 20 vasche della lezione di nuoto, sotto una pioggia uggiosa che non voleva finire mai,  che si adattava perfidamente a tutta l’acqua che aveva ingurgitato quando aveva cercato di respirare abbozzando una specie di stile libero.

La casa vuota, perché la sua Istrice si trovava per tutta la giornata all’università.

Si è guardato attorno tutto in grugnito e affamato, era preso da un tormentoso dilemma, aprire una scatoletta di tonno o una di carne in scatola ?

L’idea di farsi una frittata, anzi diciamo di girarla nella padella, lo sgomentava.

Se, come gli era accaduto troppo sovente, gli fosse caduta in terra o sui piedi ?

Ahimè, che dolci ricordi quelli della Pasqua in Umbria, specialmente quella domenica passata meravigliosamente a tavola di un ristorante della Val Nerina, in un piccolo  paese,  ove  sono anche custodite le mummie di quelli che stavano così bene, che vi sono rimasti incorrotti per secoli.

Avranno mangiato così saporitamente anche loro ?

Di certo il cuoco di quel ristorante così rinomato è un artista, un ex operaio delle Acciaierie di Terni.

Molto tempo fa per l’intervallo del pranzo lui riusciva a prepararsi dei pasti così saporiti che una trentina di colleghi si accollarono il suo lavoro, purché cucinasse anche per loro.

Dopo qualche anno ebbe la temerarietà di licenziarsi per seguire il suo estro creativo, aprì un nudo punto di ristoro in un garage del suo paese, quattro tavoli sempre prenotati.

E’ poi passato via via da un locale più grande ad una villetta con un piccolo parco ove personalmente cura le sue specialità sempre diverse e raffinate.

Questo operaio sa veramente portarti in paradiso.

Affettati di lonzino e di prosciutto dagli aromi invitanti, pasticci di uova e pecorino, frittatine di erbe primaverili, il Cocco Re al tarufo, gli gnocchetti al sugo di anatra, le lombatine di vitello in crosta con tartufo e poi smetto perché mi sento svenire.

Ha poi deciso di aprire una scuola di giovani chef  per quei volonterosi che si volessero cimentare in quest’arte così terrena e godibile.

Non è un caso unico, altri operai hanno lasciato la fonderia per innalzarsi all’arte di fuochi più ridotti nei fornelli, sempre con risultati esemplari

Magica Umbria.

Talpone no, è nato lombardo e pasticcione, con l’esperta cuoca che ha sposato quando manca lei si ritrova allo stato delle scatolette.

Non potrà mai ambire a imparare qualcosa di buono.

Ma poi, con un soprassalto di orgoglio apre il frigorifero, ne trae il vassoio dei formaggi ed esclama:

“ Scatolette ?  Puah !”

AVVENTURE DI GIARDINAGGIO


Si ripresenta a capo chino, mogio e dolorante alla schiena, l’amico nonno Talpone.

Era partito, frenetico e ansioso, lo scorso martedì, con l’aria fiera, sognando ipotetici  mondi d’avventura, con il suo zaino ripieno di congegni elettronici, persino un TOM TOM, per ricercare stradine e sentieri nascosti tra le colline umbre.

Appena arrivato un paio di sostanziose sedute culinarie a pranzo e cena l’hanno riportato al ruolo sedentario e millantatore a lui più congegnale.

Ma è stato fatale a ogni sua ulteriore velleità lo spettacolo desolante delle sue viti, ulivi e alberi da frutta, quelli che compongono la parte maldestramente coltivata del suo pezzetto di terra, che l’ha portato di fronte a scelte amletiche di comportamento.

Non badare ai lunghi aggrovigliati tralci delle viti, bisognose di urgenti drastiche potature, fingere di non vedere gli ulivi cespugliosi di ricacci, polloni, succhioni,         ( termine tecnico per indicare nefasti rami da legno, niente di erotico caro Martello pruriginoso ), non udire il lamento degli alberi che chiedevano a gran voce vangature, concimi, zappettature ?

Godersi invece il riposo idilliaco della collina, nel silenzio totale di ogni automezzo, nel profumo del boschetto di pini e querce, deliziandosi del fuoco guizzante nel caminetto, tra bicchieri del vino nuovo e le moine delle gatte amorose e giocherellone che gli fanno compagnia nella stanza ?

Nonno Talpone era senz’altro per la seconda scelta, che potrete forse giudicare come egoista e edonistica, ma la sua Istrice Prussiana aveva già stabilito dei programmi molto più pratici e contadini.

