ANCH’IO RINASCIO !


I giochi dei bambini possono essere fascinosi, magici, incredibilmente semplici, ma nello stesso tempo misteriosamente simbolici e teatrali, come una visione parallela della nostra vita.

Nonno Talpone li avrà fatti anche lui da piccolo, come tutti d’altronde, ma vivendoli con loro e analizzandoli da anziano, pur essendone coinvolto, ha ora anche la duplice possibilità di goderseli anche da spettatore e da analista.

Dopo giorni di malattia di uno o dell’altro ometto, ieri lui e la moglie Istrice Amorosa hanno avuto il gradito turno di nonni babysitter alla loro uscita dall’asilo.

Dato che i piccoli finalmente godevano di buona salute, hanno portato loro due sacchetti di krapfen zuccherati e di bomboloni alla crema, seguiti da un’uscita liberatoria tra i giardini e i cortili di casa loro, per correre in bicicletta, giocare a palla prigioniera, partecipare a cruente battaglie con i cavalieri medioevali del playmobil.

Alla fine, sudati, impolverati e leggermente ammaccati si sono ridotti nel cortile dei box sotto casa.

L’arrampicata sui muretti e il salto pilotato dall’alto sembrava l’ultimo passatempo della giornata, quando nonno Talpone nell’alzare lo Scoiattolino per un salto ancor più acrobatico, che detto tra di noi era una mediocre scusa per stringere a sé quel guizzante folletto, lui gli si è arrampicato sopra, gridando trionfante:

“ Sono diventato grande … ora sono alto come il nonno … ora lui è molto più basso di me ! – poi, scivolando leggermente come da una pertica, ha continuato con vocetta fioca – ora divento vecchio … ora sono piccolo e curvo … ora sono morto !”

Con un improvviso scatto si è aggrappato in alto, scalandolo veloce e gridando “ Ora rinasco … ora divento grande … ora sono vecchio …”

Il gioco si è ripetuto più volte allegramente, fino a quando anche il fratello più piccolo, il Polipetto, ha lasciato perdere lo smontaggio sistematico dei suoi cavalieri medioevali e si è aggrappato al nonno, strillando “ Anch’io rinascio !”

E’ stato subito accontentato, abbarbicato insieme al fratello sul vecchio nonno che ha fatto da pertica della vita umana, fino a quando, stravolto, li ha posati delicatamente a terra.

In seguito nonno Talpone si è ricordato del suo periodo buddista di tanto tempo fa, ma ora che gli anni sono passati, implacabili ma abbastanza piacevoli, lui si è rassegnato.

Non sa se rinascerà, se si dissolverà nella terra, se salirà tra i cieli ingombri di meteoriti e di relitti spaziali.

Sa però che è e sarà parte di un Tutto, indefinibile e indecifrabile, che è fratello di uomini e donne che prima e dopo di lui hanno avuto e avranno la stessa sorte, che non è un caso isolato, che lui non è niente ed è Tutto.

Nonno Talpone si sente in pace e sorride, appagato che gli sia lasciato di partecipare, fin che potrà, al gioco della rinascita con i suoi nipotini, un gioco felice, come vorrebbe fosse possibile ad ogni bambino.

LA CACCA DI CAVALLO


Nella solitudine nonnesca il nostro Talpone aveva pensato che con la primavera era una buona cosa travasare e nutrire le sue piantine sui balconi, preoccupato innanzitutto per i due giovani ulivi recentemente acquistati in offerta nel locale supermercato.

Già, facile a dirsi, occorre del buon concime, ottimo quello ovino, valido anche quello equino, ma vivendo in città è impossibile procurarsene.

Sono finiti i tempi quando con sua  nonna scendeva nella strada a piazzale Loreto, per raccogliere con paletta e secchiello il prezioso stallatico dei numerosi cavalli, necessario a far crescere rigogliose le rose sul balcone.

Ora puoi solo raccogliere bottiglie rotte di birra, cartacce, mozziconi al filtro, magari qualche copriruota sfasciato.

Così si è deciso a malincuore a trar fuori la vecchia auto diciottenne e  fare un’ispezione ad un famoso ipermercato fuori città.

Anche nei giorni feriali questi megacentri commerciali sono sempre affollatissimi, molti anziani vi passano le giornate, tra caffè, fast-food e acquisti inutili ma super scontati.

Riuscendo a dribblare le ammaliatrici sirene delle offerte irripetibili, nonno Talpone ha scovato il reparto fiori e attrezzi agricoli, potendo esaminare con cura le varie confezioni di terriccio, humus, concimi biologici, preparati per orti, finendo per acquistare una confezione gigante di letame equino arricchito (?) di carbonio e non meglio precisati elementi chimici-biologici.

Tornato a casa ha distribuito equamente, interrandolo giudiziosamente nei vasi, il supporto corroborante e vitaminico, aspettandosi ingenuamente di vedere una pronta rifioritura generale.

Però è giunto un violento acquazzone con grandine, che per la verità non ha fatto grossi danni, ma ha subito drenato il prezioso concime.

Questa mattina non ha saputo resistere e, con voce flautata, ha telefonato al padre dei suoi nipotini, chiedendo se poteva portargli uno scatolone di vino, una piantina di pesco e attrezzatura per potare e nutrire le sue piante.

Si è quindi presentato alla porta carico di borse, accolto dal figlio in tuta domenicale, dallo Scoiattolino in completo da Dart Fener il diabolico e dal Polipetto in pigiamino a righe.

“ Nonno, nonno, vieni da noi ?   Ti fermi a casa nostra ?  Rimani con noi ?”

A queste parole  vi potete ben figurare che Talpone era in fase di scioglimento totale, squagliato e perso completo.

“ Certamente bimbetti miei, ho il vino per papà e mamma, un piccolo pesco nato da un nocciolo, cesoie, paletta, tre vasetti di terra con una grossa mela Fuji da cui raccogliere i semini da piantare e questo sacchetto di cacca di cavallo “

L’ultimo oggetto descritto è stato quello che ha suscitato risate ed entusiasmo assoluto.

“ Vedere, vedere, ma è davvero cacca di cavallo ?”

Alla vista l’aspetto del terriccio morbido, anonimo e nerastro, non è risultato così straordinario e nonno Talpone ha dovuto spiegare che era come liofilizzato, insomma non era lecito e gradevole portare in giro quelle cose allo stato naturale.

I bambini, leggermente delusi, sono tornati in sala, chiedendo a gran voce di poter vedere il film di Guerre Stellari, anche se il piccolo Polipetto voleva subito addentare la mela con la scusa che sarebbero apparsi i semini da trapiantare.

Ma quando il nonno ha preso paletta, cesoie e terriccio, cominciando il lavoro da giardiniere sul loro terrazzo, si sono incuriositi, avvicinandosi, scrutando attentamente il lavoro e chiedendo poi con ansia mal trattenuta:

“ Quando metti la cacca di cavallo ?    Ma fa bene alla piantina ?   La pipì non la metti ?”

Le funzioni corporee di base in quell’età beata, dai tre ai sei anni, hanno un fascino proibito, poi passato ad altre cose più pruriginose.

Il nonno ha spiegato che in natura niente viene buttato e che quello era un nutrimento completo per le piante, come la carnina e le verdure che devono mangiare per farli crescere grandi e forti come e più del nonno.

“ Anche del papà ?”

“ Certamente, anche più del papà, a cui auguro di riuscire a diventare nonno e di essere circondato da simpatici nanetti come voi “

Finito il lavoro di giardinaggio Talpone è tornato in sala con loro ad impersonare il robot  C1 e a combattere battaglie spaziali, prima di eclissarsi prima dell’ora di pranzo.

L’arte segreta del nonno è di non esagerare con la sua invadente presenza, anche se personalmente vorrebbe vivere sempre lì, nella loro cameretta, anche nello scaffale dei giochi, tra Buzz e Woody, come un morbido orsone di peluche.

SEPARAZIONI E MALATTIE


Il piccolo Scoiattolino ha da giorni una tosse insistente e logorante, qualche linea di febbre, forse di origine virale, ma è stato felice di stare a casa con i nonni.