L’ha quindi costretto, con il supporto di sorella e cognato umbro, ad acquistare sacchi di concimi organici, azotati, nitrati, tricomposti e quant’altra diavoleria specifica, gli ha messo tra le mani cesoie, seghetto e zappone bidente e, munita anch’essa di zappetta, per tre giorni da mattina a sera ha diretto la sua corvee da apprendista giardiniere.

Appena finiti i lavori, un ultimo cenone d’addio con profluvio finale di dolci alla panna e due torte, poi caricate  le valige con filoni di pane sciapo di Monte Bibbico, salsicce secche, lonzino magro e pecorino d’alpeggio si è tornati con l’auto di due cugine in visita turistica al nord.

Il magico zaino tecnologico è stato riportato indietro intonso, salvo l’uso di tre cellulari diversi, usati in modo intercambiabile per fargli prendere aria.

Ah si, anche il TOM TOM è stato tratto fuori, per usarlo in auto e fargli vedere l’autostrada e il nome dei paesi che scorrevano vicino a noi, nel viaggio di ritorno alla grande Milano.

FRENESIE


Ci risiamo con le personali frenesie a causa di questo ennesimo viaggio di avventura verso l’ignoto ?

Domattina prestissimo lasceremo casa, inizierà una visita di una settimana in Umbria, la cognata Paperoga, l’energica e fantasiosa ceramista, lo vuole, anzi lo esige, da tempo ci tempesta con telefonate intimidatorie, quindi, partito il Martello di dio, ora in viaggio e subito, come il vecchio Garibaldi non si può che rispondere “ obbedisco”.

Mentre nonna Istrice prepara una semplice borsa con alcuni regali di Natale ( ebbene si, per le passate feste non ci siamo potuti dividere in tre tra Milano, Londra e Terni ), nonno Talpone è affannato a riempire il suo zaino da viaggio con i soliti oggetti essenziali.

Due mini lampade d’emergenza, un pacchetto di pile ricaricabili per ogni evenienza, il leggero netbook, l’Iphone scartato dai giovani in carriera, cinque telefonini modello retrò con relative SIM da pensionati, blocchi di carta, penne e matite varie, bollette da pagare, documenti non ancora esaminati, scorta di taralli pugliesi alle patate e rosmarino.

Ah, dimenticava i diversi cavetti di alimentazione per ogni congegno elettronico.

Nonno Talpone controlla l’elenco compilato due giorni fa, onde evitare possibili dimenticanze, esegue un ripasso mentale di tutto quanto può essere necessario, sembra tutto a posto, no, accidenti, manca la chiavetta internet e la relativa SIM acquistata in offerta speciale una settimana fa.

Affannosamente apre i vari cassetti, cerca negli scatoloni di cavi e apparecchiature accumulate negli scaffali e negli armadi.

Non si trova, maledizione, è scomparsa.

Decide di saltare le lezione di nuoto in piscina, rinvia il pagamento della tassa rifiuti e l’appuntamento con la banca.

Come vivere nella sua casetta tra i boschi senza collegamento internet ?

Si ripassa otto, nove volte la cernita dei cassetti, svuotati e ricontrollati oggetto per oggetto, inutilmente.

Passano le ore, la partenza si avvicina, il suo zaino aspetta famelico l’ultimo boccone, il più importante.

Nonno Talpone ora ha mal di testa, comincia a sudare, ha dimenticato persino il tarlo insistente ed alacre dei suoi sensi di colpa.

Poco fa ha riaperto per l’ultima volta il cassetto personale della scrivania, cercava, senza alcuna speranza, una penna stilografica da aggiungere alle provviste essenziali, l’aveva anche il dottor Livingstone credo, ed ecco miracolosamente appare lei, l’infame fuggitiva, nel suo colore blu elettrico brillante, la chiavetta internet dal sorriso malizioso.

Che sospiro profondo di sollievo !

Nonno Talpone la inserisce delicatamente nella borsetta di tela dei piccoli congegni elettronici, il tutto poi nel suo capace zaino da esploratore, ora è pronto per la grande avventura,tra poco all’alba salirà sul treno verso il sud, “ terra incognita”.

RICORDATEVI


Che vacanze!

Nonno Talpone in questo periodo ha subito un ripasso di tutte le sue malattie e malanni, ora ne sembra quasi fuori, la sua Istrice gli sta dando il doveroso cambio con raffreddore, mal di ossa, insomma una variante di influenza che nelle sue varianti sembra ignorare il vaccino che loro avevano prudentemente effettuato.

Si fanno compagnia e coraggio come al solito, la vita continua.

L’altro giorno li ha allietati una mail del figlio inglese che ha scritto a tutti i componenti della famiglia talponiana.

“ Ricordatevi di fare testamento come abbiamo discusso a natale! io lo faccio sto weekend. anche solo un lettera per sapere cosa volete sia  fatto delle vostre cose ( libri, oggetti vari, affidamenti) e così via.

Si, sarà anche macabro ma almeno la vostra volontà sarà fatta! :o)

Meglio presto che tardi.

Bacioni a tutti e buon inizio di settimana in allegria. :o) “

Siamo fatalisti e non superstiziosi, era vero, se ne era parlato, come di tanti altri argomenti, ci penseremo, conciati come siamo ora non ne vediamo l’urgenza, l’indaffarato promettente avvocato ha però risposto subito.

“Oh mamma mia che argomenti allegri avete trattato a Natale.  Personalmente non ho grandi cose da lasciare:

· la casa è cointestata con la moglie, quindi c’è poco da spartire,

· le mie auto sono vecchie e malconce, non credo che qualcuno faccia a gara per ereditarle;

· i miei effetti personali sono pochi e di poco valore (mi metto ancora le magliette che il papà mi comprava al mercato quando facevo il liceo o quelle che mi hanno dato al militare)

L’unica cosa di medio valore è il televisore, ma su quella c’è la prelazione della Piovretta (il teledipendente), quindi chi la vuole si porta via anche il figlio.

Se vuoi ti lascio le mie bottiglie di vino avute in regalo che ho in cantina (una quindicina tra Brunelli, Baroli e Amaroni).

Per il resto lasciami in pace…almeno da morto”

Ma il martello non demorde “Oh beh, sono cose a cui bisogna pensare, per esempio tu lo hai fatto? c’hai pensato?     Noi a natale abbiamo anche parlato dei vari malanni, non erano tutti argomenti deprimenti ..oppure di come io e il Tasso Irlandese siamo stati così bravi ( leggi sfacciatamente fortunati ) a carte con i due Cip e Ciop … ahahahahaha!          Beh magari volevi lasciare le finte scarpe american-nino che ancora tieni in cantina a fianco alle M-ike, quelle  che il papà comprava a cinque soldi al mercato, al tuo fratellino, vero? Quelle che poi faranno una virata strategica alla charity shops..cmq, ovvio che tutto va a tua moglie, cosa c’entra, però magari hai delle disposizioni particolari, non si sa mai.  Io lascio tutto al Tasso irlandese, poi metterò delle cose mie in ricordo ad amici e famiglia. A te lascio i gatti. Io poi però voglio essere cremato. non voglio stare in una tomba né in Inghilterra ( che non considero casa), né in Italia ( troppo lontano da mio marito). Quindi mettetemi in un bel vaso ( lontano dalla lettiera dei gatti) e portatemi in vacanza.  Vi seguirò ovunque.   Amen. Happy days !

p.s.

Se sia tu che Tuttopiede andate in paradiso io mi prendo sia i cuccioli, che la televisione che le bottiglie di brunello. i libri li lascio a nonno Talpone. “

Due giorni dopo il Martello di dio telefona che ha sbattuto la testa in piscina, la craniata tremenda nella corsia di nuoto contro un tizio che non teneva la sinistra, un europeo o un vacanziere appena tornato nell’isola ?

Non si sa, comunque niente di rotto, solo un gran mal di testa, noi una preoccupazione in più, l’eventualità di dover andare in vacanza anche con il vaso ricordo del martello persecutore.