Il fratellino Polipetto, invidioso della sua posizione privilegiata, si è rifiutato di andare all’asilo e , data la sua fermezza di origine martellesca ( che dio assista i suoi poveri genitori ), naturalmente ha vinto sempre.

Anche nonno Talpone da giorni soffre di mal di stomaco, continua l’uso di antibiotici, Buscopan, patate bollite e acqua, ma quando si trovava in compagnia dei nipotini si è sempre divertito in modo fanciullesco.

Giocare una giornata intera è un privilegio, faticoso magari, ma sempre meglio degli sforzi muscolari in piscina o in palestra.

Oltretutto è gratuito.

Non poter uscire di casa naturalmente può essere limitante, ma non ci si è mai annoiati.

I loro bellissimi galeoni dei pirati, i Lego di Harry Potter con relativo castello e trenino, il Jumbo gigante cabinato con passeggeri sono giocattoli estremamente costosi e affascinanti da ammirare, ma sembrano servire più ai padri che ai figli.

Nonno Talpone ricorda perfettamente che il figlio promettente avvocato aveva acquistato per il piccolo, quando questi aveva meno di due anni, un’autopista da formula uno, una mini ferrovia elettrica, una gru gigante e un’auto telecomandata, che in realtà lui usava spudoratamente con i suoi amici trentacinquenni.

A noi piccoli bastano una decina di cuscini, un paio di spade di plastica, qualche sedia, due coperte, scatole di cartone, spiccioli di monete oltre a qualche altro oggetto casalingo per improvvisare decine di giochi fantasiosi e scatenati.

Il treno di sedie che percorre la prateria degli indiani, la tenda dove ripararsi sotto la tempesta, la scatola del tesoro nascosto, l’assalto al vascello spagnolo, il duello tra Peter Pan e Capitan Uncino, la cucina del ristorante, le bastonate sul nonno e relativi bernoccoli su cui lanciarsi a tuffo, le battaglie a cavallo, il palazzo del sindaco Pisapia, la guerra sulle astronavi che lanciano missili cuscini.

Tutto o quasi messo a posto prima del ritorno a casa di mamma.

Ma alla sera arriva l’ora della partenza, ci si lascia sempre con un po’ di magone.

Ma suvvia bisogna confessarlo : domani nonno Talpone e consorte voleranno a Parigi per una vacanza di quattro giorni, gentilmente offerta come regalo dal figlio avvocato.

I due piccoli con i genitori quasi nello stesso periodo voleranno a Brighton dallo zio Martello di dio.

Non so se vi siano persone che, con una certa dietrologia, potrebbero supporre una losca manovra di separazione tra nonni e nipoti.

Con altrettanta malignità si potrebbe anche sostenere che il mal di stomaco dell’anziano e la tosse parossistica del giovanissimo Scoiattolino possano essere di origine psicosomatica.

Ma noi non vogliamo cadere in simili pettegolezzi, i due malati restano con i loro dolori, quale che sia la loro origine, quando si ritroveranno saranno senz’altro guariti e felici.

I TOY BOYS


L’ulivo è una pianta prodigiosa e armoniosamente bella.

In questa stagione sfoggia una copertura di  piccole foglioline argentee,  mesi prima, da novembre a febbraio, quando gli altri alberi erano intirizziti e spogli e persino la maestosa quercia sembrava uno scheletro uscito da una tomba, l’ulivo ci ha donato i suoi frutti succosi, verdi o neri, da cui si è estratto l’olio, la base insieme al grano e alla vite della dieta dei popoli mediterranei.

Si tratta quindi di un albero generoso che richiede però molte cure, la più delicata è la potatura che avviene in questi giorni prima di Pasqua.

Nonno Talpone però è di origine lombarda, anzi milanese da almeno cinque o sei generazioni, anche se come pecora nera della famiglia è nato a Varese inseguito dalle bombe angloamericane, lui viene quindi dalla cultura del burro e del lardo, suo zio Alfredo, peraltro brav’uomo e abilissimo fabbro, affermava sempre “ Peccato che per condire l’insalata bisogna usare l’olio di semi ( sic !) altrimenti in cucina solo il burro, l’olii l’è dei teruun, brava gent neh, mi la cugnusi, ma sutt al Po hin tucc teruun “( l’olio è per i meridionali, brava gente, ma sotto il fiume Po sono tutti meridionali)

Bossi forse faceva ancora l’apprendista come giovane del pci, ma l’ incultura era già quella.

Solo l’amicizia in università con studenti siciliani hanno aperto a nonno Talpone la visione mediterranea della meraviglia dell’olio extravergine d’oliva, oltre alla comprensione e all’amore per gente diversa ma culturalmente fascinosa e interessante.

La conoscenza a Londra di una stupenda figliola umbra ha poi consolidato il suo apprezzamento per le raffinatezze olearie, bruschetta, panzanella, crema di tartufo macerata nell’olio, spaghetti olio aglio e peperoncino.

Trent’anni fa ha acquistato un piccolo pezzo di uliveto malconcio e inselvatichito, dal preoccupante nome di “ Serpeto “, l’ha ripulito, con l’aiuto dei gatti l’ha liberato dai fastidiosi residenti, da allora lassù tra le alte colline della Val Nerina si danna a potare, zappare, concimare, pompare e raccogliere le olive nel gelo invernale.

Sia perché cittadino e lombardo, sia perché Talpone di nome e di fatto, le sue potature sono bizzarre, maldestre e controproducenti.

La raccolta delle olive cala ogni anno, nonostante i suoi sforzi, tanto che si è finalmente deciso a chiedere aiuto al barbuto cognato sindacalista, uomo dalle molte abilità, non solo oratorie, ma come esperto conoscitore di funghi, di tecniche orticole, di lavori di innesto e di potatura delle piante da frutto.

E’ quindi arrivato in soccorso con la moglie  Paperoga, abile cuoca e dotata ceramista, con il quale Talpone è in grande confidenza, bisticciando e facendosi i dispetti come fosse una  sorellina minore.

Per tutta la giornata il barbuto potatore ha cimato,  tagliato, segato rami e tronchi, spargendo ovunque rametti e foglioline, mentre l’assistente Talpone correva sù e giù per il ripido pendio della collina portando le scale, le cesoie, il caffè, le bottiglie d’acqua, insomma si prestava come giovin garzone.

L’esperta Paperoga ha cucinato come al solito uno squisito pranzetto con carne alla brace, ha pulito e riordinato la cucina.

Alla fine della piacevole giornata, cessati i lavori, mentre si avviavano verso l’auto per tornare a casa, nonno Talpone stava parlando di fatti buffi letti nei blog e casualmente citava la battuta di quella mamma che soppesava l’idea di farsi un toy boy.

Il termine era nuovo anche per lui, noi siamo alquanto provinciali, così spiegava con aria dotta che questi personaggi, diciamo all’americana, sono giovanotti che le donne mature e benestanti si concedono come giocattoli, giusto come i loro mariti hanno sempre fatto con le ninfette di turno.

“ Che schifo, andare con uomini che potrebbero avere l’età dei figli !”ha affermato Paperoga entrando in macchina.

“ Ma non metterla su questo piano – si è infervorato nonno Talpone – se certi comportamenti li possono avere gli uomini, non vedo perché certe donne non li possano imitare.

Scusa, una volta che diventi vedovella, con la reversibilità della pensione, potresti non stare sempre in casa  a lavorare e cucinare, anche il week end mentre tuo marito cura solo l’orto e gli ulivi,  pensa,  potresti andare in giro a divertirti con un ragazzo più giovane e piacevole, uno che non russa !”

“ Che frittata !” Ha dichiarato lei.

“ Come, cosa c’entra la frittata ?”

Poi ha notato dentro l’auto, accanto alla cognata Paperoga, un paio di occhi gelidi e feroci.

Non erano del cane da guardia.

L’auto è ripartita con uno scatto rombante, da un finestrino una manina femminile salutava l’incauto cognato.

L’anno prossimo come farà nonno Talpone a potare gli ulivi ?

I toy boys sanno usare le cesoie ?