MAMMA LI TURCHI


Illanguidito, balcanizzato, nonno Talpone è tornato da due giorni dalla fascinosa Istanbul, con gli occhi sognanti per i fascinosi tramonti sul Corno d’Oro, come se fosse ancora là, sdraiato sul canapè come un gattone appagato, la mano sui bicchierini di Raki a godersi lo spettacolo del sole che lentamente scompare tra i minareti della moschea di Solimano il Magnifico.
Dovete scusarlo se, animaletto tardo e pigro di natura, ancora non si rende conto di essere nella febbrile Milano.
Lui guarda fuori dalle finestre, invece di vedere le auto incolonnate su piazzale Loreto, cerca con lo sguardo appannato le acque movimentate del Bosforo, i battelli gremiti che traghettano le sponde animate del ponte di Galata, tra rumori, grida, odori pungenti di quel luogo magico.
Talpone assapora lentamente  i dolci cubetti del Turkish Delight di Hazer Baba, li accompagna con sorsi di vino e sogna ancora le rive lontane.
Sa già che riprenderà in mano i libri di Orhan Pamuk per rivivere l’atmosfera magica dei luoghi, penso che ascolterà anche le recitazioni dei muezzin dalla cassetta che aveva acquistato tempo fa.
Si vergogna un poco ad ammetterlo, ma Talpone ha ancora l’apparecchio HI FI con lettore di cassette, come  tiene ancora religiosamente l’apparecchio radiofonico di famiglia, marca Radio Marelli del 1939, con giradischi a puntina tipo armadietto.
Cosa dire in due parole dei Turchi ?
Che sono molto gentili, simili a noi Italiani ma poliglotti, cortesi e tolleranti con i turisti, che sopravvivono con umoristica rassegnazione alla loro classe politica, leggermente meno degradata della nostra, infatti ci compatiscono, anche loro, per il nanetto sbruffone che abbiamo avuto ( ma sarà vero ? ).
Sono inoltre fieri della loro nazione, anche se in città convivono più di sessanta gruppi etnici diversi, senza ridicoli padani dal colore verde marcio.
I califfi sono un ricordo del passato ?
Incredibilmente per Talpone rivivono nella moltitudine di gatti, placidi, sornioni, ben nutriti, che incontri ovunque, amichevoli ma contegnosi, serviti e ossequiati dalla popolazione con scodelle di acqua e cibo ovunque, perfino con tappetini fuori dai negozi.
Sono raramente infastiditi dai pochi cani presenti, con una pulizia delle strade e dei marciapiedi che noi possiamo solo sognare.
Mamma li turchi o mamma li cattolici italiani ?

UN LUNGO RITORNO


Le due settimane di gare olimpioniche di resistenza con i due pargoletti sono ormai finite e si ritorna in auto dalla verde Umbria verso le montagne dell’alto Garda.
Il tempo ci è stato patrigno, si prevedevano lunghe nuotate in piscina e ogni giorno o era freddo o pioveva.
Eravamo partiti da Milano addirittura con una minipiscina  da 2,5 metri, riportata ancora inscatolata.
I vicini di campagna, i cugini, le zie, ognuno con una piscina più grande della precedente, ma l’acquazzone estivo era imparziale, acqua sempre.
La vita dentro casa può essere caotica con maschi urlanti e dediti alla lotta.
La droga dei cartoni animati va dosata nei casi estremi del pre-pranzo o del risveglio all’alba della piovretta ( mi spiace usare questo termine con il piccolo, ma quando vedo cosa sa distruggere in venti secondi dentro la mia auto, confermo : piccola piovra o pioveretta, come dice lui ).
Le capacità pittoriche di Talpone disegnatore non bastano, i giochi con le carte, le automobiline, i lego, i puzzle bastano per pochi minuti.
Hanno preparato torte al cioccolato, fatto gli gnocchi con patate e farina, ma non si poteva riempire le giornate con questo.
Anche le sei gatte ( si è aggiunta al matroneo una trovatella tutta bianca ) erano stanche di dover mangiare otto volte al giorno per soddisfare le ambizioni dei giovani ristoratori in erba.
Nelle crisi peggiori di pestaggio tra nipotini talpone ha forse avuto una pazienza da miccia corta, parla, impone, urla, poi si pente di aver trasceso.
L’istrice nonna fa la vellutata alla Montessori, ma certe volte al ventesimo tentativo di dialogo può esplodere anche lei.
Sempre droga da cartoni animati ?
Il fatto è che i nonni non sono i genitori e si trovano bambini allevati con altri metodi e con altre abitudini.
Tre settimane di fila di convivenza, con un brevissimo intervallo, in condizioni metereologiche avverse, forse sono un’esperienza traumatica, anche se la gioia che danno i piccoli non è descrivibile facilmente.
Ora torniamo con un viaggio in auto di otto ore, cercando di guidare tra qualche urlo e vari oggetti volanti, dal retro volano pennarelli e accuse reciproche di scorrettezze.
A Bologna prima di una lunga coda per il solito incidente e dopo una pausa pranzo,  i piccoli cambiano posto.
Lo scoiattolino è davanti, legato al suo seggiolino, accanto a nonno che guida, la situazione migliora molto.
Il piccolo guarda interessato il paesaggio, si commentano le auto e i TIR che si superano, si parla delle vacanze passate insieme.
Talpone posa delicatamente la sua mano sul suo ginocchio, vorrebbe chiedere scusa degli scatti d’ira avuti in passato, ma il piccolo non ne ha memoria.
Siedono vicini placidamente curiosi del paesaggio montano della val d’Adige.
Sereni e oziosi, come due vecchi amici d’infanzia.