RISVEGLI


I sorveglianti cinesi erano sempre attenti e severi nei loro controlli, si doveva correre tra i cunicoli degli uffici e su e giù per infinite scalinate disadorne, sempre più in fretta, sempre affannosamente, con il desiderio folle di poter gustare in pace una buona patata bollita, magari con un pizzico di sale, invece delle solite bucce marroni che sapevano ancora di terra.

Poi gli venne improvvisa ed urgente la necessità di cercare un gabinetto, corse per i corridoi, giù in fondo verso la salvezza … oh no, occupato !

Ritornò indietro sempre più affannato, corse giù per una ripida scalinata che contornava i muri giallicci di un enorme cavedio quadrato, altri corridoi, altri cubicoli, sorveglianti cinesi dallo sguardo truce, la porta agognata, tentò la maniglia disperatamente … e nonno Talpone si svegliò sudato e con un bisogno impellente.

“ Accidenti alla prostata, alla vescica e alla vecchiaia !” borbottò al buio, cercando di evitare gli spigoli del letto matrimoniale, in cui la moglie dormiva ancora, russicchiando serena.

Al ritorno tra le lenzuola calde non riusciva a riaddormentarsi, cercò di pensare intensamente a qualcosa di piacevole, per esempio a quelle scarpette giallo rosse tanto desiderate, quelle che poi, al terzo sopralluogo nel negozio di articoli sportivi risultarono essere da football, con enormi chiodoni di plastica sottostanti, che di fatto ne impedivano l’uso fuori dal terreno erboso.

Non riusciva proprio a riprendere sonno, ma in quello stato di dormiveglia gli si presentarono ben presto, nitide e meravigliosamente facili, le soluzioni narrative delle fiabe che da tempo aveva avuto intenzione di scrivere per i suoi nipotini.

Tutte le varianti possibili, la sorpresa magica e grottesca che risolveva lo stato d’impasse nello svolgimento di un episodio, nuove storie concatenate con personaggi femminili di ogni età, fughe spericolate dei piccoli eroi.

Peccato non poterli registrare o trascriverli velocemente, ma ormai anche lui dormiva profondamente accanto alla sua dolce Istrice amorevole.

Quando improvvisa e fastidiosa è partita la voce gracchiante dalla vicina radiosveglia che riferiva i fatti economici giornalieri, si sono scossi tutti e due, stupiti e storditi, la moglie verso la doccia e la sua mattinata di lezioni, da infaticabile pensionata, lui verso la cucina a preparare la colazione, per poi restare da solo al tavolo, sgranocchiando l’ultimo tarallo alle patate e rosmarino, guardando un foglio bianco, cercando di inseguire le sue storie meravigliosamente sognate, sfilacciate e sfuggenti come piccole nuvole rosate, perse al tramonto.

SOPPORTARE GLI ANZIANI


Al ritorno da Torino, dopo una piacevole visita al Museo Egizio e alle gradevoli e riposanti piazze cittadine, incontro vicino a casa il vecchio amico Nonno Talpone, con una viso oltremodo corrucciato.

Siamo alle solite, qualcosa non gli è garbato, forse ha litigato con la moglie, quella paziente donna che lui si ostina a chiamare “ Istrice Prussiana “, fatto in sé bastevole per chiedere subito il divorzio per crudeltà mentale.

“ Non è stata mia moglie – grufola, astioso come non mai – sono i miei racconti infantili, cioè no, volevo dire le storie per l’infanzia che sto scrivendo.

Sarò franco, non interessano nessuno, nemmeno i miei nipoti !”

“ Ma dai, abbi pazienza – cerco di rabbonirlo io, con un’involontaria vena umoristica –  devi sapere che di solito si viene riconosciuti dopo anni, quasi sempre dopo la morte, poi chissà, magari ti faranno anche un monumento, come quello del scior Carera in corso Vittorio Emanuele “.

“ Non mi interessa del futuro – ha proseguito lui, alquanto piccato – sono amareggiato del presente.  Pensa che l’altro giorno ero andato all’asilo per trovare i nipotini e riportarli a casa per fare merenda e farli giocare.  Lo Scoiattolino di cinque anni era tutto mogio, l’ho abbracciato, gli ho dato le caramelle e gli ho chiesto cosa avesse.

Mi ha confidato che aveva avuto un bisticcio con il suo grande amico.

L’ho rassicurato che non era nulla di grave e, per consolarlo, gli ho confidato che loro due erano diventati i protagonisti di tante storie che voglio scrivere in futuro, insieme ad altre che già conosce, come quella del Fantasma Formaggino.

Lui mi ha chiesto se è quello che si spalma sul panino.

Giustamente mi sono offeso a morte, ma come, gli anni scorsi la mia storia l’aveva divertito tante volte, tengo ancora i suoi disegni appesi alla porta di casa, gli ho ricordato come si svolgeva il racconto, era poi lo stesso che avevo raccontato a suo padre e a suo zio trent’anni fa.

Lui mi ha guardato stupito e mi ha detto di non preoccuparmi, mi ha garantito che ora gli piaceranno tutte e due le versioni della storia.”

Nonno Talpone fa una pausa, sospira e continua “ Capisci, la gente ha gusti strani, bisogna far ridere ad ogni costo, per esempio se cado improvvisamente a terra o se sbatto la testa sullo portellone dell’auto, tutti si sbellicano dalle risate, la mia Istrice addirittura inizia a singhiozzare e piangere dal divertimento.

E’ inutile pensare, faticare tanto per raccontare, sono tagliato per fare solo il buffone.

Eppure mi ricordo bene che in altri tempi, quando ero …”

Lo blocco subito, affermo che ho un impegno urgente, lo rivedrò senz’altro quanto prima e mi allontano precipitosamente.

Questi anziani saranno anche a volte simpatici, ma ora non riesco più a sopportarli.

LA FESTA DEL PAPA’


Quando si sono alzati per fare colazione, un poco goffi e semiaddormentati, nonna Istrice gli ha detto “ Oggi dovrebbe essere la festa del papà “

Subito nonno Talpone ha afferrato il telefono ed ha chiamato il figlio maggiore, il promettente avvocato, che stava andando al lavoro incolonnato in auto come tutti a quell’ora, gli ha ricordato la festività del giorno, gli ha fatto gli auguri per conto dei piccoli nipotini e ha ricevuto la graditissima notizia che questa settimana dovrà fare da baby sitter per due giorni supplementari.

Yahooo ! Questa è una dolce medicina !

Più tardi, quando i nonni si sono recati nella vicina piscina comunale per il corso bisettimanale di affondamento rapido ( l’Istrice ) e di boa galleggiante ( nonno Talpone ), quest’ultimo ha portato in regalo all’Alessandra, la loro giovane e paziente istruttrice, un pacco di tarallucci alle olive e rosmarino di Cerignola, riducendola alla commozione.

“ Grazie, come vorrei avere un nonno come lei, signor Talpone !”

“ Ma figuriamoci, fare il nonno non mi dispiace affatto, la prossima volta ti porterò una scatola di bomboloni al cioccolato, sei troppo magra cara ragazza, ma ti nutri abbastanza, il tuo moroso ti tratta bene ?”

Per lui è come un’altra figlia, sempre gentile, disponibile a suggerire consigli inascoltati, con la sua assurda speranza di riuscire  a far imparare gli stili di nuoto ad un gruppo di nove ottuagenari di varia rotondità.

Nel corso della giornata la felicità aumenta quando Talpone si rende conto che ben due signore gli hanno scritto una mail approvando il suo recente resoconto cimiteriale.

Incaute, il nostro nonno, acceso di insano entusiasmo, sta ora pensando di abbozzare la storia dei cimiteri e delle catacombe di Milano, dall’epoca celtica a quella berlusconiana.

I suoi post potrebbero trovare ampio rilievo nei bollettini delle imprese di Pompe Funebri della città, finalmente si delinea per lui una brillante carriera di scrittore necroforo, la fama e forse una bara ad onorem.

A tarda sera telefona al suo piccolo, quello perso lassù tra le gelide spiagge di Brighton, il Martello di dio è appena tornato a casa dopo dodici ore di lavoro e di viaggio in treno, stravolto dalla stanchezza, la sua company l’ha coinvolto anche nel fine settimana per un grande capo venuto dagli USA.

Un boccone, due sferruzzate di maglia e poi a letto a dormire con i suoi due gatti.

Suo marito, il fascinoso e selvaggio Tasso irlandese, è invece impegnato con un punto e croce per rilassarsi.

Sono come una coppia di pacifiche vecchiette, aspettano e sperano di poter adottare un maschietto e una femminuccia per arrotondare e completare la famiglia, sarà un percorso lungo, difficile e costoso.

Abbiate pazienza, in un vicino futuro nonno Talpone chiamerà anche voi per telefonarvi in questa festosa ricorrenza e dirà:

“ Auguri figli cari, anzi cari papà, oggi è la vostra festa, vi auguro tanta felicità, anche da parte dei vostri piccoli !”.

CALCETTO E GELOSIE


Ieri mattina nonno Talpone si era svegliato prestissimo, aveva consumato una rapida colazione, una tazza di tè e due taralli alle patate ed era uscito di fretta da casa, stringendo una borsa di regali per i nipotini.

Mentre ansimava per le deserte strade del sabato mattina ripensava al suo contenuto, timoroso di aver dimenticato qualcosa.

Dunque, un sacchetto di carta con il pane Kamut fatto a mano, morbido e profumato, quello che i piccoli amano divorare con la marmellata di limoni casalinga, un DVD con le avventure di Stanlio e Ollio apprendisti birrai, messi in prigione all’epoca del proibizionismo e finiti nella cella del famigerato gangster “ Il Tigre”, un CD musicale “ Son de Cuba”, con balli di salsa e merenghe a volontà, altamente apprezzato dallo Scoiattolino e infine un cellulare inservibile, ma pur sempre prestigioso, per il Polipetto.

Ah, naturalmente anche due sacchetti, uno di palline di cioccolato ricoperte di zucchero colorato e un altro con le gelatine a forma di coca coline frizzanti, ormai apprezzate da tutti i bambini del loro asilo.

Presto era arrivato in casa del figlio promettente avvocato, tutti già alzati e i bimbi vestiti con la maglia della Juventus, secondo il dictat paterno che , dovendo partecipare ad una gara di calcetto aziendale, voleva essere accompagnato dai figli e naturalmente anche nonno quale baby sitter.

La famosa legge del contrappasso che studiammo a scuola esiste, come la legge di Murphy, perché nonno Talpone da bambino ogni domenica era trascinato da suo padre ad assistere alle partitelle di calcio che si tenevano nei prati intorno al vecchio Campo Giuriati, allora circondato da prati incolti con le buche dei rifugi antiaerei, tra solitarie case popolari e larghe strade deserte.

Era un tormento, una noia mortale assistere in piedi, tra la sparuta accozzaglia di spettatori, alla rincorsa affannosa di adulti in maglietta intorno ad uno stupido  pallone di cuoio.

Più avanti all’oratorio gli amichetti lo riportarono a questa penitenza, relegandolo in una porta con la rete, dove fioccavano palle a cannonate.

Una pausa di una quindicina d’anni, salvo le orrende ore di educazione fisica, fino all’arrivo dei due figli, il maggiore dei quali sembrava nato con una palla al piede, quello che dall’età di un anno non ha mai smesso di essere affascinato da questo gioco infernale, tifando inoltre per una squadra non milanese.

A dire la verità la moglie Istrice era quasi sempre lei ad accompagnare fuori il figlio agli allenamenti sportivi, ma dentro l’appartamento rimaneva un indemoniato tiratore di pallonate.

Quando andò fuori casa lasciò in ricordo sette o otto palloni di varia misura, finiti drasticamente nel pozzo oscuro delle cantine.

Adesso di tanto in tanto nonno Talpone si assoggetta volentieri ad assistere alle sue partite per tenere a bada uno o due nipotini, in effetti adora giocare con loro, facendosi scherzi e inventando follie.

Non sono forse un pubblico attento, anzi la loro presenza a bordo campo tende a latitare dopo una decina di minuti, per rifugiarsi al bar o ai prati esterni.

Ci si ripresenta solo a fine sconfitta, no  volevo dire a fine partita del genitore.

Nel viaggio di andata verso il campetto dell’oratorio di Cesano Maderno nonno Talpone raccontava gli ultimi pettegolezzi sul nipote inglese che sta per diventare papà e poi sposarsi ( ora si è spesso invertito ogni ordine cronologico, non so per quale motivo).

L’avvocato ad un certo punto osserva “ Certo che quando un ragazzo diventa padre e si sposa, c’è uno stacco netto con la vecchia famiglia, se ne crea una nuova completamente indipendente, avere dei figli porta a questa divisione definitiva”

Nonno Talpone risponde giulivo “ E’ verissimo, che bello, poi ci sono i nipotini che ti ridanno la vita !”

“ Ecco, lo sapevo – osserva il figlio irritato – tu sei venuto alla partita di calcetto solo per stare insieme ai miei bambini, se fosse stato per tuo figlio non ti saresti mosso dal letto, io non ti interesso più, ecco l’amara verità !”

Nonno Talpone ha cercato di consolarlo, scusandosi e promettendo un futuro smodato interessamento a tutti i suoi passatempi sportivi, garantendo di accompagnarlo sempre, con o senza bambini, nel caso magari facendosi sostituire dalla moglie, anche lei juventina oltretutto, le mamme si sa che sanno essere più tifose con i figli maschi.

Che frittata !

Uno crede di essere solo un vecchio nonno e invece viene richiamato ad ritornare papà a vita, poiché le piccole veementi gelosie dei figli non si affievoliscono mai, neanche nella loro tarda età.

CASSE DI TESORI


Quale grande emozione e quale stupore per un piccolo pirata la scoperta di un tesoro nascosto!

La ricetta è semplice: nonno Talpone prepara innanzitutto dei minuscoli sacchetti di tela contenenti monetine di vecchie lire o una discreta quantità di centesimi di euro in spezzettature varie, lega l’involucro con un cordino e mette il tutto in un contenitore, meglio ancora una scatoletta di latta, che nasconde tra i cuscini del divano o sotto un materasso.

Successivamente all’arrivo dei nipotini li traveste da pirati, basta poco per loro, una benda sull’occhio, una bandana, un bastoncino che figuri da spada e con un solo ammiccamento si parte tutti quanti audacemente alla ricerca di un tesoro, consultando le apposite mappe, dei fogli arrotolati completati di enigmatici segni.

L’ultima volta nonno Talpone per maggiore realismo aveva messo il bordo del rotolo di carta sul fuoco della cucina a gas, gettando poi quella torcia troppo infiammata nel catino dell’acquaio, con il risultato di una mappa  decisamente molto realistica, a parte un spiacevole odore di bruciato nella stanza.

Nonna Istrice era corsa subito in cucina, inquisitiva e urlante, le donne di casa non hanno mai il senso dell’avventura, per fortuna il nipote Scoiattolino era presente e  ha difeso veementemente il nonno, evitandogli ulteriori rimbrotti e sanzioni.

Con la dotazione delle loro mappe, dopo qualche infruttuosa ricerca, finalmente la banda di Barbanera ha avuto la sorpresa della scoperta della prima cassa del tesoro, con grande giubilo e entusiastiche grida di vittoria.

Nonno Talpone deve ammettere che di solito si possono avere due piccole conseguenze negative.

Frotte di mamme dell’asilo che riconsegnano vergognose a mamma Tuttopiede dei pacchetti di monetine “ ma signora, questi sono soldi veri !” che i loro bimbi avevano ricevuto in dono dal generoso capitano pirata.

Inoltre il Martello di dio, il geniale figlio supervisor di effetti speciali, che da Londra ci tempesta.

“ Avete dato via le mie vecchie monetine da cinque, dieci, venti lire?       Come vi permettete, sono la mia collezione.      Le voglio indietro tutte, sono mie e rivoglio  anche il porcellino di ceramica bianco che conteneva i miei risparmi da bambino “.

Ahimè, alcune lirette sono ritornate, ma lui non l’abbiamo ancora ritrovato.

Cercasi porcellino bianco perduto, disperatamente.